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	<title>Blog ad Improbabilità Infinita &#187; Sfoghi</title>
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	<description>L&#039;unico blog che può trasformarvi in una balena o in un vaso di petunie</description>
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		<title>Lidl - Grande Concorso del C......o!</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 08:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[Sfoghi]]></category>

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		<description><![CDATA[Premettendo che non mi interessa assolutamente il concorso Lidl, mi sono incuriosito perché ho visto lo spot pubblicitario alla televisione ed ero praticamente certo che il regolamento fosse una presa per il culo per il cliente. Vediamo perché... Ecco le parti del regolamento su cui voglio farvi riflettere: Una volta confermata la vincita, per poter <a href="http://www.jhack.it/blog/2009/11/30/lidl-grande-concorso-del-c-o/#more-596" class="more-link">Continue reading &#8594;</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Premettendo che non mi interessa assolutamente il concorso Lidl, mi sono incuriosito perché ho visto lo spot pubblicitario alla televisione ed ero praticamente certo che il regolamento fosse una presa per il culo per il cliente. Vediamo perché...</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/jhack/4142968805/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2596/4142968805_2607106618_o.png" alt="" width="300" height="249" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-596"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco le parti del <a href="http://1minutodispesagratis.it/REGOLAMENTO.pdf">regolamento</a> su cui voglio farvi riflettere:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>Una volta confermata la vincita, per poter usufruire del premio, il cliente dovrà recarsi presso il punto vendita Lidl e nella data che gli verrà comunicata (data che corrisponderà ad un giorno di chiusura del punto vendita).</p></blockquote>
<p>Capisco che non si possa correre per un supermercato aperto, però dover andare in un punto vendita stabilito da loro e quando vogliono loro potrebbe andare contro ad impegni personali.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>Il partecipante avrà a disposizione un carrello della spesa e un minuto di tempo, debitamente cronometrato da un Responsabile LIDL ed alla presenza di un funzionario della camera di commercio o di un notaio presenti nel punto vendita, per “correre” nel punto vendita stesso e riempire il carrello con più prodotti possibili, a sua scelta tranne alcoolici, superalcoolici e non food.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ecco che iniziano le limitazioni: non si possono prendere prodotti non "food", che evidentemente non sanno tradurre con "alimentari" o, in analogia con il nome della catena di negozi, "fud". E, come se non bastasse, escludono alcoolici e superalcoolici, sicuramente perché costano troppo.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>Il premio consisterà, pertanto, nei prodotti “raccolti” durante il minuto a disposizione e, dopo le opportune verifiche (vedi sotto), il consumatore potrà portarli a casa. In tale occasione, il consumatore riceverà anche il buono acquisto da € 25,00 che dovrà essere utilizzato entro un mese dalla data di ricevimento.</p></blockquote>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>Si precisa che:</p>
<ul>
<li>il consumatore potrà prendere al massimo due pezzi per ciascun prodotto;</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Altra limitazione fastidiosa, sicuramente introdotta per aumentare i tempi morti degli spostamenti.</p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<ul>
<li>il consumatore potrà scegliere esclusivamente prodotti “food” (esclusi alcolici e superalcolici e prodotti in bottiglie di vetro);</li>
</ul>
</blockquote>
<p>È il vincolo già riportato precedentemente, ma qui si aggiunge il divieto di prendere qualsivoglia bottiglia di vetro, quindi ci si può scordare, ad esempio, la passata di pomodoro o certi tipi di acqua o succhi di frutta.</p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<ul>
<li>la “corsa” dovrà obbligatoriamente avere inizio a partire dall’ingresso del supermercato e il percorso che il consumatore dovrà effettuare con il carrello sarà precedentemente stabilito dal Responsabile del punto vendita;</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Non bastano tutte le suddette "menate", ma si deve pure partire dall'ingresso e seguire la stradina prestabilita dal Responsabile che, sicuramente, sceglierà i reparti con i prodotti più costosi...come no!</p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<ul>
<li>nel caso in cui il carrello dovesse ribaltarsi, il cronometro non verrà bloccato;</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Qui il regolamento mi delude, perché pensavo che, come minimo, il cliente perdesse tutti i prodotti e, nel caso limite, dovesse rimborsare quelli danneggiati <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Poco più avanti c'è una stima del montepremi:</p>
<blockquote><p>si prevede di assegnare n. 540 spese gratuite del valore commerciale unitario medio ipotizzato di € 52,00 (IVA inclusa) per un valore complessivo di € 28.080,00 (IVA inclusa), salvo conguaglio</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Riassumendo, mi dovrei recare in un punto vendita scelto da loro, quando vogliono loro, prendere un carrello e correre per il supermercato seguendo un percorso predefinito, il tutto in un minuto, dovendo ricordarmi di evitare alcolici, superalcolici e qualsiasi prodotto in bottiglia di vetro e senza prendere mai più di due pezzi per ciascun prodotto. Il fatto di fare tutto questo in velocemente mi porterebbe sicuramente a lanciare i prodotti nel carrello, magari danneggiandoli pure. Inoltre, durante questa corsa è probabile che mi faccia male in qualche modo e tutto questo per una spesa ipotizzata di 52€!</p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi me lo farebbe fare?</p>
<p style="text-align: justify;">Come nota di colore, non avete notato una sorta di pubblicità ingannevole nell'immagine che reclamizza questo concorso? Quelle che mi paiono tre bottiglie di olio sembrano così tanto simili...e non si possono prendere più di due pezzi di uno stesso prodotto <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Nessun post attinente.</p>]]></content:encoded>
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		<title>CurriculumS Vitæ</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 12:07:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi di parole]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Sociologia]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
