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Blog ad Improbabilità Infinita

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Se Ti Tagliassero e Pezzetti

Scritto il 14 October 2006 alle 14:14

Nel tragitto in bus che mi porta da casa alla facoltà di Informatica ascolto spesso della musica e, se trovo posto a sedere, leggo anche un libro: considerando che il 36 ci mette almeno mezz'ora per fare il viaggio, mi annoierei a morte altrimenti!

fabriziodeandre.jpg

 

 

Mettendo i brani random sul mio bel nuovo iPod, mi è capitata (con una certa fortuna, visto che ci sono più di 3K brani, come direbbe Ciancarini :D) una canzone stupenda di Fabrizio De André dal titolo "Se Ti Tagliassero a Pezzetti" che mi evoca una persona ogni volta che la ascolto:

 

Se ti tagliassero a pezzetti, il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle, e la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio, di Dio il sorriso.

Ti ho trovata lungo il fiume che suonavi una foglia di fiore
che cantavi parole leggere, parole d'amore
ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso
ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.

 

Rosa gialla rosa di rame, mai ballato così a lungo
lungo il filo della notte sulle pietre del giorno
io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino
alla fine siamo caduti sopra il fieno.

 

Persa per molto persa per poco, presa sul serio presa per gioco
non c'è stato molto da dire o da pensare
la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera
spettinata da tutti i venti della sera.

 

E adesso aspetterò domani per avere nostalgia
signora libertà signorina fantasia
così preziosa come il vino così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.

 

T'ho incrociata alla stazione che inseguivi il tuo profumo
presa in trappola da un tailleur grigio fumo
i giornali in una mano e nell'altra il tuo destino
camminavi fianco a fianco al tuo assassino.

 

Ma se ti tagliassero a pezzetti il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio, di Dio il sorriso.

 

La canzone è di per sé un connubio di musica e parole che riesce a dipingere delle vere emozioni attraverso particolari accostamenti di vocaboli; ma la cosa più importante è l'immagine agro-dolce che sarà legata per sempre a doppio filo a questo brano.

Parlo dell'immagine della ragazza che me l'ha fatta conoscere e che, in un certo senso, la rappresenta, anche a suo stesso dire. Una signorina fantasia, una specie di Amélie Poulain, con un carattere per me assurdo e irrazionale e, quindi, interessante e da scoprire.

Avrei desiderato conoscerti meglio ma non me ne hai mai dato realmente la possibilità e questo non riesco ancora a perdonartelo, Giulia...

 

 

 

 

 

 


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