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	<title>Blog ad Improbabilità Infinita</title>
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	<description>L&#039;unico blog che può trasformarvi in una balena o in un vaso di petunie</description>
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		<title>Ilium - L&#039;assedio</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 17:59:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
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		<category><![CDATA[dan simmons]]></category>

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		<description><![CDATA["Ilium - L'assedio", di Dan Simmons. Dall'aletta sinistra: Thomas Hockenberry è stato un insegnante universitario di storia, con una vita assolutamente normale. Per quale motivo, allora, si trova adesso ad assistere alla Guerra di Troia, al servizio degli dèi dell'antica Grecia? E perché gli stessi dèi sembrano padroneggiare una tecnologia avanzatissima, con la quale cercano <a href="http://www.jhack.it/blog/2013/05/01/ilium-lassedio/#more-741" class="more-link">Continue reading &#8594;</a><div class='yarpp-related-rss'>

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</ol>
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<p>"<strong>Ilium - L'assedio</strong>", di Dan Simmons.</p>
<p align="center"><img style="border: 1px solid black;" alt="" src="http://ecx.images-amazon.com/images/I/31Xl%2B2YvNxL._SL500_AA300_.jpg" height="244" /></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-741"></span></p>
<p>Dall'aletta sinistra:</p>
<div class="showSH" id="divDesc">
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Thomas Hockenberry è stato un insegnante universitario di storia, con una vita assolutamente normale. Per quale motivo, allora, si trova adesso ad assistere alla Guerra di Troia, al servizio degli dèi dell'antica Grecia? E perché gli stessi dèi sembrano padroneggiare una tecnologia avanzatissima, con la quale cercano di alterare il corso degli eventi e di uccidersi a vicenda? Intanto, in un futuro lontano migliaia di anni, su una Terra dove i pochi abitanti rimasti hanno come sola occupazione il divertimento, solo un uomo ricorda ancora l'antica arte della lettura e la sfrutta cercando di risolvere l'enigma più grande di tutti: chi ha costruito le macchine che governano il pianeta? Dall'autore che ha cambiato la fantascienza, la sua saga più intensa e appassionante, dove il gusto per la ricostruzione storica si mescola con i grandi scenari di un futuro apocalittico e affascinante.</p>
</blockquote>
</div>
<p style="text-align: justify;">Lo zampino di <strong>Lord Mondador</strong> ha colpito anche questa saga di due volumi in lingua originale, diventati naturalmente quattro in italiano. Quindi, questo è la prima metà del primo libro inglese e no, quest'ultimo non si prestava ad essere diviso in due pezzi. Lo stesso è accaduto per la saga de "<strong>I Canti di Hyperion</strong>" (<a href="http://www.jhack.it/blog/2009/06/27/hyperion/">Hyperion</a>, <a href="http://www.jhack.it/blog/2009/11/09/la-caduta-di-hyperion/">La Caduta di Hyperion</a>, <a href="http://www.jhack.it/blog/2011/05/14/endymion/">Endymion</a>, <a href="http://www.jhack.it/blog/2011/07/12/il-risveglio-di-endymion/">Il Risveglio di  Endymion</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Mi faccio aiutare dal riassunto presente sul successivo volume italiano per raccontarvi di cosa tratta questo. Ci sono alcune rivelazioni importanti, ma non ritengo che possano rovinare la lettura. Se non volete rischiare, riprendete a leggere dopo l'unica occorrenza della parola "<strong>batracomiomachia</strong>" (no, un link sarebbe stato troppo facile!).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Thomas Hockenberry</strong>, un professore universitario del ventunesimo secolo specializzato nelle opere di <strong>Omero</strong>, è stato riportato in vita per svolgere, con altri colleghi di varie epoche, un incarico assai bizzarro: controllare che la <strong>guerra di Troia</strong> si svolga secondo quanto narrato nell’<strong>Iliade</strong>. A riportarlo in vita (ma solo con vaghi ricordi della vita precedente) sono stati gli "dèi" dell'antica Grecia, dotati di tecnologie modernissime, i quali, pur intervenendo nella guerra, ignorano (fatta eccezione, pare, per Zeus) come si concluderà.<br />
Tra gli dèi esistono varie fazioni e Hockenberry riceve dalla <strong>Musa</strong> al servizio di <strong>Afrodite</strong> due congegni, l’Elmo di Ade che gli conferisce l’invisibilità e un medaglione che gli permette di teletrasportarsi, in modo da eseguire l’incarico di spiare gli altri dèi e, al momento opportuno, uccidere <strong>Atena</strong>.<br />
La Terra, nel futuro di Thomas Hockenberry, si è ridotta a un pianeta abitato da appena un milione di individui che passano il tempo a divertirsi e a seguire la storia del "lino", un dispositivo che li fa assistere alla guerra di Troia come se fosse una soap opera televisiva. Tutti vivono per cinque Ventine, cento anni esatti, “<strong>faxandosi</strong>” da una all'altra delle città rimaste, in un'esistenza priva di difficoltà, dimentichi di qualsiasi elemento di scienza, storia o tecnologia. Poi, secondo il loro credo, ascendono negli anelli orbitali, una sorta di aldilà dove ha sede lo "spedale", una specie di officina riparazioni in caso d’incidenti anche mortali.<br />
<strong>Harman</strong> (unico ancora capace di leggere, giunto al novantanovesimo anno di età e quindi in procinto di ascendere agli anelli), <strong>Daeman</strong> (che colleziona farfalle e seduzioni), <strong>Hannah</strong> (che ha riscoperto l'arte di fondere i metalli) e <strong>Ada</strong> (giovane signora di villa Ardis) si mettono alla ricerca di un veicolo spaziale per raggiungere gli anelli; durante la ricerca si imbattono in <strong>Savi</strong>, detta l’ebrea errante, e poi in <strong>Odisseo</strong> (che non nega né conferma di essere quello della storia del lino, ossia lo stesso Odisseo dell’Iliade).<br />
Intanto nei satelliti di Giove, i "<strong>moravec</strong>", robot in grado di evolversi, creati dagli esseri umani prima che una pandemia rendesse semidisabitata la Terra, rilevano un incremento di attività quantica che minaccia di distruggere il sistema solare; nello stesso tempo scoprono con sorpresa che <strong>Marte</strong> è stato "terraformato" nel giro di un secolo. Decidono quindi di indagare e inviano una spedizione su Marte, della quale fanno parte <strong>Mahnmut</strong> di Europa (studioso dei Sonetti di Shakespeare) e <strong>Orphu</strong> di Io (appassionato di Proust).<br />
Appena in orbita intorno al Pianeta Rosso, l'astronave dei moravec è intercettata e distrutta da un cocchio volante trainato da cavalli e guidato da una creatura che sembra un dio antico; Mahnmut e Orphu si salvano e scendono sul pianeta per depositarvi il Congegno che dovrebbe neutralizzare l’attività quantica delle misteriose creature che hanno terraformato Marte. Da alcune tracce, sembra che Marte sia abitata da strani esseri con la forma e i poteri degli antichi dèi greci.<br />
Nel frattempo Thomas Hockenberry si invaghisce di <strong>Elena</strong> e studia un piano per cambiare l’esito della guerra di Troia: vuole fare in modo che achei e troiani smettano di combattere fra loro per il divertimento degli dèi, ma si rivolgano contro di essi e assalgano addirittura l'Olimpo.</p>
<p style="text-align: justify;">"batracomiomachia"!</p>
<p style="text-align: justify;">Trovo che sia presto per poter giudicare questa saga proprio perché non era negli intenti dell'autore che il primo libro fosse troncato arbitrariamente a metà, interrompendo, di fatto, i tre filoni narrativi. Questo ovviamente non fa altro che rendere impossibile capire qualsivoglia punto della trama.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che posso dire è che si tratta di un romanzo di fantascienza che fa ampio uso di elementi tecnologici: basti pensare che gli dèi greci utilizzano nanotecnologie per potenziare i loro beniamini umani. In certi tratti alcune descrizioni risultano troppo lunghe e possono non piacere a chi non ama la <strong>fantascienza hard</strong>. Il connubio tra elementi appartenenti, nella nostra Storia, ad ere estremamente diverse risulta però piacevole ed <strong>intrigante</strong> e mostra quanta fantasia e coraggio abbia l'autore nel provare a raggiungere una discreta credibilità nell'esporre incontri tra culture davvero improbabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda i personaggi, non hanno un grandissimo spessore e sembrano in generale piuttosto <strong>comici</strong>, compresi gli dèi, i quali incutono più timore per i nomi che per altro. Resta da vedere come si svolgeranno i fatti e se il tono si farà più serio ora che gli equilibri dovrebbero andare a rompersi.</p>
<p style="text-align: justify;">Rimando alla recensione della seconda parte ulteriori commenti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr />
<p style="text-align: justify;">Prossima lettura: "Ilium - La rivolta", <em>Dan simmons</em><em></em>.</p>
<hr />
<p><strong><br />
</strong></p>
