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	<title>Blog ad Improbabilità Infinita</title>
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	<description>L&#039;unico blog che può trasformarvi in una balena o in un vaso di petunie</description>
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		<title>Ti con Zero</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 11:57:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Ti con Zero&#8220;, Italo Calvino.


In quarta di copertina  :


«Secondo i calcoli di H. Gerstenkorn, sviluppati da H. Alfven, i continenti terrestri non sarebbero che frammenti della Luna caduti sul nostro pianeta. La Luna in origine sa­rebbe stata anch&#8217;essa un pianeta gravitante attorno al Sole, fino al momento in cui la vicinanza della Terra non [...]


No related posts.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="advTop"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1540538&amp;g=0&amp;url=http://www.lafeltrinelli.it/products/9788804401681/Ti_con_zero/Italo_Calvino.html" target="_blank"><img title="Acquista ora su laFeltrinelli.it" src="/blog/wp-content/themes/common/images/lf/acquistaLF.png" alt="Acquista ora su laFeltrinelli.it" /></a></div>
<p>&#8220;<strong>Ti con Zero</strong>&#8220;, <em>Italo Calvino</em>.</p>
<p align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/jhack/4297512522/"><img style="border: 1px solid black;" src="http://farm3.static.flickr.com/2751/4297512522_71de8d7f9b_b.jpg" alt="" height="244" /></a></p>
<p style="text-align: center"><span id="more-606"></span></p>
<p>In quarta di copertina <span id="divDesc_toggle"> </span>:</p>
<div id="divDesc" class="showSH">
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">«<em>Secondo i calcoli di H. Gerstenkorn, sviluppati da H. Alfven, i continenti terrestri non sarebbero che frammenti della Luna caduti sul nostro pianeta. La Luna in origine sa­rebbe stata anch&#8217;essa un pianeta gravitante attorno al Sole, fino al momento in cui la vicinanza della Terra non la fece deragliare dalla sua orbita. Catturata dalla gravitazione ter­restre, la Luna s&#8217;accostò sempre di più, stringendo la sua or­bita attorno a noi. A un certo momento la reciproca attra­zione prese a deformare la superficie dei due corpi celesti, sollevando onde altissime da cui si staccavano frammenti che vorticavano nello spazio tra Terra e Luna, soprattutto frammenti di materia lunare che finivano per cadere sulla Terra. In seguito, per influsso delle nostre maree, la Luna fu spinta a riallontanarsi, fino a raggiungere la sua orbita attuale. Ma una parte della massa lunare, forse la metà, era rimasta sulla Terra, formando i continenti.</em>»</p>
</blockquote>
</div>
<p style="text-align: justify;">Di Calvino non credevo di aver letto mai nulla, ma leggendomi la bi(bli)ografia mi è tornato alla mente un titolo sepolto nella memoria, probabilmente perché risalente alle elementari: parlo di &#8220;<em>Marcovaldo ovvero Le Stagioni in Città</em>&#8220;, di cui però non ricordo nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi ho affrontato questa lettura non sapendo alcunché riguardo al suo stile. Questo libro è una raccolta di racconti suddivisa in tre parti, &#8220;<em>Altri Qfwfq</em>&#8220;, &#8220;<em>Priscilla</em>&#8221; e &#8220;<em>Ti con Zero</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che accomuna questi racconti è il partire da fatti quotidiani, eventi naturali o storie già lette e analizzarle, ricamarvi sopra una storia fantasiosa o presentarle al lettore come un trattato.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima parte abbraccia millenni, a partire dalla ri-creazione dei continenti terrestri per caduta di materia lunare (&#8220;<em>La Molle Luna</em>&#8220;), proseguendo con la nascita degli uccelli (&#8220;<em>L&#8217;origine degli Uccelli</em>&#8220;), archetipo di quelli attuali, narrata con l&#8217;espediente della descrizione di un fumetto, per finire con due racconti ambientati in tempi moderni, ma che descrivono la solidificazione della crosta terrestre (&#8220;<em>I Cristalli</em>&#8220;) e l&#8217;ambiente del mare primordiale in riferimento alla condizione umana (&#8220;<em>Il Sangue, Ii Mare</em>&#8220;).</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda parte, divisa in &#8220;<em>Mitosi</em>&#8220;, &#8220;<em>Meiosi</em>&#8221; e &#8220;<em>Morte</em>&#8220;, tratta della riproduzione per scissione, di quella sessuata e della mortalità degli esseri umani. In questi racconti ci si identifica con una cellula che si divide o con esseri pluricellulari intenti a procreare.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella terza ed ultima parte, il racconto che dà il titolo al libro parte dal paradosso di Zenone per spiegare l&#8217;interazione tra un leone ed un cacciatore che analizza dal punto di vista scientifico gli istanti temporali precedenti e successivi allo scontro. Ne &#8220;<em>L&#8217;Inseguimento</em>&#8221; il protagonista è braccato da una persona che vuole ucciderlo, ma entrambi sono in automobile, in una lunga fila ad un semaforo e non possono uscire dalle rispettive vetture per non destare clamore. &#8220;<em>Il Guidatore Notturno</em>&#8221; narra di due innamorati che, per una serie di qui pro quo, non riescono ad incontrarsi. Per concludere, &#8220;<em>Il Conte di Montecristo</em>&#8221; vede un Edmond Dantès che riflette su come fuggire dalla prigione in cui è confinato, partendo dagli errori di un abate Faria che ha perso il senso dell&#8217;orientamento.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">In generale, ho trovato questi racconti maledettamente <strong>cervellotici</strong> e difficili da seguire. Ribadire in continuazione le medesime cose dopo un po&#8217; dà fastidio e fa perdere l&#8217;attenzione, cosa molto pericolosa quando si sta costruendo un castello di riflessioni che il lettore deve (o vorrebbe) riuscire ad afferrare senza tornare a rileggere dei pezzi.</p>
<p>Ho come la sensazione che questo libro potrà piacermi solo quando sarò più vecchio.</p>
<hr />Prossima lettura: &#8220;<strong>Un Cantico per Leibowitz</strong>&#8220;, di Walter M. Miller, Jr.</p>
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<p>Informazioni sul libro <span id="divInfo_toggle"> </span>:</p>
<div id="divInfo" class="showSH">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="1" width="371">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><strong>Editore</strong></td>
<td width="50%" align="left">Garzanti</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Anno di prima pubblicazione</strong></td>
<td width="50%" align="left">1967</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Pagine</strong></td>
<td width="50%" align="left">153</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Legatura</strong></td>
<td width="50%" align="left">brossura</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Prezzo</strong></td>
<td width="50%" align="left">€ 8,50 (se l&#8217;avessi comprato, ma il libro mi è stato prestato)</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>ISBN</strong></td>
<td width="50%" align="left">88-11-66679-1</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>


<p>No related posts.</p>
	Tag: <a href="http://www.jhack.it/blog/tag/italo-calvino/" title="italo calvino" rel="tag">italo calvino</a> &bull; <a href="http://www.jhack.it/blog/category/lettura/" title="Lettura" rel="tag">Lettura</a> &bull; <a href="http://www.jhack.it/blog/category/libri/" title="Libri" rel="tag">Libri</a> &bull; <a href="http://www.jhack.it/blog/category/recensioni/" title="Recensioni" rel="tag">Recensioni</a>
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		<title>Le Meraviglie del Possibile</title>
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		<comments>http://www.jhack.it/blog/2010/01/16/le-meraviglie-del-possibile/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 17:30:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[antologia]]></category>
		<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Sci-Fi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Le Meraviglie del Possibile&#8220;, antologia della fantascienza a cura di Sergio Solmi e Carlo Fruttero.