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		<description><![CDATA[In questo periodo ho scritto il mio curriculum vitæ, pertanto nel cercare ispirazioni in giro ho visto usare il termine "curriculum vitæ" in tutte le salse. In particolare mi sono stupito di una cosa che ho non mai considerato in correlazione ad altre, ovvero quello che viene utilizzato come plurale: "curricula". Da quel che si <a href="http://www.jhack.it/blog/2009/01/09/curriculums-vit%c3%a6/#more-520" class="more-link">Continue reading &#8594;</a>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questo periodo ho scritto il mio curriculum vitæ, pertanto nel cercare ispirazioni in giro ho visto usare il termine "<strong>curriculum vitæ</strong>" in tutte le salse. In particolare mi sono stupito di una cosa che ho non mai considerato in correlazione ad altre, ovvero quello che viene utilizzato come plurale: "<strong>curricula</strong>". Da quel che si legge o si è sentito dire, se non lo si declina opportunamente al plurale sembra si passi per degli ignoranti, ma con questo post vorrei farvi riflettere sulle conseguenze che comporta tale "moda".</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://flickr.com/photos/jhack/3182273156/"><img class="aligncenter" src="http://farm4.static.flickr.com/3311/3182273156_20ff4e2e5e.jpg?v=0" alt="" width="292" height="143" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-520"></span></p>
<p style="text-align: justify;">In latino, il sostantivo "<strong>curriculum</strong>" è un nome <strong>neutro</strong> appartenente alla <strong>seconda</strong> <strong>declinazione</strong>, pertanto il <strong>nominativo</strong> <strong>plurale</strong> è "<strong>curricula</strong>" ma, fermi un attimo, il latino è assimilabile ad una <strong>lingua straniera</strong> (va bene, l'italiano deriva dal latino, ma ormai il latino è una lingua morta).</p>
<p style="text-align: justify;">Generalmente i volumi che trattano la grammatica italiana, così come i dizionari (<span class="qualifica" title="sostantivo maschile, latino, invariabile">avete presente quel "s.m.inv.", che significa sostantivo maschile invariante?),</span> sono chiari su questo punto, ovvero i termini stranieri che non hanno subìto una chiara e diffusa "italianizzazione" <strong>devono essere scritti al singolare ed al plurale così come appaiono al singolare nella lingua di origine</strong>. Mi permetto di aggiungere "<strong>a meno che non siano entrati nella lingua italiana già al plurale</strong>", come nel caso di "jeans".</p>
<p style="text-align: justify;">Citando dal testo "Come parlare e scrivere meglio - <span class="product_text">Guida pratica all'uso della lingua italiana</span>", Selezione Reader's Digest a cura di <span class="product_text">Gabrielli A., Salmaggi C., Seconda Edizione, si può vedere come già dal 1984 si affermasse quanto segue:</span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span class="product_text">Qualche secolo fa il problema non sarebbe stato posto: i vocaboli stranieri erano prontamente assimilati, trasformati, diciamo pure "italianizzati". Poi se ne faceva il plurale o il femminile "all'italiana" e tutto era risolto. In quei tempi, se in una bottiglieria fosse stato in mostra il <em>cognac</em>, senza esitare i clienti e l'esercente avrebbero detto "cognacco" e poi ne avrebbero fatto il plurale "cognacchi". Il <em>foot-ball</em> sarebbe diventato "fuballo" o "fubballo" o qualcosa di simile. Forse lo <em>sport</em> l'avrebbero deformato in "sporto", con plurale "sporti". [...]<br />
Invece nel nostro secolo i vocaboli stranieri, salvo le note eccezioni come <em>paltò</em>, <em>toletta</em>, <em>bistecca</em>, <em>gilè</em>, <em>tassí</em>, eccetera, permangono nella loro grafía originale, cioè straniera, e anche, ma non sempre nella pronuncia. Alcuni di questi vocaboli, di solito quelli piú brevi e di piú agevole pronuncia, sono ormai entrati a far parte del nostro vocabolario; e nemmeno piú si scrivono in carattere corsivo o tra virgolette. Tra questi: <em>bar</em>, <em>sport</em>, <em>tram</em>, <em>film</em>, <em>flirt</em>, <em>tennis</em>, <em>menu</em>, <em>jazz</em>, <em>jet</em>, <em>golf</em>, <em>box</em>, <em>buffet</em>, <em>revolver</em>, <em>club</em>, <em>quiz</em>, <em>slip</em>, <em>raid</em>, <em>autobus</em>, <em>camion</em>, <em>lift</em>, <em>hostess</em>, <em>super-market</em>, eccetera. [...] <strong>si deve fare dei vocaboli stranieri il plurale secondo le regole della lingua donde provengono?</strong> [...] <strong>La risposta è chiara e decisa: considerate tali vocaboli invariabili nel plurale</strong>. [...]</span><span class="product_text"><br />
Non sono propriamente stranieri, ma certo estranei alla normale grafía dell'italiano moderno, anche quei vocaboli latini cosí spesso usati nel discorso. [...] Anche per questi non è opportuno formare il plurale secondo le norme del latino. Non si dirà cioè: [...] i "currícula", come vorrebbe la declinazione latina dei nomi neutri; <em>agenda</em>, che in latino è plurale neutro, "cose da farsi", deve essere considerato ormai come un nome italiano femminile (con plurale: le <em>agend</em><strong>e</strong>). [...]</span><br />
<span class="product_text">Per i nomi stranieri, invece, si useranno le forme proprie delle lingue originarie quando quei vocaboli siano citati, e soprattutto "sentiti", come stranieri. Esempi:<br />
</span> <span class="product_text">- Abbiamo speso in tutto sei <strong>pence</strong>;<br />
</span><span class="product_text"> - A me piacciono i <strong>film</strong> (invariato) dove agiscono i <strong>cow-boys</strong>;<br />
</span> - Avanti, <strong>mesdames</strong>! entrino anche loro, <strong>messieurs</strong>!</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Per quanto mi riguarda, sposo in pieno quanto appena riportato e mi meraviglio della <a href="http://www.accademiadellacrusca.it//faq/faq_risp.php?id=3940&amp;ctg_id=44"><strong>non</strong> presa di posizione</a> da parte dell'<strong>Accademia della Crusca</strong>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">La parola latina <em>curriculum</em> entra in italiano attraverso la locuzione invariabile <em>curriculum vitae</em> 'corso della vita in breve' (prima documentazione in italiano 1892) e solo successivamente si trova la forma singola <em>curriculum </em>(documentato in italiano dal 1941). Anche la parola singola si afferma nell'uso nella forma invariabile, e nei vocabolari italiani è appunto annotata come sost. masc. inv. Sappiamo però che questo sostantivo in latino apparteneva al genere neutro per cui entrando nell'italiano ha subìto un passaggio di genere, venendo assimilato ai nomi maschili. Proprio questo passaggio di genere produce problemi e incertezze nel momento che si consideri la forma plurale; infatti, anche se esiste la forma adattata in italiano <em>curricolo </em>con il suo plurale regolare <em>curricoli</em>, il termine originario latino continua ad essere quello preferito e più utilizzato. Il plurale di <em>curriculum </em>è senza dubbio <em>curricula</em>, ma questa forma viene usata con qualche resistenza perché, se la forma singolare è talmente diffusa che si suppone sia conosciuta da tutti, il plurale del neutro latino con la tipica terminazione in -<em>a </em>è più lontano dal sistema morfologico dell'italiano e presuppone la conoscenza almeno delle nozioni elementari del latino. Si può quindi scegliere tra la parola italianizzata <em>curricolo </em>con plurale <em>curricoli</em> o la forma originaria latina <em>curriculum </em>con il suo plurale <em>curricula</em>.