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<p><strong>Informazioni sul libro</strong>:</p>
<div class="showSH" id="divInfo">
<table style="height: 126px;" width="470" border="0" cellspacing="0" cellpadding="1">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><strong>Titolo originale</strong></td>
<td align="left" width="50%">Ilium</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Editore</strong></td>
<td align="left" width="50%">Mondadori</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Anno di prima pubblicazione</strong></td>
<td align="left" width="50%">2003</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Pagine</strong></td>
<td align="left" width="50%">394</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Prezzo</strong></td>
<td align="left" width="50%">17€</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>ISBN</strong></td>
<td align="left" width="50%">88-04-52224-0</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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</ol></p>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Erzsébet Bàthory</title>
		<link>http://www.jhack.it/blog/2013/03/24/erzsebet-bathory/</link>
		<comments>http://www.jhack.it/blog/2013/03/24/erzsebet-bathory/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Mar 2013 21:28:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jhack.it/blog/?p=738</guid>
		<description><![CDATA["Erzsébet Bàthory - Sangue e Perfezione", di Simona Gervasone. Dalla quarta di copertina: La contessa sanguinaria, la contessa Dracula: chiusa nel suo castello, circondata da servitori senza scrupoli, alla continua ricerca del predominio assoluto. In un susseguirsi di passioni estreme che ne denotano la follia, si batterà ogni giorno della sua vita per annullare anche <a href="http://www.jhack.it/blog/2013/03/24/erzsebet-bathory/#more-738" class="more-link">Continue reading &#8594;</a><div class='yarpp-related-rss yarpp-related-none'>

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<p>"<strong>Erzsébet Bàthory - Sangue e Perfezione</strong>", di Simona Gervasone.</p>
<p align="center"><a href="http://www.libri-da-leggere.com/wp-content/uploads/2012/01/Erzsebet-Bathory-sangue-e-perfezione1.png"><img style="border: 1px solid black;" alt="" src="http://www.libri-da-leggere.com/wp-content/uploads/2012/01/Erzsebet-Bathory-sangue-e-perfezione1.png" height="244" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-738"></span></p>
<p>Dalla quarta di copertina:</p>
<div class="showSH" id="divDesc">
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">La contessa sanguinaria, la contessa Dracula: chiusa nel suo castello, circondata da servitori senza scrupoli, alla continua ricerca del predominio assoluto. In un susseguirsi di passioni estreme che ne denotano la follia, si batterà ogni giorno della sua vita per annullare anche ciò che nessun essere umano può assoggettare al suo volere: il tempo.</p>
</blockquote>
</div>
<p style="text-align: justify;">Va bene un errore ogni tanto, ma qui si tratta di un libro abbastanza breve che presenta parecchi problemi. Già il fatto che le prime undici pagine, che non costituiscono il testo vero e proprio del romanzo, siano numerate a matita non mi ha fatto una gran impressione! Mi hanno rifilato una bozza?</p>
<p style="text-align: justify;">Vedere la lettera "e" maiuscola accentata scritta con l'apostrofo mi ha fatto capire quanto sia poco curato.</p>
<p style="text-align: justify;">Non so se la colpa sia dell'edizione o dell'autrice, ma bastava rileggerlo per capire che certe frasi non stanno in piedi. Non si possono mettere o dimenticare virgole tra soggetto e predicato, in assenza di incisi, o proprio a caso. Qualche esempio trovato aprendo il libro a caso:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Se lo sentiva addosso e anche senza voltarsi, sapeva che la donna era seduta</p>
<p style="text-align: justify;">Ella, impaurita tentava di difendersi alzando le braccia paffute</p>
<p style="text-align: justify;">La cerimonia di fidanzamento era stata un gran successo e ora, Anna aveva raggiunto la famiglia del suo futuro marito</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">È davvero faticoso leggere un libro in cui ci si inciampa una frase sì e una no. Ok, mi sono sfogato abbastanza sulle questioni riguardanti l'editing.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi, però, arrivo alla fine del libro e...l'autrice riassume le differenze con i fatti storici, ammettendo di averli alterati. Almeno si fosse attenuta ai fatti storici o non avesse rivelato le alterazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque sia, si tratta della storia romanzata della contessa ungherese <strong>Erzsébet Bàthory</strong>, vissuta tra la seconda metà del '500 e l'inizio del '600, che potrebbe essere considerata la più "prolifica" assassina seriale della Storia. Il numero esatto degli omicidi non è certo per la scarsità di testimonianze, ma è compreso tra 80 e 650.</p>
<p style="text-align: justify;">Costretta a sposarsi all'età di 15 anni con il conte <strong>Ferencz Nádasdy</strong>, è spesso sola a causa dell'assenza del marito, sovente alla guida dell'esercito in guerra. Inizia così ad avvicinarsi alla magia nera e mostra un'ossessione incredibile per il proprio aspetto fisico, convincendosi, anche grazie alle cortigiane e alle streghe che frequenta, che il sangue sia l'unico modo per preservare la propria apparenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Già da giovane mostra segni di disturbi mentali che hanno già colpito diversi membri della propria famiglia, probabilmente a causa dei rapporti tra consanguinei. Frequenti mal di testa, eventi di epilessia e schizofrenia l'accompagnano nel corso della vita. Infedele al marito, ha numerosi amanti, anche se predilige la compagnia di donne e ragazzine.</p>
<p style="text-align: justify;">Erzsébet sfrutta ogni possibile occasione per punire le proprie serve e dapprima si "limita" a sottoporle a torture come la pratica di cospargerle di miele e lasciarle legate ad alberi nelle foreste o tenerle nude all'addiaccio bagnandole periodicamente. Se ciò dapprima causa indirettamente la morte delle giovani, successivamente è la contessa stessa a torturare fino alla morte le sventurate nelle maniere più sadiche e disparate. Svuotato il loro corpo dal sangue, anche grazie all'aiuto delle sue fidate damigelle <strong>Dorko</strong> e <strong>Ilona</strong> e dal nano <strong>Ficzkó</strong>, è solita farsi un bagno in esso. Il cadavere ancora caldo, se non troppo martoriato, è concesso a Ficzkó esattamente per farne ciò che stai pensando.</p>
<p style="text-align: justify;">Per soddisfare il sempre maggior bisogno di sangue, come consigliato dalla strega di turno, non può più limitarsi alle ragazzine dei villaggi limitrofi e commette l'errore di attirare le figlie di nobili decaduti, dando inizio alla propria fine.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia è abbastanza ripetitiva, forse perché la vita della contessa non deve essere stata particolarmente movimentata, considerando che si svolgeva all'interno di un castello. Se la vicenda non fosse supportata da fatti storici, sembrerebbe incredibile che non siano riusciti a fermarla prima di aver sterminato un numero così elevato di ragazze con modalità così perverse e con una crudeltà assolutamente non motivata, se non dalla propria follia.</p>
<p style="text-align: justify;">Libro consigliato a, chi ama la punteggiatura a, caso e a chi apprezza la fantasia sadica delle torture inflitte alle vittime.</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Prossima lettura: "<a href="http://www.jhack.it/blog/2013/05/01/ilium-lassedio/">Ilium - L'Assedio</a>", <em>Dan simmons</em>.</p>
<hr />
<p><strong><br />
</strong></p>
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<p><strong>Informazioni sul libro</strong>:</p>
<div class="showSH" id="divInfo">
<table style="height: 126px;" width="470" border="0" cellspacing="0" cellpadding="1">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><strong>Editore</strong></td>
<td align="left" width="50%">0111edizioni</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Anno di prima pubblicazione</strong></td>
<td align="left" width="50%">2008</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Pagine</strong></td>
<td align="left" width="50%">220</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Prezzo</strong></td>
<td align="left" width="50%">13.90€</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>ISBN</strong></td>
<td align="left" width="50%">8863071411</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		</item>
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		<title>Jonathan Strange &amp; Il Signor Norrell</title>
		<link>http://www.jhack.it/blog/2013/03/03/jonathan-strange-il-signor-norrell/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Mar 2013 14:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Susanna Clarke]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jhack.it/blog/?p=734</guid>