In quarta di copertina  :


Dopo aver doppiato il Duemila, la data piú fantascientifica in assoluto, viene riproposto il primo volume dell&#8217;Antologia della fantascienza, curato da Sergio Solmi e Carlo Fruttero, che ha rappresentato un appuntamento memorabile per i cultori del [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="advTop"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1540538&amp;g=0&amp;url=http://www.lafeltrinelli.it/products/9788806177263/Le_meraviglie_del_possibile/.html" target="_blank"><img title="Acquista ora su laFeltrinelli.it" src="/blog/wp-content/themes/common/images/lf/acquistaLF.png" alt="Acquista ora su laFeltrinelli.it" /></a></div>
<p>&#8220;<strong>Le Meraviglie del Possibile</strong>&#8220;, antologia della fantascienza a cura di <em>Sergio Solmi</em> e <em>Carlo Fruttero</em>.</p>
<p align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/jhack/4022431518/"><img style="border: 1px solid black;" src="http://farm3.static.flickr.com/2520/4022431518_2ae1f54706.jpg" alt="" height="244" /></a></p>
<p style="text-align: center"><span id="more-581"></span></p>
<p>In quarta di copertina <span id="divDesc_toggle"> </span>:</p>
<div id="divDesc" class="showSH">
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver doppiato il Duemila, la data piú fantascientifica in assoluto, viene riproposto il primo volume dell&#8217;Antologia della fantascienza, curato da Sergio Solmi e Carlo Fruttero, che ha rappresentato un appuntamento memorabile per i cultori del genere e per tutti coloro che amano la letteratura d&#8217;intrattenimento intelligente.</p>
<p>Da una produzione ricchissima sono stati scelti ventinove racconti di autori importanti, da H. G. Wells a Robert Sheckley, Philip K. Dick, Alfred Van Vogt, Ray Bradbury, Richard Matheson, al grande maestro Isaac Asimov. Colpi di scena, dimensioni stravolte, ora grottesche, ora caricaturali, interrogano il presente nello schermo deformato del futuribile, facendo di questi racconti una «galassia» di storie vorticose e incalzanti, di forte e duratura attrattiva.</p></blockquote>
</div>
<p>Nel complesso l&#8217;ho trovata una raccolta interessante e variegata e, visto che quanto segue probabilmente è già troppo lungo per una qualsiasi persona volenterosa, non mi dilungo troppo. Ho semplicemente recensito brevemente ogni racconto aggiungendo anche un voto, che rende tutto molto più</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Uovo di Cristallo</strong> (<em>The Crystal Egg</em>), <strong>H.G. Wells</strong> &#8211; (1) Inutilmente lungo nel narrare le vicende legate a coloro che sono interessati all&#8217;uovo di cristallo, per spiegare nelle ultime pagine il suo probabile utilizzo da parte dei marziani, senza spiegarne il perché e senza concludere la storia con un finale;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Villaggio Incantato</strong> (<em>Enchanted Village</em>), <strong>A.E. Van Vogt</strong> &#8211; (3) Affascinante per il senso di disperazione che si prova per empatia verso il protagonista, alle prese con un artefatto alieno &#8211; una casa &#8211; che, in principio, sembra incapace di fornirgli cibo e comfort adatti ad un essere umano; con finale a sorpresa;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Pioggia Senza Fine</strong> (<em>The Long Rain</em>), <strong>Ray Bradbury</strong> &#8211; (2) Il senso di oppressione pervade questo racconto, in cui un manipolo di soldati sbarcato su Venere cerca un riparo dalla pioggia incessante, che li fa impazzire in breve tempo. Non mi è chiaro se il finale dovrebbe avere un qualche significato che mi sfugge;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Sentinella</strong> (<em>Sentry</em>), <strong>Fredric Brown</strong> &#8211; (4) Un racconto che potrebbe stare in una sola facciata, ma che si rivela maledettamente efficace nel mettere in discussione i pregiudizi che abbiamo sul &#8220;diverso&#8221;;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Prott</strong> (<em>Prott</em>), <strong>Margaret St Clair</strong> &#8211; (1) Noioso quanto lo studio condotto dal protagonista sulla forma di vita dei Prott;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Il Labirinto</strong> (<em>Labyrinth</em>), <strong>Frank M. Robinson</strong> &#8211; (2) Dei terrestri conducono su Venere alcuni studi su degli esseri autoctoni&#8230;o forse è il contrario;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Miraggio</strong> (<em>Mirage</em>), <strong>Clifford D. Simak</strong> &#8211; (1) Storia poco credibile ed inconcludente;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Il</strong> <strong>Duello</strong> (<em>«Arena»</em>), <strong>Fredric Brown</strong> &#8211; (4) Originale nel voler mostrare come una razza estremamente più evoluta decida di porre fine – in partenza – ad una guerra ritenuta devastante per due civiltà stabilendo quella che verrà sterminata in seguito allo scontro di un membro di ciascuna;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Il</strong> <strong>Doppio</strong> <strong>Criminale</strong> (<em>Party of the Two Parts</em>), <strong>William</strong> <strong>Tenn</strong> &#8211; (3) Thriller interplanetario, a tratti comico, che mostra come sia pressoché impossibile giudicare razze differenti anche da parte di osservatori più evoluti;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Impostore</strong> (<em>Impostor</em>), di <strong>Philip K. Dick</strong> &#8211; (2) Tratta di un replicante, tema caro a Dick, mandato sulla Terra con una bomba innestata nel corpo; tuttavia, la trama è decisamente scontata;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Le</strong> <strong>Immagini</strong> <strong>Non</strong> <strong>Mentono</strong> (<em>Pictures Don&#8217;t Lie</em>), <strong>Katherine McLean</strong> &#8211; (3) Originale e divertente nel mostrare come sia semplice partire da presupposti sbagliati nell&#8217;accogliere una civiltà differente venuta dallo spazio;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Un Uomo Esemplare</strong> (<em>Man of Distinction</em>), <strong>Fredric Brown</strong> &#8211; (4) Un ubriacone rapito dagli alieni salva la razza umana dalla schiavitù; senza accorgersene;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Ultimo dei Marziani</strong> (<em>The Last Martian</em>), <strong>Fredric Brown</strong> &#8211; (3) Un abitante della Terra sostiene di essere l&#8217;ultimo marziano, anche se le sue credenze sono solo per metà vere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Servocittà</strong> (<em>Dumb Waiter</em>), <strong>Walter M. Miller Jr</strong> &#8211; (3) L&#8217;efficienza di una città automatizzata si rivela una trappola in uno scenario post-atomico dove non ci sono praticamente più esseri umani a controllarla; ho apprezzato il metodo di generazione di password temporanee descritto efficacemente nel racconto; speravo in un finale più sorprendente, ma va bene così;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Nove Volte Sette</strong> (<em>Feeling of Power</em>), <strong>Isaac Asimov</strong> &#8211; (2) Buffo racconto che mostra come un popolo in guerra, ormai dipendendente dai calcolatori, effettui (nuovamente) una scoperta che ne cambierà in positivo le sorti: il calcolo manuale; ho dato solo due perché è troppo paradossale e richiede troppa <em>suspension of disbelief</em>;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Consolazione Garantita</strong> (<em>Satisfaction Guaranteed</em>), <strong>Isaac Asimov</strong> &#8211; (3) Ci si può innamorare di un robot? Sospetto fortemente che sia stato preso come spunto (oltre all&#8217;altro ovvio racconto) per il film &#8220;L&#8217;Uomo Bicentenario&#8221;;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Acciaio</strong> (<em>Steel</em>), <strong>Richard Matheson</strong> &#8211; (2) Un racconto triste di due uomini (di cui uno ex-puglie) che cercano di raggranellare qualche soldo facendo combattere il loro robot vecchio modello. Ma questi è malfunzionante e&#8230;;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Dati Disponibili sulla Reazione Worp</strong> (<em>The Available Data on the Worp Reaction</em>), <strong>Lion Miller</strong> &#8211; (3) Brevissimo ed assurdo racconto in cui un ragazzo ritardato costruisce una macchina volante ammucchiando rottami di qualsiasi tipo, lasciando perplessi coloro che cercano di svelare il mistero della forza che le permette di sollevarsi;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>La Scoperta di Morniel Mathaway</strong> (<em>The Discovery of Morniel Mathaway</em>), <strong>William Tenn</strong> &#8211; (4) Ad un ricercatore del futuro è concesso un breve viaggio nel passato e sfrutta tale opportunità per conoscere Morniel Mathaway, un uomo vissuto secoli prima (tempo attuale del racconto), che con le sue opere ha rivoluzionato la pittura. Quando lo incontra rimane inorridito dai quadri che sta producendo, i quali non rispecchiano per nulla lo stile conosciuto nel futuro. Senza svelarvi la trama, si tratterà di un interessante paradosso temporale che porta alla domanda: può un&#8217;opera d&#8217;arte nascere spontaneamente senza che intervenga l&#8217;intelletto umano?;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Passò Intorno ai Cavalli</strong> (<em>He Walked Around the Horses</em>), <strong>H. Beam Piper</strong> &#8211; (2) Racconto ucronico, prevalentemente epistolare, di un uomo che si ritrova in una realtà parallela in cui la storia ha preso pieghe differenti;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>La Casa Nuova</strong> (<em>And He built a Crooked House</em>), <strong>R.A. Heinlein</strong> &#8211; (4) Curiosa interpretazione della quarta dimensione, visitata dai protagonisti grazie alla casa quadridimensionale costruita da un architetto; per capire bene il racconto, vi consiglio prima di informarvi un minimo su che cosa sia un ipercubo e su quali rappresentazioni tridimesionali classiche abbia;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Il Costo della Vita</strong> (<em>Cost of Living</em>), <strong>Robert Sheckley</strong> &#8211; (3) Una rappresentazione terrificante del consumismo, portato alle estreme conseguenze in una società in cui la gente acquista tutto a rate per avere le ultime costosissime novità tecnologiche, indebitando i figli per generazioni in un processo continuo;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>La Settima Vittima</strong> (<em>Seventh Victim</em>), <strong>Robert Sheckley</strong> &#8211; (3) Thriller ambientato in una società distopica (anche se può tranquillamente essere vista come utopica) in cui l&#8217;omicidio individuale è stato legalizzato e regolamentato, in modo tale da scongiurare catastrofi globali. Del tutto volontariamente, si può prendere il ruolo di vittima o cacciatore e venir avvisati della disponibilità dell&#8217;altro &#8220;giocatore&#8221;; tuttavia, il cacciatore (al quale viene dato un profilo della vittima), se sopravviverà ad essa (che, pur non sapendo nulla di lui, viene avvisata della caccia in corso), sarà successivamente obbligato a svolgere il ruolo della vittima;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Esame</strong> (<em>The Test</em>), <strong>Richard Matheson</strong> &#8211; (2) Un uomo si trova ad affrontare un esame che deciderà le sorti della propria vita. Tutto normale, dato che in tale società gli anziani non hanno diritto di vivere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Il Veldt</strong> (<em>The Veldt</em>), <strong>Ray Bradbury</strong> &#8211; (2) In un&#8217;abitazione del futuro, completamente automatizzata, una stanza è dedicata alla rappresentazione, tramite realtà virtuale, dei pensieri degli occupanti. I giovani figli di una coppia mostrano un morboso attaccamento alla stanza e, in seguito al desiderio dei genitori di abbandonare per un po&#8217; di tempo tutte le comodità della tecnologia, provano un forte odio verso gli stessi;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Fiori per Algernon</strong> (<em>Flowers for Algernon</em>), <strong>Daniel Keyes</strong> &#8211; (4) Scritto come diario di un ritardato mentale, si trasforma nella commovente descrizione degli esperimenti condotti su di lui da degli scienziati che riescono a triplicare la sua intelligenza. Tuttavia il processo non è stabile e, anche se lo fosse stato, mi sento di dire che la troppa intelligenza non è gestibile da chiunque;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>I Nove Miliardi di Nomi di Dio</strong> (<em>The Nine Billion Names of God</em>), <strong>Arthur C. Clarke</strong> &#8211; (4) Un esempio di fanta-teologia rappresentata in maniera sublime dal compito che dei monaci tibetani stanno cercando di  portare a termine: elencare tutti i possibili nomi di Dio utilizzando un alfabeto di loro invenzione ed ottenendo tutte le combinazioni possibili di nove lettere. Tale pratica va avanti da tre secoli ed i monaci pensano di sveltire la ricerca facendo costruire un elaboratore elettronico dedicato;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Affare Herzog</strong> (<em>The Historical Case of Lieutenant Herzog</em>), <strong>Charles F. Obstbaum</strong> &#8211; (2) In seguito allo sconvolgimento delle leggi della natura, l&#8217;umanità vede la possibilità di un&#8217;imminente apocalisse e decide di riappropriarsi dei valori del passato, scegliendo le epoche storiche ritenute più opportune; in questo modo si ristabiliscono le leggi fisiche, ma la storia torna a procedere nel verso usuale e si ripete un accadimento storico già avvenuto nel passato/futuro. Curiosità: Charles F. Obstbaum è uno pseudonimo utilizzato da Carlo Fruttero e, ovviamente, il racconto originariamente non era in inglese;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Ora Zero</strong> (<em>Zero Hour</em>), <strong>Ray Bradbury</strong> &#8211; (2) Una razza aliena, dopo un&#8217;attenta pianificazione, riesce ad organizzare un&#8217;invasione sfruttando come appoggio sulla terra persone che, pur rivelandone lo svolgimento, non vengono credute.</li>
</ul>
<hr />Prossima lettura: &#8220;<a href="http://www.jhack.it/blog/2010/01/23/ti-con-zero/"><strong>Ti con Zero</strong></a>&#8220;, di <em>Italo Calvino</em>.</p>
<hr />Errori<span id="divErr_toggle"> </span>:</p>
<div id="divErr" class="showSH">
<ul>
<li>pag. 163, 3: &#8220;dànno&#8221; -&gt; &#8220;danno&#8221;, non è scorretto, ma inutile.</li>
</ul>
</div>
<hr />Citazioni<span id="divCit_toggle"> </span>:</p>
<div id="divCit" class="showSH">
<ul>
<li>pag. 127: &#8220;La storia dell&#8217;uomo è tutta un tentativo – il tentativo di raggiungere l&#8217;impossibile – e di raggiungerlo. Non c&#8217;è logica, perché se l&#8217;umanità avesse scelto la logica sarebbe ancora cavernicola e legata alla Terra&#8221;.</li>
</ul>
</div>
<hr />New Wor(l)ds<span id="divWord_toggle"> </span>:</p>
<div id="divWord" class="showSH">
<ul>
<li><em>arcavolo</em>: genitore del bisavolo; per estens., lontano antenato.</li>
</ul>
</div>
<div class="advBottom"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1540538&amp;g=0&amp;url=http://www.lafeltrinelli.it/products/9788806177263/Le_meraviglie_del_possibile/.html" target="_blank"><img title="Acquista ora su laFeltrinelli.it" src="/blog/wp-content/themes/common/images/lf/acquistaLF.png" alt="Acquista ora su laFeltrinelli.it" /></a></div>
<p>Informazioni sul libro <span id="divInfo_toggle"> </span>:</p>
<div id="divInfo" class="showSH">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="1" width="371">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><strong>Editore</strong></td>
<td width="50%" align="left">Einaudi</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Anno di prima pubblicazione</strong></td>
<td width="50%" align="left">1959</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Pagine</strong></td>
<td width="50%" align="left">559</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Legatura</strong></td>
<td width="50%" align="left">brossura</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Prezzo</strong></td>
<td width="50%" align="left">€ 15,50</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>ISBN</strong></td>
<td width="50%" align="left">978-88-06-17726-3</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>