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Oltre a non fornire una forma unica, avverto un'incoerenza implicita: se "curriculum" è stato assimilato ai nomi maschili italiani dovrebbe o essere considerato invariante, o seguire le regole italiane per il plurale dei nomi maschili, ovvero rimanere invariato, in quanto terminante in consonante (come <em>gas, alcol</em>, <em>bazar</em>, eccetera).</p>
<p style="text-align: justify;">Adottare come plurale "curricula" significherebbe fare lo stesso per molte altre parole prese in prestito direttamente dal latino senza essere "italianizzate", parole utilizzate continuamente dai <em>mass media</em>...ehm...per l'appunto. Piccola digressione. Vi chiederete "<em>non si dovrebbe dire mass medium dopo quello che hai detto finora?</em>". Potrei rispondervi che "<em>mass media</em>" non è un termine preso dal latino, ma dall'inglese (si può intuire dalla presenza di <em>mass</em>), pertanto "il problema è loro", mentre noi lo utilizziamo così come è stato acquisito dall'inglese. Per chi fosse turbato dalla cosa può ripiegare su "medium di massa" sia al singolare che al plurale.</p>
<p style="text-align: justify;">Dicevo che se si vogliono utilizzare i plurali delle parole latine allora bisognerebbe essere coerenti. Vediamo come possono suonare dentro a frasi più o meno comuni:</p>
<ul>
<li>La legge è passata attraverso degli <strong>itinera</strong> giuridici lunghi e complessi</li>
<li>Sei stato a votare agli ultimi <strong>referenda</strong>?</li>
<li>Le cadute di fulmini in un medesimo luogo sono degli <strong>unica</strong></li>
<li>Gli <strong>ultimata</strong> non ci spaventano!</li>
<li>Ma che begli <strong>alba</strong> fotografici!</li>
<li>Gli <strong>sponsores</strong> hanno pagato fior di milioni per il campione</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Capirete che ben presto la questione si complica, perché per creare i plurali bisogna conoscere a quale declinazione appartengono le parole: le declinazioni sono cinque ed i generi sono maschile, femminile e neutro. Ho evitato vari esempi con sostantivi della quarta declinazione perché i nominativi singolare e plurale non variano, ma bisogna saperlo per usarli correttamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Avrei voluto proporre anche una frase con il plurale di "virus", se non fosse che tale termine appartiene ai <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Singularia_tantum"><em>singularia tantum</em></a>, ovvero <strong>non ha proprio la forma plurale in latino</strong> (quindi niente "vira"). Pertanto, o si usa un altro termine al plurale o, quantomeno, è il caso di avere l'accortezza di lasciarlo com'è ed evitare forme come "viri" (che dovrebbe derivare da "vir", peccato che significhi uomo) o, molto peggio, "virii" (che presupporrebbe  il nominativo singolare "virius", il quale non esiste). Insomma, se non c'è, non possiamo inventare una parola latina per giustificarne il plurale!</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto, come provocazione, la coerenza mi porta a chiedermi perché oltre ad utilizzare i plurali non si sfruttano opportunamente <strong>i sei casi delle declinazioni</strong> (<em>nominativo</em>, <em>genitivo</em>, <em>dativo</em>, <em>accusativo</em>, <em>vocativo</em> e <em>ablativo</em>) piuttosto che utilizzare arbitrariamente soltanto il nominativo. Si potrebbe/dovrebbe dire, ad esempio "<em>il modello per la redazione curriculorum è presente in allegato</em>"; suona un po' male in italiano, eh? <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto di voler utilizzare i plurali delle lingue originarie porta inevitabilmente alla necessità o di imparare i plurali senza saperne la motivazione o studiare le lingue stesse per poterli generare autonomamente. In entrambi i casi è uno sforzo inutile, non alla portata di tutti e che indurrebbe a forme sicuramente bizzarre. Mi sapreste forse dire i plurali di <em>cadeau</em>, <em>perestroika</em>, <em>glasnost</em>, <em><a href="http://old.demauroparavia.it/62018">land</a></em> (tedesco, non inglese), <em>hinterland</em>, <em>pogrom</em>, <em>yen</em>, <em>kimono</em>, <em>samurai</em> nelle rispettive lingue d'origine? Dubito fortemente che una singola persona possa conoscerli tutti e/o scriverli correttamente.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Tornando alla questione di "curriculum", nell'inglese britannico si utilizza al singolare <em>curriculum</em>/<em>CV</em> con i possibili rispettivi plurali <em>curricula</em>-<em>curriculums</em>/<em>CVs</em> e in americano <em>résumé</em>/<em>résumés</em>, ovvero un vocabolo francese reso plurale con la -s americana. Incidentalmente coincide con il plurale vero e proprio francese, ma considerando come gli inglesi/americani trattano le parole straniere sono convinto che sia una coincidenza: pensate ad esempio a <em>pizzas</em>, <em>cappuccinos</em>, <em>panini</em> (singolare) / <em>paninis</em> (plurale). C'è da dire che non sono messi meglio rispetto a noi <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> .</p>
<p style="text-align: justify;">In definitiva, qual è la forma da utilizzare come plurale di "curriculum"? Come avrete capito da tutte le osservazioni che ho fatto, sicuramente l'invariata "curriculum", ma l'unica affermazione che mi sento di fare è che dipende dalla <strong>presunta o reale intelligenza dell'interlocutore</strong> <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Tutti i Racconti 1927-1930 / H.P. Lovecraft</title>
		<link>http://www.jhack.it/blog/2008/08/19/tutti-i-racconti-1927-1930-hp-lovecraft/</link>
		<comments>http://www.jhack.it/blog/2008/08/19/tutti-i-racconti-1927-1930-hp-lovecraft/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 16:57:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="advTop"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&amp;a=1540538&amp;g=0&amp;url=http://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/home/pages/catalogo/searchresults.html?prkw=lovecraft+1927&amp;Cerca.x=12&amp;Cerca.y=5&amp;cat1=1" target="_blank"><img title="Acquista ora su laFeltrinelli.it" src="/blog/wp-content/themes/common/images/lf/acquistaLF.png" alt="Acquista ora su laFeltrinelli.it" /></a></div>