		<description><![CDATA["Jonathan Strange &#38; Il Signor Norrell", di Susanna Clarke. Dall'aletta sinistra: Narra la leggenda che, secoli fa, viveva in Inghilterra un re allevato dalle fate. Un’epoca lontana, di grandi prodigi e meraviglie, che nella Londra di inizio Ottocento sembra ormai materia di fiabe e di racconti popolari. Nelle grigie vie londinesi riecheggia però un’antica profezia <a href="http://www.jhack.it/blog/2013/03/03/jonathan-strange-il-signor-norrell/#more-734" class="more-link">Continue reading &#8594;</a><div class='yarpp-related-rss yarpp-related-none'>

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<p>"<strong>Jonathan Strange &amp; Il Signor Norrell</strong>", di Susanna Clarke.</p>
<p align="center"><a href="http://www.longanesi.it/AreaGestione/catalogo/copertine/norrellgrande.jpg"><img style="border: 1px solid black;" alt="" src="http://www.longanesi.it/AreaGestione/catalogo/copertine/norrellgrande.jpg" height="244" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-734"></span></p>
<p>Dall'aletta sinistra:</p>
<div class="showSH" id="divDesc">
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Narra la leggenda che, secoli fa, viveva in Inghilterra un re allevato dalle fate. Un’epoca lontana, di grandi prodigi e meraviglie, che nella Londra di inizio Ottocento sembra ormai materia di fiabe e di racconti popolari. Nelle grigie vie londinesi riecheggia però un’antica profezia attribuita al sovrano: parole oscure ed enigmatiche sulle labbra di un improbabile negromante dalla pelle blu, che annunciano una nuova era di portenti. E a breve giunge in città Gilbert Norrell, capace di far rivivere gli antichi fasti della magia grazie ai suoi poteri straordinari.<br />
Misantropo per eccellenza, scorbutico e dotto, vorrebbe porre le sue arti magiche al servizio del governo nella guerra contro Napoleone. E quale migliore occasione per mettersi in evidenza che riportare in vita la moglie di un importante ministro, da poco scomparsa? Il destino della giovane donna, sempre insidiata da forze oscure, sarà il filo conduttore del romanzo, insieme al rapporto fra Norrell e Jonathan Strange, eccentrico e audace gentiluomo che ha da poco intrapreso la carriera magica. Prima maestro e allievo, poi antagonisti in uno scontro che assume toni sempre più foschi, i due torneranno a unirsi nella più pericolosa delle magie... Ma la drammatica profezia è davvero destinata a compiersi? Il ritorno della magia sul suolo britannico vale un sacrificio così grande? Sospeso tra il sogno e la realtà, il grottesco e la tragedia, la cronaca e il fantastico, uno straordinario affresco d'epoca cui non manca un tocco di autentico humour inglese.</p>
</blockquote>
</div>
<p style="text-align: justify;">Come si può intuire dalla presentazione dell'editore, si tratta di un romanzo ucronistico ambientato nell'Inghilterra vittoriana negli anni dal <strong>1806</strong> al <strong>1817</strong> (beh, magari gli anni non si potevano intuire). Le vicende storiche realmente accadute sono rilette introducendo l'elemento della magia. A riportarla in auge dopo secoli di torpore è il mago <strong>Gilbert Norrell</strong>, misantropo all'inverosimile e trincerato dietro le proprie conoscenze. Grazie alle proprie ricchezze possiede una vasta collezione di libri di magia, dei quali è tanto geloso quanto restio a condividerli. La sua visione della magia è assolutamente elitaria e l'unico fortunato ad entrare nelle grazie di Norrell è il giovane <strong>Jonathan Strange</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In principio, il loro rapporto è di assoluta armonia: Norrell vede in Strange un ottimo aiutante dalla mente vivace; viceversa Strange attinge dall'esperienza e dalla vasta cultura del maestro, nonché dai suoi preziosissimi volumi. La loro collaborazione con il governo inglese risulta determinante nelle guerre napoleoniche. Ma il loro rapporto inizia a deteriorarsi per le ferree regole che Norrell impone a Strange riguardo la condivisione delle conoscenze ed il taglio netto col passato e soprattutto con la figura di <strong>John Uskglass</strong>. Questi, conosciuto anche il <strong>Re Corvo</strong>, era stato allevato in regni lontani da esseri <strong>fatati</strong> ed era tornato in Inghilterra per conquistarne buona parte diversi secoli prima delle vicende attuali, venendo poi ricordato come il più grande mago della Storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Desideroso di imparare la vera essenza della magia senza alcuna restrizione e impossibilitato ad accedere ai preziosi testi di Norrell, Strange intraprende un percorso in bilico tra il mondo reale e quello fatato, spinto non solo dal desiderio di conoscenza, ma da una vicenda personale che non posso raccontarvi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema fondamentale di questo romanzo è la sua lunghezza spropositata e la scrittura prolissa: le quasi 900 pagine sono difficili da digerire e la medesima storia sarebbe potuta essere narrata in ben meno parole senza perdere in nulla. I personaggi sono stereotipati al punto da rendere difficile immedesimarvisi. Quindi non posso davvero consigliarvelo.</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Prossima lettura: "<a href="http://www.jhack.it/blog/2013/03/24/erzsebet-bathory/">Erzsébet Bàthory - Sangue e perfezione</a>", <em>Simona Gervasone</em><em></em>.</p>
<hr />
<p><strong><br />
</strong></p>
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<p><strong>Informazioni sul libro</strong>:</p>
<div class="showSH" id="divInfo">
<table style="height: 126px;" width="470" border="0" cellspacing="0" cellpadding="1">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><strong>Titolo originale</strong></td>
<td align="left" width="50%">Jonathan Strange &amp; Mr Norrell</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Editore</strong></td>
<td align="left" width="50%">Longanesi</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Anno di prima pubblicazione</strong></td>
<td align="left" width="50%">2004</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Pagine</strong></td>
<td align="left" width="50%">887</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Prezzo</strong></td>
<td align="left" width="50%">22€</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>ISBN</strong></td>
<td align="left" width="50%">88-304-2297-5</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Rapporto di Minoranza e altri Racconti</title>
		<link>http://www.jhack.it/blog/2012/12/10/rapporto-di-minoranza-e-altri-racconti/</link>
		<comments>http://www.jhack.it/blog/2012/12/10/rapporto-di-minoranza-e-altri-racconti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 22:18:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jhack.it/blog/?p=729</guid>
		<description><![CDATA["Rapporto di minoranza e altri racconti", di Philip K. Dick. Dall'aletta sinistra: "Rapporto di minoranza e altri racconti" raccoglie cinque storie di Philip K. Dick legate al profondo influsso che l'autore americano ha avuto sul cinema contemporaneo, e costituisce un'introduzione alla sua ricchissima narrativa breve in cui si riversano temi, intuizioni e trame dei successivi <a href="http://www.jhack.it/blog/2012/12/10/rapporto-di-minoranza-e-altri-racconti/#more-729" class="more-link">Continue reading &#8594;</a><div class='yarpp-related-rss yarpp-related-none'>

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<p>"<strong>Rapporto di minoranza e altri racconti</strong>", di Philip K. Dick.</p>
<p align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/jhack/8235856736/"><img style="border: 1px solid black;" alt="" src="http://farm9.staticflickr.com/8479/8235856736_56d252b63f_n.jpg" height="244" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-729"></span></p>
<p>Dall'aletta sinistra:</p>
<div class="showSH" id="divDesc">
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">"Rapporto di minoranza e altri racconti" raccoglie cinque storie di Philip K. Dick legate al profondo influsso che l'autore americano ha avuto sul cinema contemporaneo, e costituisce un'introduzione alla sua ricchissima narrativa breve in cui si riversano temi, intuizioni e trame dei successivi romanzi.<br />
Il racconto che dà il titolo all'antologia descrive una polizia del futuro in grado di arrestare i criminali prima che questi commettano i loro reati, ed è stato trasposto da Steven Spielberg nel suo nuovo film, "Minority Report", con Tom Cruise e Max Von Sydow. "Ricordiamo per voi" è all'origine del noto "Total Recall" ("Atto di forza"), ed è un vibrante thriller fantascientifico dominato da una sconcertante atmosfera di paranoia. In "Impostore", da cui è stato tratto il recente film con Gary Sinise e Vincent d'Amico, un uomo viene accusato di essere una spia aliena, ed è costretto a dubitare della propria identità. "Modello Due" (al cinema "Screamers", del 1995) è un drammatico apologo sulla guerra e la natura umana, mentre "La formica elettrica" anticipa la sensibilità di film come "Matrix", discutendo la percezione consensuale di ciò che chiamiamo realtà. Chiude il volume un'intervista inedita a Philip K. Dick, in cui l'autore racconta le sue impressioni su "Blade Runner", il film che uscirà poco dopo la sua morte rendendolo popolare in tutto il mondo.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Cosa hanno in comune "<strong>Minority Report</strong>", "<strong>Atto di Forza</strong>" (<em>Total Recall</em>), "<strong>Blade Runner</strong>" e "<strong>Screamers</strong>"? Sono quattro celebri film che hanno segnato (diciamo i primi tre, più che altro) l'immaginario collettivo degli amanti della fantascienza. Ecco, quei film, e più o meno direttamente diversi altri, sono tratti da racconti di questo <strong>Philip K. Dick </strong>(di cui solo il primo ed il quarto sono presenti in questa piccola antologia). Però sarei pronto a scommettere che pochi lo conoscono. Non saprei perché.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi ha visto quei film, leggendo il libro non può che pensare "<em>ma il libro è diverso</em>"; nel mio caso, l'ho pensato nell'accezione positiva, infatti è sorprendente stupirsi leggendo racconti di cui si pensa di sapere già la trama.</p>