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		<title>Terzo Millennio, Primo Decennio! (ci risiamo&#8230;)</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 21:03:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ne parlo visto che una giornalista di un noto TG è riuscita a sbagliarsi (ha detto anche &#8220;euri&#8221;, ma tralasciamo&#8230;).

Sono già passati diversi anni dal passaggio tra il secondo ed il terzo millennio, ma, come allora, la gente continua a non mettersi in testa un concetto basilare: così come l&#8217;anno 2000 non era il primo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ne parlo visto che una giornalista di un noto TG è riuscita a sbagliarsi (ha detto anche &#8220;euri&#8221;, ma tralasciamo&#8230;).</p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-603"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sono già passati diversi anni dal passaggio tra il <strong>secondo</strong> ed il <strong>terzo</strong> <strong>millennio</strong>, ma, come allora, la gente continua a non mettersi in testa un concetto basilare: così come l&#8217;anno <strong>2000</strong> <strong>non</strong> era il <strong>primo</strong> anno del <strong>terzo</strong> <strong>millennio</strong>, parimenti essere nel <strong>2010</strong> <strong>non</strong> significa vivere nel <strong>secondo</strong> <strong>decennio</strong>. Dunque bisogna rassegnarsi al fatto di appartenere ancora agli anni &#8216;00 piuttosto che agli anni &#8216;10 <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">Non voglio addurre come motivazioni di questo errore i seguenti fatti, perché credo siano complessivamente sconosciute ai più e non possano comunque influenzare la percezione che si ha su questo problema:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>non è mai esistito un <strong>anno zero</strong>, per il semplice fatto che in Europa, all&#8217;epoca, non si conosceva il numero 0; dunque la numerazione degli anni è … 3A.C., 2A.C., 1A.C., 1D.C., 2D.C., 3D.C. …; tuttavia, lo standard internazionale per la rappresentazione delle date (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ISO_8601">ISO 8601</a>) adotta la notazione degli astronomi, nella quale l&#8217;anno 0 esiste e coincide con l&#8217;1A.C.;</li>
<li>la data di nascita di Cristo Gesù (&#8220;fa strano&#8221; scritto così, vero? <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> ) è ormai universalmente ritenuta sbagliata e collocabile prima del 4A.C;</li>
<li style="text-align: justify;">il calendario gregoriano, soppiantando quello giuliano, ha variato la numerazione di una decina di giorni.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Secondo il mio modesto parere, questo diffuso e comune errore è semplicemente dovuto al fatto che la gente ama molto le cifre tonde che, per definizione, terminano con lo 0 e che, per ovvi motivi, sono pari e – udite udite – divisibili per 2.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo che il modo migliore per imprimere nella mente di chi è ancora indeciso il succo di questo post sia tramite un&#8217;analogia. Considerate un qualsiasi <strong>libro</strong> che abbia più di un capitolo e poniamo che il primo finisca a pagina 10 e il secondo inizi a pagina 11 (per quanto sia una numerazione non ortodossa, è irrilevante per l&#8217;esempio).</p>
<p style="text-align: justify;">Vi domando: quando <strong>iniziate</strong> a leggere la <strong>pagina 10</strong>, in quale <strong>capitolo</strong> vi trovate?</p>