<p>"<strong>Tutti i Racconti 1927-1930</strong>", di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/H._P._Lovecraft">H.P. Lovecraft</a>, a cura di Giuseppe Lippi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://flickr.com/photos/jhack/2690100658/"><img class="aligncenter" style="border: 1px solid black;" src="http://farm4.static.flickr.com/3194/2690100658_6cc1d5c1cb.jpg?v=0" alt="" height="244" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-366"></span></p>
<p style="text-align: justify;">In quarta di copertina <span id="divDesc_toggle"> </span>:</p>
<div id="divDesc" class="showSH" style="text-align: justify;">
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span class="tcorpotesto">Da Robert Bloch a Fritz Leiber, Henry Kittner e, indirettamente, Ray Bradbury, Lovecraft ha esercitato un influsso determinante su gran parte della narrativa fantastica del dopoguerra. Nei racconti Lovecraft rivela l'invidiabile capacità di gettare un ponte tra il mondo dei sogni e quello della veglia, finché a poco a poco l'uno trascolora nell'altro in un'amalgama originalissimo. Abissi senza fondo che si spalancano su altre sfere di realtà, corridoi sotterranei che si snodano sotto le fondamenta di edifici familiari, esseri mostruosi che riempiono, al tempo stesso, di meraviglia e di terrore: i protagonisti della narrativa lovecraftiana non sono esseri umani, ma terribili forze arcane dell'ignoto. Questo terzo volume di racconti, che va dal 1927 e il 1930, comprende i racconti scritti da Lovecraft in proprio e quelli scritti in collaborazione.</span></p>
</blockquote>
</div>
<p style="text-align: justify;">Eccomi al terzo volume di questa raccolta, che comprende complessivamente:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><a href="http://www.jhack.it/blog/2008/05/13/tutti-i-racconti-1897-1922-hp-lovecraft/">Tutti i racconti 1897-1922</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://www.jhack.it/blog/2008/07/13/tutti-i-racconti-1923-1926-hp-lovecraft/">Tutti i racconti 1923-1926</a></strong></li>
<li><strong>Tutti i racconti 1927-1930</strong></li>
<li><a href="http://www.jhack.it/blog/2009/05/02/tutti-i-racconti-1931-1936-hp-lovecraft/"><strong>Tutti i racconti 1931-1936</strong></a></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">L'elenco dei racconti di questo volume è precisamente il seguente (<a href="#dopoElenco">salta l'elenco</a>):</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Racconti</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Il caso di Charles Dexter Ward</li>
<li>Il colore venuto dallo spazio</li>
<li>L'antica gente dei monti</li>
<li>Storia del Necronomicon</li>
<li>Ibid</li>
<li>L'orrore di Dunwich</li>
<li>Colui che sussurrava nelle tenebre</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>Racconti scritti in collaborazione e revisioni</strong>:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>L'ultimo esperimento (con Adolphe De Castro, 1927)</li>
<li>La maledizione di Yig (con Zelia Brown Bishop, 1928)</li>
<li>Il boia elettrico (con Adolphe De Castro, 1929)</li>
<li>K'n-yan (con Zelia Brown Bishop, 1929-30)</li>
<li>L'abbraccio di Medusa (con Zelia Brown Bishop, 1929)</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><a name="dopoElenco"></a></p>
<p style="text-align: justify;">L'edizione è particolarmente <strong>curata</strong>: è introdotta da una <strong>biografia</strong> <strong>di HPL</strong> in cui viene illustrato il contesto in cui sono stati creati i racconti e una <strong>cronologia</strong> della sua <strong>vita</strong> e della <em>fortuna</em> delle sue opere; inoltre, ogni racconto è preceduto da un'introduzione che ne descrive la genesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il romanzo che apre la raccolta, "<strong>Il caso di Charles Dexter Ward</strong>", è scritto da <strong>Lovecraft</strong> dopo il ritorno alla città a lui cara, <strong>Providence</strong>, capitale del Rhode Island: non a caso l'ambientazione è estremamente realistica e coinvolgente. Non solo per questo motivo è considerato un romanzo autobiografico, ma soprattutto per le similitudini con il protagonista, tra cui le problematiche familiari e l'amore per il passato.</p>
<p style="text-align: justify;">Riassunta brevemente, la storia narra le vicende di <strong>Charles Dexter Ward</strong>, abitante di Providence degli inizi del '900, che, appassionato di storie antiche, indaga sulla figura di un suo antenato, <strong>Joseph Curwen</strong>, consumando tutte le proprie energie: per trovare notizie si dedicherà completamente a tale attività isolandosi dalla propria famiglia e, appena maggiorenne, viaggiando in Europa per rintracciare testi antichi e conoscere persone dalla dubbia reputazione. Scoprirà ben presto che la figura di Curwen è macchiata da orribili storie legate a riti misteriosi.</p>
<p style="text-align: justify;">I genitori di Ward, preoccupati per la sua salute mentale, in seguito alla sua alienazione dalla realtà e alle pratiche che svolge nella stanza della casa in cui si è relegato, si rivolgeranno al <strong>dottor</strong> <strong>Willet</strong> che, dopo un difficile percorso di conoscenza che lo turberà nel profondo, riuscirà a scoprire cosa è successo veramente a Ward.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo riassunto è, a dir poco, riduttivo e non riesce a trasmettere il ribrezzo per la trasformazione di Ward e per la morbosità con cui si adopra nel reperire testi antichi e materiali per svolgere esperimenti che vanno oltre la scienza nota.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Degli altri racconti voglio menzionare<strong> </strong>"<strong>K'n-yan</strong>" (<strong>The Mound</strong>), scritto per <strong>Zealia Brown Bishop</strong>, nel quale gli avvenimenti presenti trovano un'orrenda motivazione nel manoscritto dell'esploratore <strong>Panfilo de Zamacona y Nuñez</strong>, vissuto centinaia di anni prima ed avventuratosi nell'azzurro mondo sotterraneo di K'n-yan: un luogo popolato da esseri immortali antropomorfi con capacità particolari quali la telepatia e la capacità di teletrasportarsi, organizzati in una società che nel corso dell'evoluzione ha portato alla creazione di esseri inferiori utilizzati come schiavi, in seguito ad esperimenti genetici.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre scritto per la stessa persona, "<strong>L'abbraccio di Medusa</strong>" (<strong>Medusa's Coil</strong>), pur avendo un finale non particolarmente efficace, presenta un delizioso esempio di decadentismo nella figura del pittore <strong>Frank Marsh</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Un consiglio per la lettura: fatelo di notte con la minima luce sufficiente per leggere e creare la giusta atmosfera <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">