<p style="text-align: justify;">Come succede spesso quando si affronta la fantascienza di autori di primo piano, ci si trova non solo davanti a storie affascinanti in quanto descrivono realtà differenti, tecnologie avveniristiche o razze aliene, ma anche a riflessioni profonde sulla società e sugli individui che ne fanno parte. In "<strong>Minority Report</strong>" tre umanoidi "speciali" vengono tenuti in uno stato vegetativo in modo tale da poter prevenire, grazie alla lettura dei loro pensieri, i crimini violenti ed arrestare gli assassini ben prima che commettano i delitti. È giusto essere giudicati colpevoli ed essere trattati come tali per un'azione non ancora commessa? Dick porta a ragionare sul tema della predestinazione e, per quanto oggigiorno non esista una tecnologia simile, non mi pare così improbabile che in un futuro non troppo remoto le tecnologie che stanno prendendo sempre più piede possano essere utilizzate come telesorveglianza e possano portare a prevenire crimini.</p>
<p style="text-align: justify;">"<strong>Ricordiamo per voi</strong>" (<em>We Can Remember It For You Wholesale</em>) è incentrato sulla manipolazione della mente, in particolare dei ricordi: economicamente impossibilitato a fare un viaggio verso la propria meta da sogno, Marte, <strong>Douglas Quail</strong> decide di rivolgersi alla <strong>Rikord</strong>, un'agenzia specializzata nell'impianto di ricordi. In seguito all'operazione, Quail si trova piuttosto a dubitare di essere stato su Marte ma alcuni indizi trovati nella propria abitazione gli fanno pensare il contrario, finché le due "realtà" non si mostrano distintamente nel cervello e si ricorda di essere stato davvero un agente del governo e di aver già visitato veramente Marte. La paranoia lo assale ed è l'inizio di una rocambolesca fuga dal proprio passato di killer, ma, soprattutto, da chi vuole eliminarlo per metterlo a tacere definitivamente. Il finale è qualcosa di così sorprendente e surreale da risultare comico. Il tema trattato è chiaramente la natura della realtà: la percezione che si ha di essa coincide con la realtà "oggettiva" o è possibile che tutto sia un'illusione individuale controllabile da altri?</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei temi più cari a Dick, di cui l'autore dichiara di essere l'inventore (tenete presente che il racconto di cui parlerò risale al 1953), è il topos dell'androide che non sa di essere tale. Bene, vi ho appena rovinato la trama del racconto "<strong>Impostore</strong>" (<em>Impostor</em>) che vede uno scienziato intento a dimostrare la propria identità di essere umano quando le forze dell'ordine lo ricercano credendo che sia stato sostituito da un androide alieno al fine di poter avvicinare ed uccidere un politico di spicco; il tutto sullo sfondo di una guerra contro invasori alieni. Lo stessa tema, trattato in modo diverso, è estremizzato nel racconto "<strong>La formica elettrica</strong>" (<em>The Electric Ant</em>), in cui il protagonista, venuto a conoscenza della propria natura di androide effettua esperimenti su se stesso per comprendere fin dove possa spingere la propriocezione e la conoscenza della realtà che lo circonda.</p>
<p style="text-align: justify;">Per terminare la carrellata dei racconti non resta che "<strong>Modello Due</strong>" (<em>Second Variety</em>): in seguito ad una guerra nucleare tra USA e Russia i civili ed il governo statunitensi si trasferiscono sulla Luna (senza che i russi se ne accorgano! o.O), ma inventano degli aggeggi, gli Artigli, che tengono militarmente testa ai russi e sono capaci di ripararsi autonomamente. Purtroppo queste macchine, un bel giorno (ci sarà stato pur un giorno in cui hanno iniziato, no?), pensano bene di evolversi in androidi così perfetti ed astuti da farsi passare per esseri umani ed ignorare per chi uccidevano in origine. Il resto è da leggere ed è alquanto angosciante, proprio perché non si ha mai idea di chi ci si possa fidare.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver letto questi racconti mi è venuta una discreta voglia di leggerne altri, se non fosse che le raccolte esistenti sono una introvabile (quella di<strong> Lord Mondador</strong>), se non a 60€ a volume (e sono quattro!), e una non particolarmente disponibile, quella di<strong> Fanucci</strong> (sempre quattro volumi). Ci penserò su.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non si fosse capito, dovete leggere questi racconti ma, col senno di poi, meglio se trovate direttamente le antologie che li contengono e spendete meno!</p>
<p style="text-align: justify;">Ora termino con due note.</p>
<p style="text-align: justify;">La copertina, per quanto sia accattivante, non c'entra alcunché con il racconto al quale vorrebbe fare riferimento, poiché <em>Minority Report</em> si discosta decisamente dal film, quindi niente sostituzioni degli occhi (immagino la copertina faccia riferimento a ciò).</p>
<p style="text-align: justify;">Chiude il volume un'intervista in cui Dick, oltre a bullarsi della paternità dell'idea dell'androide che non sa di esserlo, parla delle impressioni avute nella fase di realizzazione del film Blade Runner, che, tristemente, non è riuscito a vedere nella sua compiutezza, morendo prima dell'uscita nelle sale.</p>
<p style="text-align: justify;">
</div>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Prossima lettura: "<a href="http://www.jhack.it/blog/2013/03/03/jonathan-strange-il-signor-norrell/"><strong>Jonathan Strange &amp; Mr Norrell</strong></a>", <em>Susanna Clarke</em>.</p>
<hr />
<p><strong><br />
</strong></p>
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<p><strong>Informazioni sul libro</strong>:</p>
<div class="showSH" id="divInfo">
<table style="height: 126px;" width="470" border="0" cellspacing="0" cellpadding="1">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><strong>Titolo originale</strong></td>
<td align="left" width="50%">Rapporto di minoranza e altri racconti</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Editore</strong></td>
<td align="left" width="50%">Fanucci</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Anno di prima pubblicazione</strong></td>
<td align="left" width="50%">2002</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Pagine</strong></td>
<td align="left" width="50%">220</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Prezzo</strong></td>
<td align="left" width="50%">12,50€</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>ISBN</strong></td>
<td align="left" width="50%">978-88-347-0888-1</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Un Lavoro Sporco</title>
		<link>http://www.jhack.it/blog/2012/11/25/un-lavoro-sporco/</link>
		<comments>http://www.jhack.it/blog/2012/11/25/un-lavoro-sporco/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2012 16:12:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jhack.it/blog/?p=727</guid>
		<description><![CDATA["Un lavoro sporco", di Christopher Moore. Dall'aletta sinistra: Charlie Asher è contento, felice, appagato. Una bella moglie in attesa di un figlio. Un negozio di roba usata. Amici con i quali scambiare le solite quattro chiacchiere. Un’esistenza tranquilla. Quando l’adorata Rachel perde la vita dando alla luce la dolce Sophie, la situazione prende decisamente una <a href="http://www.jhack.it/blog/2012/11/25/un-lavoro-sporco/#more-727" class="more-link">Continue reading &#8594;</a><div class='yarpp-related-rss yarpp-related-none'>

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<p>"<strong>Un lavoro sporco</strong>", di Christopher Moore.</p>
<p align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/jhack/8213273959"><img style="border: 1px solid black;" src="http://farm9.staticflickr.com/8210/8213273959_a9a974032e_n.jpg" alt="" height="244" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-727"></span></p>
<p>Dall'aletta sinistra:</p>
<div id="divDesc" class="showSH">