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		<title>Un Piccolo Snow Leopard</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 17:57:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Jhack Educational]]></category>
		<category><![CDATA[mac]]></category>
		<category><![CDATA[software]]></category>
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		<description><![CDATA[(Fonte immagine: http://lisagoldresearch.wordpress.com)

Sono già passati diversi mesi dall&#8217;uscita di Snow Leopard, ma ho effettuato l&#8217;aggiornamento solo recentemente, cosa che potrebbe avermi salvato da magagne scoperte dai più &#8220;coraggiosi&#8221;. Ma questa è un&#8217;altra storia; in questo post voglio, piuttosto, darvi qualche dritta per poter liberare più spazio possibile togliendo tutto il superfluo dall&#8217;installazione del sistemo operativo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/jhack/4213095193/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2485/4213095193_f26aedb696_o.jpg" alt="" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: xx-small;">(Fonte immagine: <a href="http://lisagoldresearch.wordpress.com">http://lisagoldresearch.wordpress.com</a>)</span></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-601"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sono già passati diversi mesi dall&#8217;uscita di Snow Leopard, ma ho effettuato l&#8217;aggiornamento solo recentemente, cosa che potrebbe avermi salvato da magagne scoperte dai più &#8220;coraggiosi&#8221;. Ma questa è un&#8217;altra storia; in questo post voglio, piuttosto, darvi qualche dritta per poter liberare più spazio possibile togliendo tutto il superfluo dall&#8217;installazione del sistemo operativo stesso, ma anche dalle applicazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto, già l&#8217;installazione stessa di Snow Leopard porta a liberare una notevole quantità di spazio. Il log dell&#8217;installazione riporta infatti:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Free space before: 10.43 GB<br />
Free space after : 19.52 GB<br />
Free space diff  : <strong>9.09 GB</strong></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Non sto parlando del semplice, quanto subdolo, cambio di unità di misura (da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gibibyte">GiB</a> a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gigabyte">GB</a>), visto che si tratta comunque di una differenza a parità di unità di misura.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto ciò, bisogna tener presente che un&#8217;installazione standard porta a ritrovarsi con tutti i driver possibili ed immaginabili per la <strong>stampante</strong>. Questo voleva dire, nel mio caso, <strong>1.26GB</strong> di spazio occupato, contro i <strong>176KB</strong> sufficienti per comunicare con la mia stampante Samsung CLP-500 <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> . Per recuperare spazio è sufficiente cancellare a manina quelli inutili presenti nella directory <em>/Library/Printers</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra cosa di cui è molto più facile ignorare l&#8217;esistenza sono le <strong>internazionalizzazioni</strong> che si portano dietro molti dei programmi che installiamo e che, a conti fatti, occupano una quantità di spazio considerevole. Il programma ideale per sbarazzarvi di queste è <strong><a href="http://monolingual.sourceforge.net/">Monolingual</a></strong>. L&#8217;interfaccia è estremamente semplice, però fate attenzione a non cancellare le lingue sbagliate o farete un gran bel danno grosso e diffuso! In particolare, non rimuovete <strong>MAI</strong> la lingua <strong>Inglese</strong> o potreste danneggiare l&#8217;installazione di Snow Leopard. Non riesco a darvi una stima dello spazio recuperato perché lo utilizzo già da tempo, però se è la vostra prima volta e avete 100/150 programmi installati potreste raggiungere <strong>qualche gigabyte</strong>. Lo stesso software consente di rimuovere, per ogni programma, l&#8217;eventuale codice per architetture diverse dalla propria; tuttavia, vi sconsiglio di farlo se non sapete esattamente cosa state facendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non utilizzate funzionalità di <strong>Text-to-Speech</strong>, non vi serve a nulla tenere tutte le <strong>voci</strong> presenti in <em>/System/Library/Speech/Voices</em> che, nel mio caso, erano 24, per un totale di <strong>435.6MB</strong>. Inutile dire che dovete cancellarle a manina.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora viene la parte più divertente, nella quale non posso guidarvi, che consiste nell&#8217;utilizzare <a href="http://grandperspectiv.sourceforge.net/">Grand Perspective</a>, di cui ho già parlato in <a href="http://www.jhack.it/blog/2008/03/22/grand-perspective/">questo post</a>, un software che mostra graficamente l&#8217;occupazione dell&#8217;hard disk e consente di trovare in modo estremamente intuitivo tutti quei file che occupano <strong>molto spazio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Se avete altri consigli, i commenti servono anche per questo <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">


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		<item>
		<title>Ma gli Androidi Sognano Pecore Elettriche?</title>
		<link>http://www.jhack.it/blog/2009/12/25/ma-gli-androidi-sognano-pecore-elettriche/</link>
		<comments>http://www.jhack.it/blog/2009/12/25/ma-gli-androidi-sognano-pecore-elettriche/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 17:28:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Philip K. Dick]]></category>
		<category><![CDATA[Sci-Fi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Ma gli Androidi Sognano Pecore Elettriche?&#8220;, di Philip K. Dick.


Dall&#8217;aletta destra  :


