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Eudeamon

Scritto il 02 January 2011 alle 18:06

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"Eudeamon", di Erika Moak.

In quarta di copertina :

Questo romanzo racconta una storia di prigionia volontaria che diventa l'estasi d'amore di un'anima sola. Nell'immaginaria città di Eudemonia, i criminali possono scegliere di scontare la loro pena in una sorta di prigione mobile - il banesuit - il cui perimetro è dato da una seconda pelle che li isolerà dal mondo. Katrina Nichols, una giornalista caparbia e coraggiosa, decide di avviare un'inchiesta per verificare se non si tratti di una punizione disumana e ingiusta. Riesce a scambiare la propria identità con una ragazza in procinto di essere condannata e diventa così un Bane, un detenuto che vaga indisturbato ma che percepisce il mondo solo attraverso la voce del suo Custodian. Eppure, in quell'isolamento, qualcuno le insegnerà l'Amore, quello stato di grazia dirompente che frangerà gli argini del passato. Attraverso la sua protagonista, Erika Moak traccia un viaggio malinconico come il riflesso più nitido dei nostri desideri, delle nostre fantasie e dei mille condizionamenti che ci impediscono di manifestare pubblicamente quello che siamo. "Eudeamon" ci condanna a condividere i doni più straordinari della vita. Prendono il nome di una stagione commovente e piena di gioia che valica l'elaborazione del lutto, il desiderio di vendetta e, in ultima analisi, l'amore per il Prossimo.

Quella che avete appena letto (se l'avete fatto!) è la quarta di copertina dell'edizione che non ho letto. In realtà, la descrizione dell'edizione originale è:

A near-future, sci fi story. A reporter investigates a novel form incarceration and gets much more than she bargained for.  Has some latex appeal.

Si tratta di un caso editoriale davvero curioso: il romanzo originale, scritto in inglese, non è mai passato per un editore, ma è liberamente fruibile dal sito dell'autrice, così come altri suoi componimenti. Invece, è stato tradotto e pubblicato da una casa editrice italiana, sul blog della quale è descritta la vicenda.

Ma veniamo al romanzo, che ho letto in lingua originale avendo sentito che l'edizione italiana non sia proprio perfetta.

La legge della città di Eudemonia prevede che alcune tipologie di crimini consentano al malfattore di scegliere una forma alternativa di pena rispetto al carcere: partecipare al progetto "Banishment", il che garantisce un forte sconto di pena. Ma in che cosa consiste esattamente?

Il condannato viene rivestito completamente da un banesuit, una tuta di latex ipertenologica che lo avvolge in ogni sua parte e che, tramite un'intelligenza artificiale collocata nel casco, ne filtra tutti i sensi rendendolo avulso da ciò che avviene all'esterno. Inoltre, tale I.A., detta Custodian, serve a controllare i comportamenti del soggetto poiché – e qui sta una delle trovate fondamentali del romanzo – questi è lasciato libero di vivere fuori da qualsiasi istituto detentivo a scontare la propria pena. Tuttavia, al bane – così è chiamato chi partecipa al progetto – non è concesso di avere contatti con nessuno, né cittadini qualunque, né altri bane, pena delle punizioni fisiche inflitte dal Custodian ed un prolungamento di questa "incarcerazione".

La vita dei bane è dunque di completa solitudine, poiché anche il resto della popolazione li tratta come dei paria ignorandoli completamente. Cercare di liberarsi dalla tuta è impossibile, così come allontanarsi dalle maintenance station, stazioni di servizio che rappresentano l'unico modo in cui un bane può liberarsi dei rifiuti corporei ed alimentarsi (entrambe le operazioni dallo stesso orifizio), oltre a ricaricare la tuta stessa, la quale, tra le altre cose, è capace di termoregolare l'ospite.

La giornalista Katrina Nichols è interessata a scoprire se vengano o meno rispettati i diritti umani dei bane e, tramite un espediente, fa in modo di venire imprigionata nell'involucro di latex per vivere l'esperienza tanto misteriosa dei bane. La sola procedura di vestizione è qualcosa che i più riterrebbero estremamente perverso e terrificante. Ma ciò che Katrina deve affrontare in seguito è ancora peggiore: dall'incapacità di poter comunicare con gli altri alle punizioni inflitte dal Custodian, dalle umiliazioni quotidiane agli scontri con altri bane.

Ma ci sarà un evento che porterà a stravolgere completamente la vita di Katrina, la quale non potrà più fare a meno di vivere all'interno del banesuit.

Questo romanzo merita davvero più notorietà e non capisco per l'autrice non l'abbia ancora pubblicato in lingua originale. L'unica pecca è la parte di poco precedente al finale, che risulta troppo sbrigativa e poco credibile, ma della quale non posso parlarvi per ovvi motivi.

Comunque sia, ve lo consiglio davvero.

I know my name now. My name is Winter!


Prossima lettura: "Il Pendolo di Foucault", di Umberto Eco.


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Informazioni sul libro :

Titolo originale Eudeamon
Editore Zero91 - N/A
Anno di prima pubblicazione 2009 - 29/07/2008
Pagine 320 - 205
Legatura brossura - e-book
Prezzo €15,00 - € 0,00
ISBN 978-88-04-39596-6 - N/A


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