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Charlie Asher è contento, felice, appagato. Una bella moglie in attesa di un figlio. Un negozio di roba usata. Amici con i quali scambiare le solite quattro chiacchiere. Un’esistenza tranquilla. Quando l’adorata Rachel perde la vita dando alla luce la dolce Sophie, la situazione prende decisamente una brutta, bruttissima piega. Charlie, distrutto, inizia a vedere persone e oggetti che non dovrebbero esserci. Che non dovrebbero esistere. Un uomo altissimo color verde menta che appare e scompare a proprio piacimento. Enormi volumi usciti dal nulla che luccicano e si aprono su pagine dense di segreti sull’aldilà. Messaggi misteriosi conditi da teschi e ossa. Corvi spettrali che svolazzano in ogni dove. Conoscenti, amici o perfetti sconosciuti che cominciano a morire. I casi sono due: o Charlie sta impazzendo o qualcosa, qualcuno, l’ha scelto per una missione neppure troppo piacevole. Qualcuna, più precisamente, con tanto di falce e sudario nero vuole essere sostituita o aiutata. Ehi, è Un lavoro sporco, ma bisogna pur farlo…</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un romanzo molto leggero e veloce da leggere, nonostante la lunghezza. La storia è inizialmente avvincente: Charlie Asher è un maschio beta che, dopo la prematura morte della moglie Rachel, si ritrova a dover allevare con l'aiuto di originali vicine di case la figlia Sophie. Fin dalla tenera età la piccina mostra di avere curiosi poteri ed il fatto che due enormi mastini infernali vogliano restarle accanto ogni momento del giorno e della notte per proteggerla crea non pochi problemi a Charlie. Tuttavia, risultano semplici da gestire poiché mangiano qualsiasi cosa: elettrodomestici, spazzatura, veleni, ecc. Quando Sophie inizia ad acquisire la capacità di parlare le cose si complicano, ma non ve ne dico il motivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Parallelamente alla crescita della figlia, Charlie è costretto a svolgere una nuova professione che consiste, in parole povere, nel traghettare le anime delle persone morte dal possessore originale a chi ne entra in possesso ricevendo un manufatto nel quale essa è intrappolata. Tali anime devono però essere recuperate entro un certo numero di giorni, altrimenti...nemmeno questo ve lo rivelo!</p>
<p style="text-align: justify;">L'autore è capace di alternare situazioni noir a scene più sentimentali restando sempre dentro al registro umoristico che contraddistingue il suo stile. Tuttavia, questo romanzo non mi ha molto convinto: la trama è simpatica e surreale come piace a me, però è davvero fin troppo prevedibile, anche per l'infelice (seleziona il testo seguente per lo spoiler) <span style="color: #ffffff;">copertina</span> che svela non poco della trama!</p>
<p style="text-align: justify;">Se volete leggere un romanzo di Moore davvero molto divertente vi consiglio piuttosto "<a href="http://www.jhack.it/blog/2010/08/19/il-vangelo-secondo-biff-amico-di-infanzia-di-gesu/"><strong>Il Vangelo secondo Biff </strong>- Amico d'infanzia di Gesù</a>".</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Prossima lettura: "<strong>Rapporto di minoranza e altri racconti</strong>", <em>Philip K. Dick</em>.</p>
<hr />
<p><strong><br />
</strong></p>
<div class="advBottom"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1540538&amp;g=0&amp;url=http://www.lafeltrinelli.it/products/9788861920064/Un_lavoro_sporco/Christopher_Moore.html" target="_blank"><img title="Acquista ora su laFeltrinelli.it" src="/blog/wp-content/themes/common/images/lf/acquistaLF.png" alt="Acquista ora su laFeltrinelli.it" /></a></div>
<p><strong>Informazioni sul libro</strong>:</p>
<div id="divInfo" class="showSH">
<table style="height: 126px;" width="371" border="0" cellspacing="0" cellpadding="1">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><strong>Titolo originale</strong></td>
<td align="left" width="50%">A dirty job</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Editore</strong></td>
<td align="left" width="50%">Elliot</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Anno di prima pubblicazione</strong></td>
<td align="left" width="50%">2006</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Pagine</strong></td>
<td align="left" width="50%">443</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Prezzo</strong></td>
<td align="left" width="50%">16,50€</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>ISBN</strong></td>
<td align="left" width="50%">978-88-61-920006-4</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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<p>Nessun post attinente.</p>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La Mostra delle Atrocità</title>
		<link>http://www.jhack.it/blog/2012/11/02/la-mostra-delle-atrocita/</link>
		<comments>http://www.jhack.it/blog/2012/11/02/la-mostra-delle-atrocita/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2012 15:23:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[J. G. Ballard]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jhack.it/blog/?p=723</guid>
		<description><![CDATA["La Mostra delle Atrocità", di J. G. Ballard. Dalla quarta di copertina: L'opera che ha consacrato Ballard autore di culto, formidabile visionario, profeta dei destini del mondo. Un'opera totale che fonde la forma del romanzo, le cadenze del saggio e un apparato di note ricco come un romanzo nel romanzo, come una lucida summa delle <a href="http://www.jhack.it/blog/2012/11/02/la-mostra-delle-atrocita/#more-723" class="more-link">Continue reading &#8594;</a><div class='yarpp-related-rss yarpp-related-none'>

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<p>"<strong>La Mostra delle Atrocità</strong>", di J. G. Ballard.</p>
<p align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/jhack/8102774618"><img style="border: 1px solid black;" src="http://farm9.staticflickr.com/8465/8102774618_367a15e8f2.jpg" alt="" height="244" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-723"></span></p>
<p>Dalla quarta di copertina:</p>
<div id="divDesc" class="showSH">
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">L'opera che ha consacrato Ballard autore di culto, formidabile visionario, profeta dei destini del mondo. Un'opera totale che fonde la forma del romanzo, le cadenze del saggio e un apparato di note ricco come un romanzo nel romanzo, come una lucida summa delle icone della contemporaneità. Protagonista un uomo dal carattere sfaccettato e dai molti nomi (Travis, Talbot, Traven, Tallis, Talbert, Travers), e intorno (o dentro di lui?) un universo stravolto e artificiale: celebrità anatomizzate, fantasie oniriche e libere associazioni, crudeltà e pornografia, civiltà e inferno.</p>
<p style="text-align: justify;">"Qual è il reale significato della morte di Marilyn Monroe o dell'assassinio di Kennedy? Come agiscono su di noi a livello neurale, a livello dell'inconscio? Questi eventi dei media, il suicidio della Monroe, l'assassinio di Kennedy, l'elezione di Reagan (riportata nel libro quindici anni prima dell'evento reale) hanno qualche significato nascosto nella nostra mente, influenzano la nostra immaginazione secondo modalità impreviste?"</p>
<p style="text-align: right;"><em>J.G. Ballard</em></p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Una raccolta di racconti assolutamente incoerenti tra di loro e con se stessi. Non esiste un filo conduttore e diverse parti risultano alquanto oscure. Ad esempio, uno stesso protagonista assume nomi diversi, magari muore in un racconto e in un altro torna come se niente fosse.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_mostra_delle_atrocità">Leggo</a> che questi racconti sarebbero ambientati prevalentemente in una clinica psichiatrica durante una mostra delle opere create dai degenti, mostra alla quale gli stessi non possono prendere parte. Questa dovrebbe essere l'origine del titolo, ma nemmeno ciò è chiaro.</p>
<p style="text-align: justify;">Una cosa molto chiara è come Ballard metta in relazione gli incidenti stradali e le pulsioni sessuali, convinto che vi siano molti aspetti in comune. L'apice della narrazione è l'"incidente" avvenuto a J. F. Kennedy, trattato però in modo surreale, ovvero come una gara automobilistica persa da questi e vinta da Johnson, lo starter della quale è Oswald.</p>
<p style="text-align: justify;">Cos'altro dire? Se non si fosse capito, si tratta di un testo alquanto sperimentale che piace o non piace, senza alcuna via di mezzo. Nel mio caso è andata male.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ho mai avuto fortuna con Ballard (<a href="http://www.jhack.it/blog/2009/11/28/foresta-di-cristallo/">Foresta di cristallo</a>, <a href="http://www.jhack.it/blog/2009/05/30/il-condominio/">Il Condominio</a>) e credo sia poco sensato riprovare con un qualsiasi altro suo scritto.</p>
</div>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Prossima lettura: "<a href="http://www.jhack.it/blog/2012/11/25/un-lavoro-sporco/"><strong>Un lavoro sporco</strong></a>", <em>Christopher Moore</em>.</p>
<hr />
<p><strong><br />
</strong></p>
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<p><strong>Informazioni sul libro</strong>:</p>
<div id="divInfo" class="showSH">
<table style="height: 126px;" width="371" border="0" cellspacing="0" cellpadding="1">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><strong>Titolo originale</strong></td>