Nel 1992 la Guerra Mondiale ha ucciso milioni di persone, e condannato all’estinzione intere specie, costringendo l’umanità ad andare nello spazio. Chi è rimasto sogna di possedere un animale vivente, e le compagnie producono copie incredibilmente realistiche: gatti, cavalli, pecore… Anche l’uomo è [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="advTop"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1540538&amp;g=0&amp;url=http://www.lafeltrinelli.it/products/9788834712511/Ma_gli_androidi_sognano_pecore_elettriche/Philip_K_Dick.html" target="_blank"><img title="Acquista ora su laFeltrinelli.it" src="/blog/wp-content/themes/common/images/lf/acquistaLF.png" alt="Acquista ora su laFeltrinelli.it" /></a></div>
<p>&#8220;<strong>Ma gli Androidi Sognano Pecore Elettriche?</strong>&#8220;, di Philip K. Dick.</p>
<p align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/jhack/4059382940/"><img style="border: 1px solid black;" src="http://farm3.static.flickr.com/2526/4059382940_50bba25a62_o.png" alt="" height="244" /></a></p>
<p style="text-align: center"><span id="more-586"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dall&#8217;aletta destra <span id="divDesc_toggle"> </span>:</p>
<div id="divDesc" class="showSH" style="text-align: justify;">
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Nel 1992 la Guerra Mondiale ha ucciso milioni di persone, e condannato all’estinzione intere specie, costringendo l’umanità ad andare nello spazio. Chi è rimasto sogna di possedere un animale vivente, e le compagnie producono copie incredibilmente realistiche: gatti, cavalli, pecore… Anche l’uomo è stato duplicato. I replicanti sono simulacri perfetti e indistinguibili, e per questo motivo sono banditi dalla Terra. Ma a volte decidono di confondersi tra i loro simili biologici e di far perdere le loro tracce. A San Francisco vive un uomo che ha l’incarico di ritirare gli androidi che violano la legge, ma i dubbi intralciano spesso il suo crudele mestiere, spingendolo a chiedersi cosa sia davvero un essere umano…</p>
<p>Tragico e grottesco assieme, il romanzo di Philip Dick racconta il panorama desolato della San Francisco del futuro, il desiderio di amore e redenzione che alberga nei più umili, trasformando il genere fantascientifico in un noir cupo e metafisico.</p>
<p>Dopo l’enorme successo di Blade Runner, la trasposizione cinematografica di Ridley Scott, questo romanzo è diventato uno dei classici del nostro tempo, un’opera che ha influenzato la visione della metropoli futura e ha anticipato i dilemmi della bioetica contemporanea.</p></blockquote>
</div>
<p style="text-align: justify;">Avendo visto anche il film, più volte, è inevitabile paragonarli. Con ciò non voglio criticare l&#8217;uno o l&#8217;altro, considerando che ho apprezzato la storia e le ambientazioni in entrambe le versioni, ma semplicemente sottolineare le differenze che mi sono balzate agli occhi.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto, la San Francisco (del 1992) semi-deserta del libro è, nel film, una Los Angeles (del 2019) perennemente avvolta dall&#8217;oscurità, sovraffollata e flagellata da una pioggia incessante, ispirata sicuramente alla peggiore versione di Honk Kong che possiate immaginare. Date le condizioni della Terra dopo l&#8217;Ultima Guerra Atomica, gli abitanti sono fortemente invitati ad allontanarsi dal pianeta per trasferirsi nelle colonie extramondo (<em>off-world</em>), sempre che riescano a passare una visita medica che ne accerti l&#8217;assenza di mutazioni genetiche che possano compromettere la prosecuzione della razza umana. Lo slogan utilizzato nel libro è «<em>Emigrate o degenerate! A voi la scelta!</em>», mentre nel film è l&#8217;immagine tanto rassicurante quanto incombente di una donna che da uno schermo montato su un dirigibile recita «<em>Una nuova vita vi attende nella colonia extramondo. Un&#8217;occasione per ricominciare in un Eldorado di nuove occasioni e di avventure</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra differenza fondamentale tra i due media è la figura del protagonista, Rick Deckard: mentre nel film è un investigatore single duro e violento, nel libro appare decisamente più sottotono per diversi motivi. È sposato con una donna che soffre di depressione che non fa nulla per uscirne, sfruttando, anzi, il <strong>modulatore d&#8217;umore Penfield</strong>, capace di indurre stati d&#8217;animo a piacere, per stare peggio. Inoltre, sempre nel romanzo, Deckard è incredibilmente ossessionato dal desiderio di riscatto sociale grazie all&#8217;acquisto di un animale vero e proprio con il quale sostituire la propria pecora elettrica: se questo può sembrare ridicolo, si pensi che il <em>fallout</em> atomico ha portato all&#8217;estinzione di quasi tutte le specie viventi. Gli animali sono dunque veri e propri <em>status symbol</em> della propria condizione sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra trovata tecnologica presente solo nel libro è la cosiddetta <strong>scatola empatica</strong>, «l&#8217;oggetto più personale che si possa avere! È una prolunga del proprio corpo; è lo strumento che ci mette in contatto con gli altri umani, che ci fa smettere di essere soli» (pag. 79). Si tratta di un dispositivo elettronico che consente di condividere con gli altri utilizzatori le proprie emozioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Veniamo ora agli androidi, gioielli della scienza e, in particolare, quelli della serie Nexus-6, ormai praticamente indistinguibili dagli esseri umani. Tali replicanti hanno, infatti, un&#8217;intelligenza pari a quella dei propri creatori e solo degli esperti, tra cui Deckard, sono capaci di riconoscerli sottoponendoli al test di <strong>Voigt-Kampff</strong>, atto a misurare la differente velocità di reazione rispetto agli esseri umani, a seguito di domande particolari e mirate a scatenare reazioni empatiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche in questo senso c&#8217;è una differenza netta con il film: in quest&#8217;ultimo i replicanti sono così umanizzati da indurre facilmente chiunque a simpatizzare con loro, diversamente dal libro, dove sono freddi calcolatori pronti a sfruttare gli esseri umani per poter ottenere i loro scopi.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a quanto già detto, ciò che rende memorabile questo romanzo è la questione fondamentale su cui fa riflettere: cosa differenzia un umano da un androide che è capace di pensare, provare sentimenti e porsi domande sulla propria natura?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Vi invito quindi a leggere questo romanzo e a vedere il film, per poter apprezzare appieno i riferimenti filosofici e godervi anche un ottimo film di fantascienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Un consiglio: leggere l&#8217;introduzione di Carlo Pagetti prima del romanzo mi pare una cretinata, quindi saltatela e leggetela successivamente, ma non dopo la postfazione di Gabriele Frasca, la quale potrebbe ridurvi allo stremo dello forze.</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr style="text-align: justify;" />
<p style="text-align: justify;">Prossima lettura: &#8220;<a href="http://www.jhack.it/blog/2010/01/16/le-meraviglie-del-possibile/"><strong>Le Meraviglie del Possibile &#8211; Antologia della Fantascienza</strong></a>&#8220;, a cura di <em>Sergio Solmi</em> e <em>Carlo Fruttero</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<hr style="text-align: justify;" />
<p style="text-align: justify;"><strong>Errori</strong><span id="divErr_toggle"> </span>:</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="divErr" class="showSH" style="text-align: justify;">
<ul>
<li>ovunque: accenti acuti usati al post di quelli gravi: cosí, sí, uscí, piú, ecc.;</li>
<li>pag. 47, 1: &#8220;Mentre si recava al lavoro Rick Deckard&#8221; -&gt; &#8220;Mentre si recava al lavoro, Rick Deckard&#8221;; si legge meglio;</li>
<li>pag. 105, 19: &#8220;la comparsa, truccato e vestito&#8221; -&gt; &#8220;la comparsa, truccata e vestita&#8221;; capisco sia un uomo, ma bisogna concordare al femminile, o usare &#8220;figurante&#8221;, ad esempio;</li>
<li>pag. 128, 3: &#8220;dò&#8221; -&gt; &#8220;do&#8221;, ormai non è più accettata la forma accentata, visto quanto sia difficile confonderlo con la nota musicale;</li>
<li>pag. 160, -6: &#8220;dànno&#8221; -&gt; &#8220;danno&#8221;; trovo che sia inutile accentarla: con che cosa si può scambiare? Forse con daǹno o danńo <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> .</li>
<li>pag. 185, -15: &#8220;dài&#8221; -&gt; &#8220;dai&#8221;, come sopra;</li>
<li>pag. 191, 13: &#8220;grazie a dio&#8221; -&gt; &#8220;grazie a Dio&#8221;, sempre che non si tratti di un &#8220;dio&#8221; generico.</li>
</ul>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<hr style="text-align: justify;" />
<p style="text-align: justify;"><strong>Citazioni</strong><span id="divCit_toggle"> </span>:</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="divCit" class="showSH" style="text-align: justify;">
<ul>
<li>pag. 78: «La palta è fatta di oggetti inutili, inservibili, come la pubblicità che arriva per posta, o le scatole di fiammiferi dopo che hai usato l&#8217;ultimo, o gli involucri delle caramelle o l&#8217;omeogiornale del giorno prima. Quando non c&#8217;è più nessuno a controllarla, la palta si riproduce. Per esempio, se quando si va a letto si lascia un po&#8217; di palta in giro per l&#8217;appartamento, quando ci si alza il mattino dopo se ne ritrova il doppio. Cresce, continua a crescere, non smette mai» (J.R. Isidore);</li>
<li>pag. 169: «Dovunque andrai, ti si richiederà di fare qualcosa di sbagliato. È la condizione fondamentale della vita essere costretti a far violenza alla propria personalità. Prima o poi, tutte le creature viventi devono farlo. È l&#8217;ombra estrema, il difetto della creazione; è la maledizione che si compie, la maledizione che si nutre della vita. In tutto l&#8217;universo» (Mercer);</li>
<li>pag. 181: «Che si sente ad avere un figlio? Anzi che si sente a essere nati? Noi non nasciamo mica; non cresciamo; invece di morire di malattia o di vecchiaia, ci consumiamo come formiche. Sempre le formiche: ecco che cosa siamo. Cioè, non te. Voglio dire, io: macchine chitinose dotate di riflessi che non sono veramente vive» (Rachel che parla con Rick).</li>
</ul>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<hr style="text-align: justify;" />
<p style="text-align: justify;"><strong>New Wor(l)ds</strong><span id="divWord_toggle"> </span>:</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="divWord" class="showSH" style="text-align: justify;">
<ul>
<li><em>rondicchio</em>: uccello simile alla rondine ma più piccolo.</li>
</ul>
</div>
<div class="advBottom" style="text-align: justify;"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1540538&amp;g=0&amp;url=http://www.lafeltrinelli.it/products/9788834712511/Ma_gli_androidi_sognano_pecore_elettriche/Philip_K_Dick.html" target="_blank"><img title="Acquista ora su laFeltrinelli.it" src="/blog/wp-content/themes/common/images/lf/acquistaLF.png" alt="Acquista ora su laFeltrinelli.it" /></a></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Informazioni sul libro</strong> <span id="divInfo_toggle"> </span>:</p>
<div id="divInfo" class="showSH" style="text-align: justify;">
<table style="height: 126px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="1" width="371">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><strong>Titolo originale</strong></td>
<td width="50%" align="left">Do Androids Dream of Electric Sheeps?</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Editore</strong></td>
<td width="50%" align="left">Fanucci</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Anno di prima pubblicazione</strong></td>
<td width="50%" align="left">1968</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Pagine</strong></td>
<td width="50%" align="left">238</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Legatura</strong></td>
<td width="50%" align="left">cartonato</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Prezzo</strong></td>
<td width="50%" align="left">€ 11,90</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>ISBN</strong></td>
<td width="50%" align="left">978-88-347-1251-1</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>CD hacking by JhackGyver</title>
		<link>http://www.jhack.it/blog/2009/12/17/cd-hacking-by-jhackgyver/</link>
		<comments>http://www.jhack.it/blog/2009/12/17/cd-hacking-by-jhackgyver/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 22:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Creazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Hacking]]></category>
		<category><![CDATA[Indovinelli]]></category>
		<category><![CDATA[faidate cd jhackgyver]]></category>

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		<description><![CDATA[
Un post veloce veloce per proporvi una sorta di indovinello e farvi scoprire una cosa che potrebbe tornarvi utile.
Cosa vedete in quell&#8217;immagine? Da che cosa è composto il tutto? A cosa può servire?
Attendo commenti  


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<p style="text-align: center;"><span id="more-598"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Un post veloce veloce per proporvi una sorta di indovinello e farvi scoprire una cosa che potrebbe tornarvi utile.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa vedete in quell&#8217;immagine? Da che cosa è composto il tutto? A cosa può servire?</p>
<p style="text-align: justify;">Attendo commenti <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>


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		</item>
		<item>
		<title>2001: Odissea nello Spazio</title>
		<link>http://www.jhack.it/blog/2009/12/12/2001-odissea-nello-spazio/</link>
		<comments>http://www.jhack.it/blog/2009/12/12/2001-odissea-nello-spazio/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 14:35:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Arthur C. Clarke]]></category>
		<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Sci-Fi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;2001: Odissea nello Spazio&#8220;, di Arthur C. Clarke.