<hr />Prossima lettura: <a href="http://www.jhack.it/blog/2008/08/28/abissi-dacciaio/"><strong>Abissi d'Acciaio</strong></a>, <em>Isaac Asimov</em>.</p>
<hr /><strong>Errori</strong> <span id="divErr_toggle"> </span>:</p>
<div id="divErr" class="showSH">
<ul>
<li>pag. 91, -13: "dottor Ward" -&gt; "dottor Willet";</li>
<li>pag. 118, -7: "kylyx" -&gt; "kylix", visto che dopo viene sempre scritto nella seconda forma;</li>
<li>pag. 152, -7: "fu la prossima" -&gt; "fu la successiva", o almeno a me suona meglio così, considerando il tempo passato;</li>
<li>pag. 311, -6: "pensto" -&gt; "pensato";</li>
<li>pag. 316, 7: "San Quwntin" -&gt; "San Quentin";</li>
<li>pag. 324, 2: "tu" -&gt; "tua";</li>
<li>pag. 340, 2: "bonacca" -&gt; "bonaccia";</li>
<li>pag. 407, 6: "mo nti" -&gt; "monti";</li>
<li>pag. 449, 9: "molte cosa" -&gt; "molte cose";</li>
<li>pag. 492, 13: "stara" -&gt; "stata".</li>
</ul>
</div>
<hr /><strong>Citazioni</strong> <span id="divCit_toggle"> </span>:</p>
<div id="divCit" class="showSH">
<ul>
<li>pag. 110: "[...] si pentì di aver dato una seconda occhiata: pur essendo un veterano della sala anatomica e un esperto chirurgo, dopo ciò che vide non fu mai più lo stesso. È difficile spiegare come un oggetto concreto e di precise dimensioni possa turbare così profondamente un uomo, o addirittura trasformarlo dopo appena uno sguardo; ma in certe figure vi è un potere simbolico e suggestivo che agisce in modo spaventoso sulla mente sensibile e le facoltà dell'immaginazione, perché suggerisce terribili collegamenti con forze cosmiche e oscure, realtà inaudite che si nascondono dietro le illusioni protettive della vita normale.";</li>
<li>pag. 212: "Né si deve pensare [...] che l'uomo sia il primo o l'ultimo dei padroni della Terra, né che questo banale impasto di carne e anima sia il solo a calcarne la polvere. Gli Antichi furono, gli Antichi sono, gli Antichi saranno. Non negli spazi che conosciamo, ma <em>fra</em> gli spazi. Essi trascorrono sereni, primevi e a-dimensionali e da noi non visti. <em>Yog-Sothoth</em> conosce la porta. <em>Yog-Sothoth</em> è la soglia. <em>Yog-Sothoth</em> è la chiave e il guardiano della soglia. Passato, presente e futuro coesistono in <em>Yog-Sothoth</em>. [...] La Loro mano è sulla vostra gola, e tuttavia non Li vedete; e la Loro dimora è la vostra stessa vigilata soglia. <em>Yog-Sothoth</em> è la chiave della soglia, ove le sfere s'incontrarno, L'uomo regna oggi dove Essi regnarono un tempo; ma presto Essi regneranno dove l'uomo oggi regna. Dopo l'estate è l'inverno, e dopo l'inverno è l'estate. Essi attendono, imperturbabili e potenti, perché qui Essi torneranno a regnare.".</li>
</ul>
</div>
<hr /><strong>New Wor(l)ds</strong> <span id="divWords_toggle"> </span>:</p>
<div id="divWords" class="showSH">
<ul>
<li><em>alienista</em>: <span class="descrizione">medico che cura le malattie mentali, psichiatra</span><span class="descrizione"><span title="diritto">;</span></span></li>
<li><span class="descrizione"><span title="diritto"><em>dock</em>: </span></span><span class="descrizione">zona del porto attrezzata per l’attracco delle navi e per le operazioni di carico e scarico delle merci;</span></li>
<li><span class="descrizione"><em>sloop</em>: </span><span class="descrizione">veliero ad albero unico, attrezzato con vele auriche e bompresso, usato in Inghilterra e nell’America settentrionale tra il Seicento e l’Ottocento;</span></li>
<li><span class="descrizione"><em>isatide</em> (isàtide): </span><span class="descrizione">pianta erbacea del genere Isatide, diffusa nelle regioni mediterranee;</span></li>
<li><span class="descrizione"><em>lealista</em>: </span><span class="descrizione">durante la guerra d’indipendenza americana, chi rimase fedele alla monarchia inglese battendosi contro gli insorti;</span></li>
<li><span class="descrizione"><em>mattana</em>: </span><span class="descrizione">stato d’animo di esaltazione, di eccitazione, di irrequietezza che induce a gesti inconsulti, a comportamenti strani, bizzarri e imprevedibili;</span></li>
<li><span class="descrizione"><em>kylix</em>/<em>kylikes</em>: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kylix">coppa da vino</a> in ceramica;<br />
</span></li>
<li><span class="descrizione"><em>lekythos</em>/<em>lekythoi</em>: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lekythos">vaso allungato</a> con collo stretto ed un'unica ansa;</span></li>
<li><span class="descrizione"><em>caprimulgo</em>: </span><span class="descrizione">uccello crepuscolare del genere Caprimulgo;</span></li>
<li><span class="descrizione"><em>psicopompo</em>: </span><span class="descrizione"> epiteto di varie divinità greche, <span title="specialmente">spec.</span> di Ermes e Caronte, in quanto guide delle anime dei defunti verso il regno dei morti;</span></li>
<li><span class="descrizione"><em>teratologia</em>: </span><span class="descrizione">in embriologia, studio delle anomalie e delle malformazioni morfologiche congenite;</span></li>
<li><span class="descrizione"><em>impiantito</em> (<em>impiantìto</em>): </span><span class="descrizione">pavimento realizzato fissando i materiali di rivestimento su un fondo di malta;</span></li>
<li><span class="descrizione"><em>piemia</em>: </span><span class="descrizione">processo infettivo determinato da presenza di batteri piogeni (cioè </span><span class="descrizione">che provocano formazione di pus)</span><span class="descrizione"> nel sangue, con quadro morboso di focolai suppurativi e localizzazioni ascessuali multiple accompagnate da stati febbrili elevati;</span></li>
<li><span class="descrizione"><em>divisare</em>: </span><span class="descrizione">decidere, stabilire di fare <span title="qualcosa">qcs.;</span></span></li>
<li><span class="descrizione"><span title="qualcosa"><em>lappa</em>: bardana, </span></span><span class="descrizione">pianta erbacea (<em>Arctium lappa</em>) unica specie del genere Arczio, le cui radici si credeva avessero proprietà depurative e stimolanti per la crescita dei capelli e i cui fiori, dotati di uncini, si attaccano al pelo degli animali, degli abiti, <span title="eccetera">ecc.;</span></span></li>
<li><span class="descrizione"><span title="eccetera"><em>morganatico</em>: </span></span><span class="descrizione">relativo al matrimonio tra un sovrano o un uomo di nobile rango e una donna di rango inferiore, in cui la moglie e gli eventuali figli sono esclusi dalla successione o dall’asse ereditario;</span></li>
<li><span class="descrizione"><em>lamia</em> (<em>làmia</em>): </span><span class="descrizione">nella mitologia classica e medievale, mostro rappresentato come un serpente con testa di donna, che si credeva uscisse nottetempo per divorare i bambini o succhiarne il sangue.</span></li>
</ul>
</div>
<hr />
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<hr /><strong>Informazioni sul libro</strong> <span id="divInfo_toggle"> </span>:</p>
<div id="divInfo" class="showSH">