<td align="left" width="50%">The Atrocity Exhibition</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Editore</strong></td>
<td align="left" width="50%">Universale Economica Feltrinelli</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Anno di prima pubblicazione</strong></td>
<td align="left" width="50%">1990</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Pagine</strong></td>
<td align="left" width="50%">195</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Prezzo</strong></td>
<td align="left" width="50%">8,00€</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>ISBN</strong></td>
<td align="left" width="50%">978-88-07-81672-7</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Esercizi di Stile</title>
		<link>http://www.jhack.it/blog/2012/10/13/esercizi-di-stile/</link>
		<comments>http://www.jhack.it/blog/2012/10/13/esercizi-di-stile/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Oct 2012 20:36:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enigmistica]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[raymond queneau]]></category>

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		<description><![CDATA["Esercizi di Stile", di Raymond Queneau. Da qualche parte: Esercizi di stile è un esilarante testo di retorica applicata, un'architettura combinatoria, un avvincente gioco enigmistico. Tutto vero, però è anche un manifesto letterario (antisurrealista), è un tracciato di frammenti autobiografici, è la trascrizione di una serie di sogni realmente effettuati da Queneau. È perfino un <a href="http://www.jhack.it/blog/2012/10/13/esercizi-di-stile/#more-719" class="more-link">Continue reading &#8594;</a><div class='yarpp-related-rss yarpp-related-none'>

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<p>"<strong>Esercizi di Stile</strong>", di Raymond Queneau.</p>
<p align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/jhack/8053444961"><img style="border: 1px solid black;" src="http://farm9.staticflickr.com/8310/8053444961_59a336d7ff.jpg" alt="" height="244" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-719"></span></p>
<p>Da qualche parte:</p>
<div id="divDesc" class="showSH">
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Esercizi di stile è un esilarante testo di retorica applicata, un'architettura combinatoria, un avvincente gioco enigmistico. Tutto vero, però è anche un manifesto letterario (antisurrealista), è un tracciato di frammenti autobiografici, è la trascrizione di una serie di sogni realmente effettuati da Queneau. È perfino un testo politico, nonché un'autoparodia.<br />
Questo è quanto emerge dalle riflessioni che Stefano Bartezzaghi ha dedicato, in un lavoro di anni, a questo libro-capolavoro.<br />
E la sua postfazione al volume diventa complementare alla classica e sempre illuminante introduzione di Umberto Eco, del quale si conserva, ovviamente, anche la mitica traduzione.<br />
In appendice, alcuni esercizi lasciati cadere nell'edizione definitiva, un indice preparatorio e l'introduzione, scritta da Queneau per un'edizione del 1963.</p>
</blockquote>
</div>
<p style="text-align: justify;">Si tratta forse dell'unico libro per il quale possa raccontarvi per intero la trama:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Verso mezzogiorno, su un autobus della linea S, un ragazzo dal collo lungo, con un cappello la cui calotta è circondata da un cordino, si lamenta con un altro utente del mezzo poiché lo urta ogniqualvolta qualcuno sale o scende. Visto un posto libero, il ragazzo vi si siede. Circa due ore più tardi, lo stesso si incontra con un amico, il quale gli consiglia di aggiungere un bottone al soprabito.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ecco, detto così sembra tutto molto <strong>brutto</strong> e <strong>noioso</strong>. In effetti, l'autore poteva sforzarsi un attimo per trovare una scenetta più interessante, però magari nel contesto socio-culturale dell'epoca era qualcosa da far sganasciare dalle risate! Naaa, non ci credo.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque sia, a partire da quella base, <strong>Queneau</strong> sviluppa <strong>99 variazioni</strong> che vanno a toccare i più disparati registri stilistici: da quelli <strong>retorici</strong> a quelli riconducibili <strong>all'enigmistica</strong>, dall'utilizzo di <strong>linguaggi</strong> <strong>settoriali</strong> a quelli <strong>gergali</strong>. Il compito del <strong>traduttore</strong> è stato dunque estremamente arduo e, non a caso, vi si è cimentato <strong>Umberto Eco</strong>. Nella prefazione, questi spiega le difficoltà incontrate e le scelte operate per adattare l'originale francese alla lingua e, nondimeno, alla cultura italiane.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, come ravvisa Umberto Eco stesso, trovo anch'io curioso come non siano state toccate figure retoriche classiche come, ad esempio, la <em>sineddoche</em>, l'<em>anacoluto</em>, la <em>metonimia</em>, l'<em>ossimoro</em>, il <em>climax,</em> così come l'autore si è limitato ad un solo <em>lipogramma</em> in "e", quando aveva a disposizione anche altre vocali. In quest'ultimo caso Eco ha sopperito alla mancanza e in altri ha eliminato o  sostituito completamente il testo originale poiché intraducibile, come nel caso di un linguaggio estremamente gergale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto che vi sia il testo a fronte in lingua originale ed il fatto di aver studiato francese alle medie sono stati utili a capire quanto dell'esercizio originale fosse stato tradotto e quanto reinterpretato.</p>
<p style="text-align: justify;">Una nota negativa è la mancanza di un qualsivoglia filo logico ed il fatto di aver presentato gli esercizi in ordine sparso. Nel complesso, però, l'ho trovato davvero curioso e non bisogna assolutamente saltare la postfazione, poiché analizza decisamente bene  la costruzione degli esercizi (a cura di <strong>Stefano Bartezzaghi</strong>, figlio del celebre enigmista).</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Prossima lettura: "<strong>La mostra delle atrocità</strong>", <em>James G. Ballard</em>.</p>
<hr />
<p><strong><br />
</strong></p>
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<p><strong>Informazioni sul libro</strong>:</p>
<div id="divInfo" class="showSH">
<table style="height: 126px;" width="371" border="0" cellspacing="0" cellpadding="1">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><strong>Titolo originale</strong></td>
<td align="left" width="50%">Exercices de style</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Editore</strong></td>
<td align="left" width="50%">Einaudi</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Anno di prima pubblicazione</strong></td>
<td align="left" width="50%">1947</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Pagine</strong></td>
<td align="left" width="50%">319</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Prezzo</strong></td>
<td align="left" width="50%">12,50€</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>ISBN</strong></td>
<td align="left" width="50%">978-88-06-19312-6</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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		</item>
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		<title>A Clash of Kings</title>
		<link>http://www.jhack.it/blog/2012/09/30/a-clash-of-kings/</link>
		<comments>http://www.jhack.it/blog/2012/09/30/a-clash-of-kings/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Sep 2012 12:13:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[a song of ice and fire]]></category>
		<category><![CDATA[george r.r. martin]]></category>
		<category><![CDATA[il trono di spade]]></category>

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		<description><![CDATA["A Clash of Kings", by George R.R. Martin. Da qualche parte: A comet the color of blood and flame cuts across the sky. And from the ancient citadel of Dragonstone to the forbidding shores of Winterfell, chaos reigns. Six factions struggle for control of a divided land and the Iron Throne of the Seven Kingdoms, <a href="http://www.jhack.it/blog/2012/09/30/a-clash-of-kings/#more-717" class="more-link">Continue reading &#8594;</a><div class='yarpp-related-rss'>

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</ol>
</div>
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<p>"<strong>A Clash of Kings</strong>", by George R.R. Martin.</p>
<p align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/jhack/8035427007"><img style="border: 1px solid black;" src="http://farm9.staticflickr.com/8176/8035427007_bb2c9c1768.jpg" alt="" height="244" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-717"></span></p>
<p>Da qualche parte:</p>
<div id="divDesc" class="showSH">
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">A comet the color of blood and flame cuts across the sky. And from the ancient citadel of Dragonstone to the forbidding shores of Winterfell, chaos reigns. Six factions struggle for control of a divided land and the Iron Throne of the Seven Kingdoms, preparing to stake their claims through tempest, turmoil, and war. It is a tale in which brother plots against brother and the dead rise to walk in the night. Here a princess masquerades as an orphan boy; a knight of the mind prepares a poison for a treacherous sorceress; and wild men descend from the Mountains of the Moon to ravage the countryside. Against a backdrop of incest and fratricide, alchemy and murder, victory may go to the men and women possessed of the coldest steel . . . and the coldest hearts. For when kings clash, the whole land trembles.</p>