Dalla quarta di copertina  :

Quando un enigmatico monolito viene trovato sepolto sotto la polvere della luna, gli scienziati scoprono con stupore che risale ad almeno tre milioni di anni fa. La cosa ancor più stupefacente è che, una volta dissotterrato, l&#8217;oggetto comincia a emettere un potente segnale [...]


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</ol>]]></description>
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<p>&#8220;<strong>2001: Odissea nello Spazio</strong>&#8220;, di Arthur C. Clarke.</p>
<p align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/jhack/4059407260/"><img style="border: 1px solid black;" src="http://farm3.static.flickr.com/2595/4059407260_9ce0c6b21f_o.jpg" alt="" height="244" /></a></p>
<p style="text-align: center"><span id="more-587"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dalla quarta di copertina <span id="divDesc_toggle"> </span>:</p>
<div id="divDesc" class="showSH" style="text-align: justify;">
<blockquote><p>Quando un enigmatico monolito viene trovato sepolto sotto la polvere della luna, gli scienziati scoprono con stupore che risale ad almeno tre milioni di anni fa. La cosa ancor più stupefacente è che, una volta dissotterrato, l&#8217;oggetto comincia a emettere un potente segnale verso Saturno, ponendo agli scienziati interrogativi che richiedono urgenti risposte.<br />
Un&#8217;astronave pilotata da uomini, la Discovery, viene mandata a indagare. I membri dell&#8217;equipaggio sono ben addestrati, i migliori, e ad assisterli c&#8217;è un computer autocosciente, l&#8217;ultrasofisticato HAL 9000. Ma la programmazione di HAL rispecchia troppo bene la mente umana: prova sensi di colpa e soffre di nevrosi, inoltre può controllare ogni meccanismo della Discovery e ogni singolo astronauta. Perciò, quando HAL si rende conto che la missione va al di là dell&#8217;umana comprensione, impazzisce e comincia a uccidere uno a uno i membri dell&#8217;equipaggio e a sabotare l&#8217;astronave per impedirle di procedere verso la sua destinazione.</p></blockquote>
</div>
<p style="text-align: justify;">Come molti di voi sapranno, &#8220;<em>2001: Odissea nello Spazio</em>&#8221; è nato insieme all&#8217;omonimo film di <strong>Stanley Kubrick</strong> del 1968. Clarke, infatti, ne ha scritto la sceneggiatura insieme a Kubrick.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di leggere il libro avevo già visto più volte il film, non sempre interamente dall&#8217;inizio alla fine. Questo ha condizionato in parte la lettura, visto che ogni pagina mi evocava inevitabilmente scene del film, quindi mi è difficile essere obiettivo nel giudicare unicamente questo romanzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Trovo sia uno dei pochi casi (quantomeno, da me conosciuti) in cui il film sia nettamente più &#8220;lento&#8221; del libro. D&#8217;altronde, le scelte registiche Kubrick hanno costituito buona parte del successo del film e del regista stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">La trama si ispira al racconto &#8220;<em>La Sentinella</em>&#8221; di Clarke e sconvolge la storia dell&#8217;umanità così come la conosciamo e pone inevitabili domande sul futuro dell&#8217;uomo. Quello che risulta certo è che l&#8217;evoluzione dell&#8217;uomo sia stata indotta, ma in modo indolore e subconscio, da una razza extraterrestre molto più antica ed evoluta che si è manifestata a degli <strong>uomini-scimmia</strong> tramite <strong>monoliti</strong>. Questi misteriosi parallelepipedi, comportandosi come dei genitori verso i propri figli, li spronano a confrontarsi con le proprie capacità; questo brevissimo contatto è la scintilla che porta l&#8217;uomo ad evolvere nel corso delle ere fino alla conquista dello <strong>Spazio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E qui sorgono le domande: chi ha avuto interesse a fare progredire<strong> </strong> la razza umana? C&#8217;è un qualche disegno imperscrutabile negli esseri extraterrestri o si tratta di un esperimento fine a se stesso? In entrambi i casi, vista la durata dell&#8217;evoluzione, non si può che pensare che le entità aliene siano una forma di vita di numerosi ordini di grandezza superiore alla nostra, per poter ignorare il tempo e lo spazio e, in un modo che non voglio svelarvi, verificare il risultato di questa evoluzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il finale è assolutamente <strong>spiazzante</strong>, <strong>surreale</strong> e, nel contempo, estremamente <strong>gratificante</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso non fosse chiaro, vi consiglio di leggere questa <strong>pietra miliare</strong> della fantascienza.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Come curiosità, il monolito trasparente rinvenuto sulla Terra nel romanzo è stato reso nel film di colore nero e la meta del viaggio della <em>Discovery</em> nel primo caso è Giapeto, satellite di Saturno, e nel secondo Giove. In entrambi i casi, pare per difficoltà di realizzazione e/o di ripresa.</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr style="text-align: justify;" />
<p style="text-align: justify;">Prossima lettura: &#8220;<a href="http://www.jhack.it/blog/2009/12/25/ma-gli-androidi-sognano-pecore-elettriche/"><strong>Ma gli Androidi Sognano Pecore Elettriche?</strong></a>&#8220;, di <em>Philip K. Dick</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<hr style="text-align: justify;" />
<p style="text-align: justify;"><strong>Errori</strong><span id="divErr_toggle"> </span>:</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="divErr" class="showSH" style="text-align: justify;">
<ul>
<li>pag. 3, 13: &#8220;Una cinquantina di loro occupava un gruppo di caverne che dominavano una valletta riarsa [...]&#8220;. Se si concorda &#8220;cinquantina&#8221; con &#8220;occupava&#8221;, è il caso di concordare &#8220;dominava&#8221; con &#8220;gruppo&#8221; per coerenza.</li>
</ul>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<hr style="text-align: justify;" />
<p style="text-align: justify;"><strong>Citazioni</strong><span id="divCit_toggle"> </span>:</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="divCit" class="showSH" style="text-align: justify;">
<ul>
<li>pag. 22: &#8220;Agli uomini-scimmia era stata offerta la loro prima occasione. Non ve ne sarebbe stata una seconda; ora avevano in pugno, letteralmente, il proprio avvenire.&#8221;;</li>
<li>pag. 179: &#8220;La fulminea volpe bruna salta addosso al pigro cane&#8221;. La cito solo per dirvi che si tratta della traduzione di &#8220;<em>The quick brown fox jumps over the lazy dog</em>&#8220;, il più famoso pangramma inglese, ovvero una frase che contiene tutte le lettere dell&#8217;alfabeto della lingua in cui è scritta. L&#8217;analogo italiano più famoso è &#8220;<em>Quel fez sghembo copre davanti</em>&#8220;. Peccato che il traduttore non abbia colto il senso, esistendo in italiano una traduzione che mantiene lo scopo della frase: &#8220;<em>Ma la volpe col suo balzo ha raggiunto il quieto Fido</em>&#8220;.</li>
</ul>
</div>
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<p><strong>Informazioni sul libro</strong> <span id="divInfo_toggle"> </span>:</p>
<div id="divInfo" class="showSH" style="text-align: justify;">
<table style="height: 126px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="1" width="371">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><strong>Titolo originale</strong></td>
<td width="50%" align="left">2001: A Space Odyssey</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Editore</strong></td>
<td width="50%" align="left">Fanucci</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Anno di prima pubblicazione</strong></td>
<td width="50%" align="left">1969</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Pagine</strong></td>
<td width="50%" align="left">256</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Legatura</strong></td>
<td width="50%" align="left">brossura</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Prezzo</strong></td>
<td width="50%" align="left">€ 11,00</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>ISBN</strong></td>
<td width="50%" align="left">978-88-429-1550-8</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Lidl &#8211; Grande Concorso del C&#8230;&#8230;o!</title>
		<link>http://www.jhack.it/blog/2009/11/30/lidl-grande-concorso-del-c-o/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 08:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[Sfoghi]]></category>

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		<description><![CDATA[Premettendo che non mi interessa assolutamente il concorso Lidl, mi sono incuriosito perché ho visto lo spot pubblicitario alla televisione ed ero praticamente certo che il regolamento fosse una presa per il culo per il cliente. Vediamo perché&#8230;