<table style="height: 126px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="1" width="371">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><strong>Editore</strong></td>
<td width="50%" align="left">Mondadori</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Anno di prima pubblicazione</strong></td>
<td width="50%" align="left">1991</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Pagine</strong></td>
<td width="50%" align="left">581</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Legatura</strong></td>
<td width="50%" align="left">brossura</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Prezzo</strong></td>
<td width="50%" align="left">€ 8,80</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>ISBN</strong></td>
<td width="50%" align="left">978-88-04-55816-4</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Per Tutti i Diavoli dell&#039;Universo</title>
		<link>http://www.jhack.it/blog/2008/06/27/per-tutti-i-diavoli-delluniverso/</link>
		<comments>http://www.jhack.it/blog/2008/06/27/per-tutti-i-diavoli-delluniverso/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 15:58:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sfoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Arthur C. Clarke]]></category>
		<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Fredric Brown]]></category>
		<category><![CDATA[Lester del Rey]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Sheckley]]></category>
		<category><![CDATA[Sci-Fi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jhack.it/blog/?p=325</guid>
		<description><![CDATA["Per Tutti i Diavoli dell'Universo", di Arthur C. Clarke, Robert Sheckley, Fredric Brown e Lester del Rey. In quarta di copertina: La fantascienza, oltre che essere una «letteratura di idee», in quanto precorre spesso la scienza, è anche uno dei generi letterari più completi che sia possibile immaginare. Infiniti sono i temi che essa può <a href="http://www.jhack.it/blog/2008/06/27/per-tutti-i-diavoli-delluniverso/#more-325" class="more-link">Continue reading &#8594;</a>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>"<strong>Per Tutti i Diavoli dell'Universo</strong>", di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Arthur_C._Clarke">Arthur C. Clarke</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Robert_Sheckley">Robert Sheckley</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fredric_Brown">Fredric Brown</a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lester_Del_Rey">Lester del Rey</a>.</p>
<p align="center"><a href="http://flickr.com/photos/jhack/2577994634/"><img style="border: 1px solid black;" src="http://farm4.static.flickr.com/3141/2577994634_df7dfe1c58.jpg?v=0" alt="" height="244" /></a></p>
<p style="text-align: center"><span id="more-325"></span></p>
<p>In quarta di copertina:</p>
<blockquote><p><em>La fantascienza, oltre che essere una «letteratura di idee», in quanto precorre spesso la scienza, è anche uno dei generi letterari più completi che sia possibile immaginare. Infiniti sono i temi che essa può affrontare, e in questa antologia, firmata da quattro autori fra i più grandi che la SF annoveri, sono stati riuniti nove pezzi di bravura attorno a un unico tema: la religione. Una religione che nulla ha a che fare con il catechismo, beninteso. Una religione che spesso prende lo spunto da fatti notissimi o da credi che si perdono nella notte dei tempi. Il Diavolo, come ce lo ha tramandato l'iconografia medievale, ha fornito lo spunto ad Arthur C. Clarke per quello che da molti è ritenuto il suo capolavoro. Lo stesso Diavolo ha invece ispirato a Fredric Brown un racconto ironico. Il comandamento biblico </em>Non avrai altro Dio <em>è stato capovolto da un dissacrante del Rey in </em> Non avrai altro popolo <em>(e non è facile immaginare come ci sia riuscito). Robert Sheckley rappresenta qui la nota umoristica, con due trovate davvero geniali e sferzanti. Non poteva mancare, naturalmente, una puntatina nella religione della Grecia classica:</em> I flauti di Pan<em>, sempre di del Rey. Ma non crediate che qui Pan sia nel suo mondo bucolico, tra pastori e fauni. Assolutamente no. Lo incontriamo invece sperduto in mezzo al traffico di una grande città americana, alle prese con l'ufficio collocamento e con molti altri problemi che, forse per i comuni mortali, non rappresentano scogli insormontabili, ma che per un dio, seppure un dio mitologico, lo sono, eccome.</em> Avvertenza importante: <em>per gustare questa antologia non c'è bisogno né di essere credenti, né di essere atei, né di appartenere a una delle numerosissime categorie intermedi. È preferibile essere appassionati di fantascienza, ma anche questo non è strettamente necessario.</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Come mi sia venuto in mente di andare alla ricerca di un libro di fantascienza del 1977, non più in commercio, è presto detto: per non so quale motivo, sono venuto a conoscenza di un racconto breve intitolato "<strong>I nove miliardi di nomi di Dio</strong>", di Arthur C. Clarke, la cui trama ha attivato la mia curiosità. Ho indagato ed ho scoperto la sua presenza in questa antologia. Qualche mese dopo sono riuscito a trovarlo ed acquistarlo su eBay.  Visto che i racconti sono di autori diversi e non sono tanti, scriverò un commentino per ognuno di essi; il che vuol dire che verrà fuori un post parecchio lungo <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> .</p>
<h3>Le guide del tramonto (Childhood's End, 1953) - Arthur C. Clarke</h3>
<p style="text-align: justify;">Nel corso della lotta allo spazio tra <strong>USA</strong> e <strong>Russia</strong> una razza di alieni, definiti dai terrestri <strong>Superni</strong> (<em>Overlords</em>), impone la sua dominazione ai terrestri, forte della propria cultura e tecnologia estremamente avanzate; tuttavia, tale controllo è assolutamente benevolo e porta la <strong>pace</strong> in tutto il mondo, insieme ad un elevato il tenore di vita senza precedenti nella Storia. Ma la curiosità umana non ha limite: perché i Superni rimangono sospesi sulla Terra a bordo di navi spaziali e non si mostrano in alcun modo, comunicando in modo indiretto con un solo rappresentante terrestre?</p>
<p style="text-align: justify;">Ben prima della fine del libro mostreranno le loro sembianze all'umanità e forniranno una spiegazione per la loro reticenza, ma la motivazione profonda sarà estremamente affascinante e straniante, e saranno in pochi a saperla.  Nel corso di questo lungo periodo di estremo benessere, una vera e propria "età dell'oro", il progresso scientifico si è arrestato, anche a causa dello sconforto indotto dalla palese inferiorità tecnologica rispetto ai <strong>Superni</strong>; l'umanità è stata resa via via sempre più <strong>omogenea</strong>, a scapito delle tradizioni dei singoli popoli ed è stata <strong>confinata sulla Terra</strong>, senza la possibilità di guadagnare lo <strong>Spazio</strong>. Lo stato di felicità, svago e divertimento appartiene ad ogni singola persona, ma a scapito della <strong>libertà</strong>. La domanda fondamentale è: <strong>qual è lo scopo ultimo dei Superni</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">Se ve lo dicessi, che gusto ci sarebbe a leggere il libro?  Considerando l'anno di prima pubblicazione, si tratta di un notevole condensato di idee originali: tanto per citarvene una, delle astronavi aliene di dimensioni impressionanti in volo sulle capitali mondiali non vi ricorda niente?</p>