</blockquote>
</div>
<p style="text-align: justify;">Mannaggia a me che ho scelto questo libro per testare il <a href="http://www.jhack.it/blog/2012/08/02/che-fine-ho-fatto-kindle-touch/"><strong>Kindle Touch</strong></a> acquistato qualche tempo fa. Non è il fatto di aver scelto un libro in inglese, visto che quello faceva parte del piano, ma l'ho scelto maledettamente lungo e complicato! Il migliaio di pagine che separa la copertina dall'appendice si è fatto sentire ed ho impiegato davvero parecchio tempo a leggerlo. Non ha aiutato l'utilizzo costante di termini arcaici e poco consueti. Per quanto riguarda la durata della batteria del Kindle, l'avrò dovuta ricaricare giusto 4 o 5 volte, quindi sono pienamente soddisfatto di questo bell'oggettino.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando al romanzo, si tratta del secondo volume della saga "<strong>A Song of Ice and Fire</strong>" che, nella versione italiana, è stato tradotto nei ventordici volumi "<em>Il Regno dei Lupi</em>" e "<em>La Regina dei Draghi</em>", per volere di Lord Mondador.</p>
<p style="text-align: justify;">Tentare di riassumere la trama è pura follia, quindi bisogna parlarne a grandi linee. Dopo la morte del re <strong>Robert Baratheon</strong> e l'esecuzione del suo consigliere <strong>Eddard Stark</strong>, Signore di Winterfell, la casata dei Lannister accampa la propria legittimità al trono nella figura del giovane <strong>Joffrey Lannister</strong>, figlio di Robert Baratheon e <strong>Cersei Lannister</strong>. Ma le famiglie sono numerose e le parentele e gli intrighi ancora di più: Robert Baratheon ha, infatti, due fratelli, <strong>Stannis</strong> e <strong>Renly</strong>, che reclamano il Trono di Spade (<strong>Iron Throne</strong>). Diversamente, <strong>Robb Stark</strong> e <strong>Balon Greyjoy</strong> chiedono rispettivamente i titoli di <strong>Re del Nord</strong> e <strong>Re delle</strong> <strong>Isole di Ferro</strong>. Al di là del mare ad est, si dipanano le vicende legate a <strong>Daenerys Targaryen</strong>, i cui predecessori avevano in pugno il Trono di Spade prima della casata Baratheon. Altre casate minori si trovano più o meno volontariamente coinvolte nella guerra che sconvolgerà l'assetto dei Sette Regni.</p>
<p style="text-align: justify;">Come se non bastasse, <strong>Jon Snow</strong>, figlio bastardo di Eddard Stark, arruolatosi nella milizia dei <strong>Guardiani della Notte</strong> (Night Watchers), si dirige a nord con i propri compagni oltre la <strong>Barriera</strong> (The Wall) per scoprire i piani delle popolazioni selvagge che abitano quelle terre cariche di misteri.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che di più rende affascinante queste vicende è che spesso riesce difficile parteggiare per l'uno o l'altro personaggio, poiché sono delineati in un modo tale da non poter tutti essere categorizzati semplicisticamente come buoni o cattivi. Inoltre, bisogna evitare di affezionarsi ai personaggi, come ho probabilmente detto per il libro precedente, poiché possono tranquillamente fare una brutta fine all'improvviso. È però difficile non "parteggiare" per Tyrion Lannister, Arya e Jon Snow, almeno nel mio caso, sperando che non vengano seccati nei prossimi volumi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che mi piace meno di queste lunghe saghe è che i libri intermedi normalmente non riescono a dipanare misteri e, peggio ancora, ne aggiungono altri che verranno risolti in chissà quale volume successivo. Pensare di arrivare alla fine dell'intera saga mi sembra un'impresa complicata, soprattutto perché non voglio leggere solo fantasy!</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Prossima lettura: "<a href="http://www.jhack.it/blog/2012/10/13/esercizi-di-stile/"><strong>Esercizi di Stile</strong></a>", <em>Raymond Queneau</em>.</p>
<hr />
<p><strong><br />
</strong></p>
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<p><strong>Informazioni sul libro</strong>:</p>
<div id="divInfo" class="showSH">
<table style="height: 126px;" width="371" border="0" cellspacing="0" cellpadding="1">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><strong>Editore</strong></td>
<td align="left" width="50%">Bantam Books</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Anno di prima pubblicazione</strong></td>
<td align="left" width="50%">1998</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Pagine</strong></td>
<td align="left" width="50%">995</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Prezzo</strong></td>
<td align="left" width="50%">Dipende <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>eISBN</strong></td>
<td align="left" width="50%">978-0-553-89785-2</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Che Fine Ho Fatto? / Kindle Touch</title>
		<link>http://www.jhack.it/blog/2012/08/02/che-fine-ho-fatto-kindle-touch/</link>
		<comments>http://www.jhack.it/blog/2012/08/02/che-fine-ho-fatto-kindle-touch/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Aug 2012 21:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[ASoIF]]></category>
		<category><![CDATA[Chi M'ha Visto?]]></category>
		<category><![CDATA[Kindle]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jhack.it/blog/?p=696</guid>
		<description><![CDATA[So che non ve lo state chiedendo, quindi vi dirò perché non scrivo una recensione da così tanto tempo, approfittandone anche per parlare del Kindle Touch. Come si può intuire dall'ultima recensione, sto leggendo "A Clash of Kings" di George R.R. Martin. Il destino ha voluto che in quel periodo abbia visto la prima stagione <a href="http://www.jhack.it/blog/2012/08/02/che-fine-ho-fatto-kindle-touch/#more-696" class="more-link">Continue reading &#8594;</a><div class='yarpp-related-rss yarpp-related-none'>

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</div>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>So che non ve lo state chiedendo, quindi vi dirò perché non scrivo una <strong>recensione</strong> da così tanto tempo, approfittandone anche per parlare del <strong>Kindle Touch</strong>.</p>
<p align="center"><a href="http://www.jhack.it/blog/wp-content/uploads/Screen-shot-2012-08-02-at-22.57.09-.png"><img class="size-medium wp-image-698 aligncenter" title="Kindle Touch 3G" src="http://www.jhack.it/blog/wp-content/uploads/Screen-shot-2012-08-02-at-22.57.09--300x224.png" alt="Kindle Touch 3G" width="300" height="224" /></a></p>
<p align="center"><span id="more-696"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Come si può intuire dall'ultima recensione, sto leggendo "<strong>A Clash of Kings</strong>" di <strong>George R.R. Martin</strong>. Il destino ha voluto che in quel periodo abbia visto la prima stagione del telefilm "<strong>Game of Thrones</strong>"/"<strong>Il Trono di Spade"</strong> (dopo aver letto i relativi due libri italiani, che corrispondono al primo inglese della saga "A Song of Ice and Fire").</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre in quei giorni avevo acquistato un <strong>Kindle Touch</strong>, con l'intenzione di usarlo prevalentemente per leggere libri in inglese, avendo la comodità di poter determinare il significato delle parole sconosciute su un pratico dizionario monolingue integrato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema è che ho scelto un libro che ha, nella versione inglese, dalle 700 alle 800 pagine e più di 1000 in quella italiana (naturalmente divisa in due volumi da <em>Lord Mondador</em>). Inoltre, l'ampio utilizzo di termini arcaici e poco comuni non rende estremamente fluente la lettura se si vuole cogliere il più possibile della trama.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora sono circa al 58% del libro e temo che ci vorrà ancora un bel po' di tempo, specialmente perché leggo quasi esclusivamente recandomi o ritornando dal lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma veniamo al Kindle: innanzitutto, per la precisione, ho acquistato un <strong>Kindle Touch 3G</strong> e posso subito dire che avrei potuto risparmiare 60€, prendendolo senza 3G. Non vedo un vero caso d'uso per come lo utilizzo, anche perché in modalità 3G si possono solo visitare il Kindle Store e Wikipedia. Ci sono degli hack per poter superare questo limite, ma non li ho mai provati, considerando che Amazon conosce me e la mia carta di credito <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">Però mi sono sbizzarrito provando tanti altri hack et similia, riassumendo il tutto presso <a href="http://www.jhack.it/wiki/Kindle">questa pagina</a>. Per non farmi mancare niente, ho scritto anche una <a href="https://github.com/giacgbj/kindleTouchJenkinsMonitor">kindlet</a> (un'applicazione per Kindle sviluppata in Java) che monitora lo stato dei job di <a href="http://jenkins-ci.org/">Jenkins</a> (è normale che non sappiate di cosa parlo, tranquilli). Purtroppo non mi è stato ancora dato – e credo mai accadrà –  l'accesso al <a href="www.amazon.com/kdk/">KDK</a> (Kindle Development Kit), quindi ho dovuto fare il tutto cercando informazioni frammentarie un po' ovunque.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi mi è venuto un lampo di genio: "<strong>A leggere! Ecco a cosa serve un Kindle</strong>".</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto detto sopra, ho pensato di comprare in blocco i primi volumi di "<strong>A Song of Ice and Fire</strong>" e ho trovato <a href="http://www.amazon.com/Game-Thrones-4-Book-Bundle-ebook/dp/B004JN1D2I/ref=cm_cr_pr_product_top">questo bundle</a>. Poi ho letto le recensioni inquietanti (un libro unico poco navigabile, errori, pagine mancanti, ecc.) e quando sono capitato su di un commento riguardante la legatura ho notato che hanno mischiato le recensioni dei libri fisici con gli e-book!!! Ma si può essere più cretini?</p>