Ecco le parti del regolamento su cui voglio farvi riflettere:
Una volta confermata la vincita, per poter usufruire del [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Premettendo che non mi interessa assolutamente il concorso Lidl, mi sono incuriosito perché ho visto lo spot pubblicitario alla televisione ed ero praticamente certo che il regolamento fosse una presa per il culo per il cliente. Vediamo perché&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/jhack/4142968805/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2596/4142968805_2607106618_o.png" alt="" width="300" height="249" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-596"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco le parti del <a href="http://1minutodispesagratis.it/REGOLAMENTO.pdf">regolamento</a> su cui voglio farvi riflettere:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>Una volta confermata la vincita, per poter usufruire del premio, il cliente dovrà recarsi presso il punto vendita Lidl e nella data che gli verrà comunicata (data che corrisponderà ad un giorno di chiusura del punto vendita).</p></blockquote>
<p>Capisco che non si possa correre per un supermercato aperto, però dover andare in un punto vendita stabilito da loro e quando vogliono loro potrebbe andare contro ad impegni personali.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>Il partecipante avrà a disposizione un carrello della spesa e un minuto di tempo, debitamente cronometrato da un Responsabile LIDL ed alla presenza di un funzionario della camera di commercio o di un notaio presenti nel punto vendita, per “correre” nel punto vendita stesso e riempire il carrello con più prodotti possibili, a sua scelta tranne alcoolici, superalcoolici e non food.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ecco che iniziano le limitazioni: non si possono prendere prodotti non &#8220;food&#8221;, che evidentemente non sanno tradurre con &#8220;alimentari&#8221; o, in analogia con il nome della catena di negozi, &#8220;fud&#8221;. E, come se non bastasse, escludono alcoolici e superalcoolici, sicuramente perché costano troppo.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>Il premio consisterà, pertanto, nei prodotti “raccolti” durante il minuto a disposizione e, dopo le opportune verifiche (vedi sotto), il consumatore potrà portarli a casa. In tale occasione, il consumatore riceverà anche il buono acquisto da € 25,00 che dovrà essere utilizzato entro un mese dalla data di ricevimento.</p></blockquote>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>Si precisa che:</p>
<ul>
<li>il consumatore potrà prendere al massimo due pezzi per ciascun prodotto;</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Altra limitazione fastidiosa, sicuramente introdotta per aumentare i tempi morti degli spostamenti.</p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<ul>
<li>il consumatore potrà scegliere esclusivamente prodotti “food” (esclusi alcolici e superalcolici e prodotti in bottiglie di vetro);</li>
</ul>
</blockquote>
<p>È il vincolo già riportato precedentemente, ma qui si aggiunge il divieto di prendere qualsivoglia bottiglia di vetro, quindi ci si può scordare, ad esempio, la passata di pomodoro o certi tipi di acqua o succhi di frutta.</p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<ul>
<li>la “corsa” dovrà obbligatoriamente avere inizio a partire dall’ingresso del supermercato e il percorso che il consumatore dovrà effettuare con il carrello sarà precedentemente stabilito dal Responsabile del punto vendita;</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Non bastano tutte le suddette &#8220;menate&#8221;, ma si deve pure partire dall&#8217;ingresso e seguire la stradina prestabilita dal Responsabile che, sicuramente, sceglierà i reparti con i prodotti più costosi&#8230;come no!</p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<ul>
<li>nel caso in cui il carrello dovesse ribaltarsi, il cronometro non verrà bloccato;</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Qui il regolamento mi delude, perché pensavo che, come minimo, il cliente perdesse tutti i prodotti e, nel caso limite, dovesse rimborsare quelli danneggiati <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Poco più avanti c&#8217;è una stima del montepremi:</p>
<blockquote><p>si prevede di assegnare n. 540 spese gratuite del valore commerciale unitario medio ipotizzato di € 52,00 (IVA inclusa) per un valore complessivo di € 28.080,00 (IVA inclusa), salvo conguaglio</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Riassumendo, mi dovrei recare in un punto vendita scelto da loro, quando vogliono loro, prendere un carrello e correre per il supermercato seguendo un percorso predefinito, il tutto in un minuto, dovendo ricordarmi di evitare alcolici, superalcolici e qualsiasi prodotto in bottiglia di vetro e senza prendere mai più di due pezzi per ciascun prodotto. Il fatto di fare tutto questo in velocemente mi porterebbe sicuramente a lanciare i prodotti nel carrello, magari danneggiandoli pure. Inoltre, durante questa corsa è probabile che mi faccia male in qualche modo e tutto questo per una spesa ipotizzata di 52€!</p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi me lo farebbe fare?</p>
<p style="text-align: justify;">Come nota di colore, non avete notato una sorta di pubblicità ingannevole nell&#8217;immagine che reclamizza questo concorso? Quelle che mi paiono tre bottiglie di olio sembrano così tanto simili&#8230;e non si possono prendere più di due pezzi di uno stesso prodotto <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">


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		<title>Foresta di Cristallo</title>
		<link>http://www.jhack.it/blog/2009/11/28/foresta-di-cristallo/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 18:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Foresta di Cristallo&#8220;, J.G. Ballard.


Dalla quarta di copertina  :


Il dottor Edward Sanders si reca in Africa alla ricerca di due suoi amici scomparsi, Suzanne e Max Clair. Arriva a Port Matarre in Camerun, dove si sta verificando uno strano fenomeno: dall&#8217;oscurità della foresta e del fiume si sprigiona infatti una luce che fa risplendere [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<div class="advTop"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1540538&amp;g=0&amp;url=http://www.lafeltrinelli.it/products/9788807818547/Foresta_di_cristallo/James_G_Ballard.html" target="_blank"><img title="Acquista ora su laFeltrinelli.it" src="/blog/wp-content/themes/common/images/lf/acquistaLF.png" alt="Acquista ora su laFeltrinelli.it" /></a></div>
<p>&#8220;<strong>Foresta di Cristallo</strong>&#8220;, J.G. Ballard.</p>
<p align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/jhack/4125336772/"><img style="border: 1px solid black;" src="http://farm3.static.flickr.com/2637/4125336772_0143b486dd_o.png" alt="" height="244" /></a></p>
<p style="text-align: center"><span id="more-592"></span></p>
<p>Dalla quarta di copertina <span id="divDesc_toggle"> </span>:</p>
<div id="divDesc" class="showSH">
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span>Il dottor Edward Sanders si reca in Africa alla ricerca di due suoi amici scomparsi, Suzanne e Max Clair. Arriva a Port Matarre in Camerun, dove si sta verificando uno strano fenomeno: dall&#8217;oscurità della foresta e del fiume si sprigiona infatti una luce che fa risplendere lo spazio circostante. A produrla sono agglomerati di cristallo che crescono sui corpi vegetali e animali, trasformandoli in autentiche opere d&#8217;arte, che vengono poi vendute di nascosto sulle bancarelle. Sanders si avventura nel cuore della giungla, dove già sono all&#8217;opera militari e ricercatori scientifici per venire a capo di questa misteriosa mutazione; assieme a lui parte anche una giornalista, Louise Peret, in cerca di un suo collega. Nella foresta ogni tipo di materia, vivente e non, si cristallizza, tutto si trasforma in cosa inanimata, anche il tempo si paralizza, e il fenomeno potrebbe riguardare presto l&#8217;intero pianeta. A questa catastrofe esteriore, che comporta anche una metamorfosi interiore e psichica, c&#8217;è chi reagisce lottando, c&#8217;è chi invece si rassegna. La fine di un mondo mortale in fondo può essere l&#8217;inizio di un altro che sorge dalle sue macerie, in una minerale forma di immortalità. </span></p>
</blockquote>
</div>
<p>Purtroppo non mi piace proprio questo genere di storie, quindi questa recensione è identica a quella scritta per &#8220;<a href="http://www.jhack.it/blog/2009/07/08/il-mondo-sommerso/">Il Mondo Sommerso</a>&#8220;.</p>
<p>Capisco che volesse trattare del ritorno della Terra e dell&#8217;Uomo ad uno stadio primordiale, rappresentato dalla cristallizzazione inarrestabile (e, più che inspiegabile, inspiegata!), però la storia non ha né capo né coda. Perché si sta cristallizzando qualsiasi cosa si trovi in un certo luogo? Perché nessuno fa qualcosa di concreto per tenere la gente alla larga? Perché non viene tirata in ballo la scienza per cercare di risolvere il problema? Perché c&#8217;è un rimedio alla cristallizzazione, ma non viene sfruttato seriamente? Perché lasciare il finale così aperto?</p>
<p>Come se non bastasse, i personaggi sono decisamente poco delineati e alcune parti della storia sono così superflue che fanno solamente perdere il filo della stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che posso aggiungere è che pare Ballard abbia avuto una predilezione per i coccodrilli, visto che li ha infilati anche in questo romanzo e, se non lo avete notato, uno è stato preso a modello per la copertina.</p>
<hr />Prossima lettura: &#8220;<a href="http://www.jhack.it/blog/2009/12/12/2001-odissea-nello-spazio/"><strong>2001: Odissea nello Spazio</strong></a>&#8220;, di <em>Arthur C. Clarke</em>.</p>
<hr />
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<p><strong>Informazioni sul libro</strong> <span id="divInfo_toggle"> </span>:</p>
<div id="divInfo" class="showSH">
<table style="height: 126px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="1" width="371">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><strong>Titolo originale</strong></td>
<td width="50%" align="left">The Crystal World</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Editore</strong></td>
<td width="50%" align="left">Feltrinelli</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Anno di prima pubblicazione</strong></td>
<td width="50%" align="left">1966</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Pagine</strong></td>
<td width="50%" align="left">190</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Legatura</strong></td>
<td width="50%" align="left">brossura</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Prezzo</strong></td>
<td width="50%" align="left">€ 7,50</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>ISBN</strong></td>
<td width="50%" align="left">978-88-07-81854-7</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>