<p style="text-align: justify;">Ho trovato, inoltre, delle tematiche in comune con il "<a href="http://www.jhack.it/blog/2007/06/29/il-ciclo-delle-fondazioni/"><strong>Ciclo delle Fondazioni</strong></a>" di <strong>Isaac Asimov</strong>: per non rovinarvi la trama posso riferirmi a quella meno "importante", ovvero quella che Asimov ha definito "<strong>psicostoria</strong>". Ve la spiego con il testo di Clarke: «<em>Una collettività umana consiste di individui la cui condotta, in quanto tali, non è prevedibile. Ma se si prende in considerazione un numero sufficiente di unità fondamentali, allora certe leggi cominciano ad affiorare, come era sato scoperto già da molto tempo da alcune società di assicurazioni.</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">La capacità di Clarke di analizzare razionalmente fenomeni, situazioni, comportamenti delle masse e dei singoli individui rendono questo racconto davvero completo e più che sufficiente a giustificare la lettura di questa antologia (un po' anche perché occupa i 2/3 dell'intero libro <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> ).</p>
<hr />
<h3>L'ultima battaglia (The Battle, 1958) - Robert Sheckley</h3>
<p style="text-align: justify;">Questo racconto dura giusto quattro pagine e tratta del <strong>Secondo Avvento</strong>, in cui l'esercito umano dà il via all'<strong>Ultima Battaglia</strong> contro <strong>Satana</strong> e le legioni dell'Inferno. A combattere per l'umanità sono dei <strong>robot</strong> specializzati in diverse mansioni.</p>
<p style="text-align: justify;">C'è poco altro da dire, se non che il <strong>finale</strong> è sicuramente <strong>inaspettato</strong>, ma niente di che, almeno per me!</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr />
<h3>I flauti di Pan (The Pipes of Pan, 1964) - Lester del Rey</h3>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>dio Pan</strong>, busto umano, fianchi e zampe caprini, riccioli tra cui spuntavano due corna ed una barba ispida, accorre in aiuto del suo ultimo adoratore, tale <strong>Fred Emmet</strong>, passa a miglior vita. Secondo una legge divina, si prospettano due strade per Pan: morire o guadagnarsi da vivere <strong>lavorando</strong> nel mondo degli uomini. Ma il suo aspetto sarebbe tutt'altro che normale per chiunque, specialmente le vistose corna. Camuffato un po' alla meglio sceglie di trovarsi un lavoro, raggiungendo la città più vicina.</p>
<p style="text-align: justify;">Un racconto <strong>malinconico</strong> e <strong>buffo</strong>, senza nessuna pretesa.</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr />
<h3>I nove miliardi di nomi di Dio (The Nine Billion Names of God, 1958) - Arthur C. Clarke</h3>
<p style="text-align: justify;">Ad una ditta viene chiesto di fornire ad un <strong>monastero tibetano</strong> un <strong>elaboratore elettronico</strong>. La richiesta è del <strong>Lama</strong> ed è da lui stesso motivata: è ormai da tre secoli che i monaci compilano una lista con tutti i possibili <strong>nomi di Dio</strong>, in modo da identificare i <em>veri</em> nomi. In particolare, ritengono che tutti quei nomi possano essere scritti con parole di non più di <strong>nove lettere</strong>, in un alfabeto di loro invenzione.  Le previsioni iniziali erano di circa <strong>1.500 anni</strong> per il completamento dell'opera, ma con l'aiuto del calcolatore la stima sarebbe stata di "soli" altri 100 anni.  Ma il motivo per cui i monaci vogliono portare a termine quell'opera, all'apparenza folle, è ben più terribile.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente una storia <strong>originale</strong>, ma mi aspettavo qualcosa di più: è un peccato che sia così corta!</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr />
<h3>La stella (The Star, 1955) - Arthur C. Clarke</h3>
<p style="text-align: justify;">Un gruppo di scienziati è stato inviato ai confini dello spazio conosciuto per studiare un sistema solare situato a "<strong>tremila anni luce dal Vaticano</strong>", dove millenni prima la stella che ne fa parte si è trasformata in <strong>supernova</strong>. L'unico pianeta a non essere stato vaporizzato in seguito all'immane esplosione della stella è quello più distante e dalla sua osservazione è inequivocabile la presenza  di una <strong>cripta</strong> segnalata in modo tale da poter essere trovata con certezza assoluta a secoli di distanza.  Ciò che è contenuto in quel luogo è l'estremo sforzo di una civiltà consapevole della sua imminente ed ineluttabile fine: "<em>chilometri e chilometri di nastro magnetico e [...] migliaia di fotografie</em>" che riassumono lo scibile di tale popolo. Una cultura estremamente evoluta, forse più di quella umana, ma incapace di viaggi interstellari e, pertanto, destinata all'estinzione.  Un membro dell'equipaggio, dal cui punto di vista avviene la narrazione, è un <strong>astrofisico gesuita</strong>, il quale in seguito a tale scoperta, si trova davanti ad una profonda crisi di fede: infatti, da calcoli precisi risulta che la luce prodotta in seguito all'esplosione della supernova ha raggiunto la Terra in un anno ben definito.  Un racconto ben orchestrato con un finale davvero imprevedibile che si risolve nell'ultima frase. Una verità sconvolgente ed incomprensibile per qualunque credente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Originale</strong> e sufficientemente corto per non essere noioso, visto che è privo di discorsi diretti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr />
<h3>Ma che pianeta mi hai fatto? (Budget Planet, 1968) - Robert Sheckley</h3>
<p style="text-align: justify;">Due ingegneri, <strong>Orin</strong> e <strong>Brookside</strong>, sono al loro primo progetto indipendente di un pianeta. Il loro datore di lavore, <strong>Maudsley</strong>, ha parecchio da ridire sul loro operato, poiché vuole risparmiare in ogni modo sulle "materie prime": il sole che scalda il pianeta, le montagne, gli alberi, la fauna, e così via.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul pianeta in costruzione viene a trovarsi <strong>Carmody</strong>, un viaggiatore in cerca della strada per la <strong>Terra</strong>, scambiato inizialmente per una statua. <strong>Maudsley</strong> prende spunto dalla situazione per raccontare un anedotto sulla Terra, quando era ancora un piccolo appaltatore ed un "v<em>ecchio signore alto, con gli occhi penetranti e una lunga barba bianca, venne da me per ordinarmi un pianeta</em>". Scontento di come era stato creato, intraprende una profonda discussione filosofica con Maudsley, il quale cerca in tutti i modi di vendergli come buone le caratteristiche del pianeta.</p>