<p style="text-align: justify;">"Signor giudice, io volevo acquistarli legalmente, ma se non sono capaci di mettere insieme prodotti fruibili è normale che uno sia portato ad ottenerli per altre vie!"</p>
<p style="text-align: justify;">Considerando quanto possa essere richiesto quel best-seller, mi aspetto la perfezione!</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando al Kindle, la <strong>leggibilità</strong> è <strong>ottima</strong> e, diversamente da quanto avevo letto spesso in giro, non si rischia assolutamente di cambiare in continuazione pagina per sbaglio tenendolo in mano. Inoltre, se vi piace leggere, come nel mio caso, in modalità landscape, il bordo è ancora maggiore. Può sfuggire un tap involontario, ma anche con i libri cartacei accade che scappino le pagine: il problema è più nell'uomo che nella macchina <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Inoltre, è possibile tenerlo con una sola mano e sfogliare con la stessa le pagine, cosa ben più complicata rispetto ad un libro cartaceo: ne so qualcosa, leggendo in bus, talora in piedi e tenendomi con una mano agli appigli.</p>
<p style="text-align: justify;">Per non parlare del fatto che non l'avrei mai comprato se non fosse stato touch! Pensare di dover utilizzare il <strong>dizionario</strong> muovendomi nelle pagine utilizzando dei tasti mi fa stare male, mentre posizionare il dito su una parola e rilasciarlo nell'intervallo di tempo giusto è molto comodo, così come selezionare delle frasi e scrivere eventualmente delle note.</p>
<p style="text-align: justify;">La durata della <strong>batteria</strong> è soddisfacente e probabilmente la lettura del romanzo di cui sopra ci concluderà con 3/4 cariche, compreso ciò che ho già letto.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse la più grande carenza è un'illuminazione autonoma: non riesco a capire cosa costasse una spruzzatina di led qua e là. La <a href="http://www.amazon.it/Custodia-Amazon-pelle-Kindle-colore/dp/B004SD2562/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1343767700&amp;sr=8-1">cover con luce integrata</a> più adatta ha un prezzo assolutamente fuori di testa – in questo momento <strong>54.99€</strong> – considerando che per un Kindle Touch (non 3G) è pari a poco meno della metà del costo del reader.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo, è sicuramente un bell'oggetto che assolve molto bene alle sue funzioni e, come direbbero gli anglofoni, "<strong>it just works</strong>". Quindi fateci un pensierino <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">
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</div>
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		<title>Cristalli Sognanti</title>
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		<pubDate>Sat, 26 May 2012 15:23:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA["Cristalli sognanti", di Theodore Sturgeon. Dalla quarta di copertina: Ci fu un’epoca d’oro, generalmente individuata nel periodo tra la fine della guerra e il 1960, in cui oscuri scrittori ignorati dalla società letteraria ma amati da intere tribù di lettori si rivelarono i cantori epici di nuovi mondi, pieni di orrori e meraviglie, che si <a href="http://www.jhack.it/blog/2012/05/26/cristalli-sognanti/#more-694" class="more-link">Continue reading &#8594;</a><div class='yarpp-related-rss yarpp-related-none'>

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				<content:encoded><![CDATA[<div class="advTop"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1540538&amp;g=0&amp;url=http://www.lafeltrinelli.it/products/9788845913235/Cristalli_sognanti/Theodore_Sturgeon.html" target="_blank"><img title="Acquista ora su laFeltrinelli.it" src="/blog/wp-content/themes/common/images/lf/acquistaLF.png" alt="Acquista ora su laFeltrinelli.it" /></a></div>
<p>"<strong>Cristalli sognanti</strong>", di Theodore Sturgeon.</p>
<p align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/jhack/7234276064/"><img style="border: 1px solid black;" src="http://farm9.staticflickr.com/8006/7234276064_a504071d9a.jpg" alt="" height="244" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-694"></span></p>
<p>Dalla quarta di copertina:</p>
<div id="divDesc" class="showSH">
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ci fu un’epoca d’oro, generalmente individuata nel periodo tra la fine della guerra e il 1960, in cui oscuri scrittori ignorati dalla società letteraria ma amati da intere tribù di lettori si rivelarono i cantori epici di nuovi mondi, pieni di orrori e meraviglie, che si andavano delineando nell’immaginazione – per fissarsi poi in un nuovo genere: la fantascienza. Fra questi primi maestri inevitabile è il nome di Theodore Sturgeon, e inevitabile è il suo capolavoro, Cristalli sognanti, che apparve nel 1950. Incontriamo qui una fantascienza che non ha bisogno di avventure extra-galattiche: basta guardare nelle viscere della terra, dove i cristalli vivono da milioni di anni, e sognano – «sogni fatti di carne e di linfa, di legno, di ossa e di sangue» – finché qualcuno degli umani non riesce a comunicare con loro. Che cosa avverrà allora?</p>
</blockquote>
</div>
<p style="text-align: justify;">Il protagonista di questo romanzo è Horty Bluett, un ragazzino orfano di entrambi i genitori, che, in seguito ad un brutale scontro avvenuto con il patrigno della famiglia adottiva, scappa di casa per finire in un luna park itinerante. Il motivo che induce il patrigno a trattarlo in malo modo è il disgusto provato sapendo che il figlio ha mangiato delle formiche. La ragione di questa azione trova spiegazione più avanti nella storia ed è tutt'altro che scontata.</p>
<p style="text-align: justify;">L'unico oggetto che Horty porta via con sé è un pupazzo di nome Junky, al quale è indissolubilmente legato. La nuova realtà in cui si trova a vivere non è costituita dai classici freak, ma da persone dotate di poteri reali. Il "Mangiafuoco" di questo circo è soprannominato "Cannibale" ed ha alle spalle una storia complessa che si dipana nel corso del romanzo e spiega perché sia alla ricerca di cristalli che hanno un'influenza tanto incredibile quanto incomprensibile sulle entità con cui vengono in contatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Come molti romanzi di fantascienza, offre più livelli di lettura: da una storia di fantascienza con "superuomini", un protagonista umile ed indifeso e un antagonista spietato, a una struggente riflessione sul rapporto tra la società e il "diverso".</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna assolutamente leggerlo perché è davvero scorrevole, ogni dettaglio è funzionale alla trama ed è sicuramente qualcosa di mai visto prima.</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">Prossima lettura: "<a href="http://www.jhack.it/blog/2012/09/30/a-clash-of-kings/"><strong>A Clash of Kings</strong></a>", <em>George R.R. Martin</em>.</p>
<hr />
<p><strong><br />
</strong></p>
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<p><strong>Informazioni sul libro</strong>:</p>
<div id="divInfo" class="showSH">
<table style="height: 126px;" width="371" border="0" cellspacing="0" cellpadding="1">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><strong>Titolo originale</strong></td>
<td align="left" width="50%">The Dreaming Jewels</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Editore</strong></td>
<td align="left" width="50%">Gli Adelphi</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Anno di prima pubblicazione</strong></td>
<td align="left" width="50%">1950</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Pagine</strong></td>
<td align="left" width="50%">187</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Legatura</strong></td>
<td align="left" width="50%">brossura</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Prezzo</strong></td>
<td align="left" width="50%">€ 10,00</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>ISBN</strong></td>
<td align="left" width="50%">978-88-459-1323-5</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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