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		<item>
		<title>La Leggenda di Sigurd e Gudrún</title>
		<link>http://www.jhack.it/blog/2009/11/22/la-leggenda-di-sigurd-e-gudrun/</link>
		<comments>http://www.jhack.it/blog/2009/11/22/la-leggenda-di-sigurd-e-gudrun/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 16:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Christopher Tolkien]]></category>
		<category><![CDATA[Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[J.R.R. Tolkien]]></category>
		<category><![CDATA[Saggistica]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La Leggenda di Sigurd e Gudrún&#8220;, di J.R.R. Tolkien, a cura di Christopher Tolkien.


Dall&#8217;aletta sinistra  :


Dopo I figli di Hùrin, dalle ancora non del tutto esplorate miniere letterarie di J.R.R.Tolkien emerge, grazie alle incessanti ricerche del figlio Christopher, un nuovo, prezioso inedito, per la gioia degli appassionati del “padre” di Il Signore degli Anelli [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<div class="advTop"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1540538&amp;g=0&amp;url=http://www.lafeltrinelli.it/products/9788845263439/La_leggenda_di_Sigurd_e_Gudrun/John_R_R_Tolkien.html" target="_blank"><img title="Acquista ora su laFeltrinelli.it" src="/blog/wp-content/themes/common/images/lf/acquistaLF.png" alt="Acquista ora su laFeltrinelli.it" /></a></div>
<p>&#8220;<strong>La Leggenda di Sigurd e Gudrún</strong>&#8220;, di J.R.R. Tolkien, a cura di Christopher Tolkien.</p>
<p align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/jhack/4059333788/"><img style="border: 1px solid black;" src="http://farm3.static.flickr.com/2528/4059333788_380573cc91_o.jpg" alt="" height="244" /></a></p>
<p style="text-align: center"><span id="more-584"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dall&#8217;aletta sinistra <span id="divDesc_toggle"> </span>:</p>
<div id="divDesc" class="showSH" style="text-align: justify;">
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Dopo I figli di Hùrin, dalle ancora non del tutto esplorate miniere letterarie di J.R.R.Tolkien emerge, grazie alle incessanti ricerche del figlio Christopher, un nuovo, prezioso inedito, per la gioia degli appassionati del “padre” di Il Signore degli Anelli e delle saghe nordiche. A esse, infatti, e in particolare al ciclo di Sigurd e di Gudrún, si rifà il grande narratore inglese ispirandosi all’Edda, alla Canzone dei Nibelunghi e alla Saga dei Volsunghi. Ecco allora susseguirsi prima le eroiche e tragiche avventure di Sigurd, l’uccisore del drago Fafnir che custodisce l’oro dei Nibelunghi, sino alla conquista della valchiria Brynhildr che Sigurd risveglierà dal suo sonno magico per poi inoltrarsi sul sentiero di un terribile destino sposando Gudrún. E quindi la storia della stessa Gudrún, inconsolabile vedova di Sigurd, di cui seguiamo, con tutta la suspense che l’epica autentica sa suscitare, la personale storia di vendetta che ricorda una tragedia greca trasporta nel Nord Europa. Una storia che passa attraverso il matrimonio con il malvagio re degli Unni, Atli attirato da Gudrún in una vera e propria trappola mortale. Un poema che affonda le sue radici nelle antichissime epopee mitiche della tradizione occidentale restituendocene l’afflato inconfondibile insieme a una sensibilità fantastica del tutto contemporanea, che da più di mezzo secolo continua ad affascinare lettori di ogni nazione e di ogni età.</p>
</blockquote>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto, posso vantarmi di possedere un&#8217;edizione particolare: la copertina rigida è stata assemblata (o stampata) <strong>capovolta</strong> rispetto alle pagine contenute. Magari potrà valere qualcosa in futuro <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">La storia è già descritta perfettamente nell&#8217;aletta sinistra, riportata sopra, dunque non ho intenzione di ripeterla.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che voglio dire è che l&#8217;ho trovato difficile e talora noioso da leggere per la mole di informazioni, introduzioni, prefazioni, postfazioni, riferimenti e quant&#8217;altro. Capisco che il figlio di Tolkien si sia ritrovato a dover ordinare materiale del padre dal più consistente al più illeggibile e non datato, ma questa sua necessità di giustificare ogni cosa rende la narrazione davvero pesante.</p>
<p style="text-align: justify;">Per intenderci, l&#8217;indice condensato è il seguente (in grassetto l&#8217;opera vera e propria di Tolkien):</p>
<ul>
<li>7-&gt;16: Prefazione</li>
<li>19-&gt;22: Introduzione</li>
<li>29-&gt;74: Introduzione all&#8217;Edda poetica</li>
<li>75-&gt;77: Nota alla traduzione</li>
<li><strong>81-&gt;202: Il nuovo lai dei Volsunghi</strong></li>
<li>205-&gt;281: Commento al Nuovo lai dei Volsunghi</li>
<li><strong>285-&gt;340: Il nuovo lai di Gudrún</strong></li>
<li>343-&gt;369: Commento al Nuovo lai di Gudrún</li>
<li>373-&gt;419: Appendici A, B, C</li>
<li>423-&gt;436: Postfazione all&#8217;edizione italiana</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Considerando che l&#8217;opera di Tolkien è in versi, capirete come occupi decisamente meno della metà del libro stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto ho detto, trovo che sia poco onesto venderlo spacciandolo per narrativa, quando rientra chiaramente nella saggistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Per poterlo apprezzare pienamente bisogna davvero essere dei fan accaniti di Tolkien e lo sconsiglio fortemente ad un lettore casuale, perché potrebbe disprezzare il Maestro a causa di suo figlio.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<hr style="text-align: justify;" />
<p style="text-align: justify;">Prossima lettura: &#8220;<a href="http://www.jhack.it/blog/2009/11/28/foresta-di-cristallo/"><strong>Foresta di Cristallo</strong></a>&#8220;, di <em>James G. Ballard</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<hr style="text-align: justify;" />
<p style="text-align: justify;"><strong>Errori</strong><span id="divErr_toggle"> </span>:</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="divErr" class="showSH" style="text-align: justify;">
<ul>
<li>pag. 25, 13: &#8220;del&#8217;antico&#8221; -&gt; &#8220;dell&#8217;antico&#8221;;</li>
<li>pag. 168, -10: &#8220;andra&#8221; -&gt; &#8220;andrà&#8221;;</li>
<li>pag. 173, -6,-5: &#8220;[...] una spada tra loro. appoggiata e snudata.&#8221; -&gt; &#8220;[...] una spada tra loro, appoggiata e snudata.&#8221; o al limite &#8220;[...] una spada tra loro. Appoggiata e snudata.&#8221;;</li>
<li>pag. 207: &#8220;conlusione&#8221; -&gt; &#8220;conclusione&#8221;.</li>
</ul>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<div class="advBottom"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1540538&amp;g=0&amp;url=http://www.lafeltrinelli.it/products/9788845263439/La_leggenda_di_Sigurd_e_Gudrun/John_R_R_Tolkien.html" target="_blank"></a></p>
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</div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Informazioni sul libro</strong> <span id="divInfo_toggle"> </span>:</p>
<div id="divInfo" class="showSH" style="text-align: justify;">
<table style="height: 126px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="1" width="371">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><strong>Titolo originale</strong></td>
<td width="50%" align="left">The Legend of Sigurd and Gudrún</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Editore</strong></td>
<td width="50%" align="left">Bompiani</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Anno di prima pubblicazione</strong></td>
<td width="50%" align="left">2009</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Pagine</strong></td>
<td width="50%" align="left">436</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Legatura</strong></td>
<td width="50%" align="left">cartonato</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Prezzo</strong></td>
<td width="50%" align="left">€ 25,00</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>ISBN</strong></td>
<td width="50%" align="left">978-88-452-6343-9</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>


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