<p style="text-align: justify;">Troppo filosofico per i miei gusti, ma, tutto sommato, <strong>interessante</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr />
<h3>La risposta (Answer, 1954) - Fredric Brown</h3>
<p style="text-align: justify;">Mi chiedo se la collocazione di questo racconto sia stata astutamente studiata, visto il titolo di quello che lo precede <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p style="text-align: justify;">È il momento della verità: <strong>Dwar Ev</strong> si accinge ad ultimare l'ultimo collegamento che metterà in comunicazione le "<em>gigantesche calcolatrici elettroniche di tutti i pianeti abitati dell'universo — novantasei miliardi di pianeti — formando il supercircuito da cui sarebbe uscita la supercalcolatrice, un'unica macchina cibernetica racchiudente tutto il sapere di tutte le galassie</em>".</p>
<p style="text-align: justify;">Dwar Reyn pone una domanda cui nessun calcolatore avrebbe potuto rispondere da sola: "<em><strong>C'è, Dio?</strong></em>".</p>
<p style="text-align: justify;">La risposta è tanto semplice quanto <strong>terrificante</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il racconto dura una facciata ed un terzo, ma è davvero <strong>sconvolgente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr />
<h3>Non avrai altro popolo (For I am a Jealous People, 1973) - Lester del Rey</h3>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>reverendo</strong> <strong>Amos Strong</strong> viene a sapere, durante una sua funzione, della morte del suo figlio Richard nella battaglia della Luna: già da tempo presa d'assedio ha subìto la conquista da parte di <strong>mostri extra-terrestri</strong> antropomorfi dalla pelle verde, privi di naso, tozzi e muscolosi, ora intenti a sopraffare anche la <strong>Terra</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Morta la moglie Ruth in seguito ad un attacco e prossima a subire un attacco in piena regola la città in cui si trovano, Amos cerca di fuggire e, dopo essere stato catturato e successivamente riuscito a scappare, assiste ad una scena sconvolgente nella sua stessa chiesa: preti alieni con paraventi sono inginocchiati davanti ad una cassetta di legno con sopra un velo dietro cui splende qualcosa senza luce. Nella sua testa giunge un messaggio chiaro: "<em>IO SONO COLUI CHE SONO, colui che li         liberò dalla schiavitù in Egitto e che scrisse sulla         parete davanti a Baldassarre MENE MENE TEKEL UPHARSIN,         come sarà scritto ovunque sulla Terra da questo giorno         in avanti. Perché Io ho detto alla discendenza di         Mikhtchah: tu sei il mio popolo eletto e Io ti esalterò         sopra tutte le razze sotto il cielo!</em>."</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abbandonato da Dio</strong>, Amos non accetta passivamente la volontà di un dio che ha prediletto una razza che commette atrocità ingiustificate verso il popolo umano e, forte della <strong>scienza</strong>, fa un <strong>annuncio sorprendente</strong> ai fedeli. Quello lo lascio alla vostra lettura, mentre vi riporto la citazione che apre l'ultimo capitolo. Mentre in quelli precedenti erano citati brani di scritture sacre tradizionali, quali "<em>Il libro degli ebrei</em>" o "<em>Il libro dei cristiani</em>", quanto segue è preso da un fantomatico "<strong>Libro dell'uomo</strong>":</p>
<p style="text-align: justify;">"<em>... Tu non avrai altro popolo all'infuori di me... Tu non stipulerai patto alcuno con loro contro di me.... Tu non ti concederai loro,  Tu non sarai loro schiavo... perché io sono un popolo geloso...</em>"</p>
<p style="text-align: justify;">Poteva essere un po' accorciato, senza perdere nulla, ma, tutto sommato, è davvero <strong>profonda</strong> la tematica che affronta, se si considera che, molto probabilmente, non siamo gli unici nell'Universo.</p>
<hr />
<h3>Le ali del diavolo (Rustle of Wings, 1953) - Fredric Brown</h3>
<p><strong>Johnny</strong> va a vivere a 10 anni con <strong>Gram</strong>, una metodista, e <strong>Gramp</strong>, un agricoltore ateo, giocatore di poker. Una sera Gramp inizia una partita di poker con un commerciante di sementi, <strong>Charles Bryce</strong>, il quale, a fine serata si accaparra tutti i soldi in gioco. A questo punto, <strong>Bryce</strong> propone una scommessa a <strong>Gramp</strong>: scommette che, in fondo in fondo, Gramp è <strong>superstizioso</strong> e punta tutto quello che ha guadagnato contro un solo dollaro.</p>
<p>Procuratosi un foglio, <strong>Bryce</strong> sfida <strong>Gramp</strong> a scrivere e firmare la dichiarazione "<em>Per quattordici dollari io vendo la mia anima</em>". Dopo aver scritto parte della frase, e dopo sorrisi forzati, lascia il denaro a <strong>Bryce</strong>.</p>
<p>Molti anni dopo Johnny le chiese se lei lo avrebbe mai fermato nel caso in cui avesse provato a firmare, e la sua risposta è davvero particolare.</p>
<p>Se fosse un problema di matematica, vi chiederei "quanto aveva vinto prima dell'ultima scommessa Bryce?", ma, visto che si tratta di una recensione, non mi resta che dire che si tratta di un racconto "<strong>carino</strong>", ma nulla più.</p>
<hr />Traendo le conclusioni, si tratta di un'antologia di racconti complessivamente affascinanti che possono portare a profonde riflessioni su tematiche religiose, ma che, parimenti, possono tranquillamente essere letti su un piano puramente fantascientifico, senza troppe pretese. La consiglio agli amanti di questo genere letterario, ma, vista la brevità dei racconti, può essere affrontata da chiunque, sempre che riesca a reperirlo in giro <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p>---</p>
<p>Prossima lettura: "<a href="http://www.jhack.it/blog/2008/07/13/tutti-i-racconti-1923-1926-hp-lovecraft/"><strong>Tutti i racconti 1923-1926</strong></a>", <em>H.P. Lovecraft</em>.</p>
<p>~~~</p>
<p><strong>Errori</strong>:</p>
<ul>
<li>pag. 91, -2: "domondava" -&gt; "domandava";</li>
<li>pag. non ricordo: una coniugazione del verbo "sbollonzolare", che non ritengo esistere;</li>
<li>pag. 128, -15,-14,-13: mai capitato prima, riga -14 copiata dalla 9 e inserita a caso ("lioni, ma le macchine superavano questa cifra di almeno cen");</li>
<li>pag. 252, 6: due virgole in successione (,,).</li>
</ul>
<p>~~~</p>
<p><strong>Citazioni</strong>:</p>
<ul>
<li>pag. 169-170: "Una collettività umana consiste di individui la cui condotta, in quanto tali, non è prevedibile. Ma se si prende in considerazione un numero sufficiente di unità fondamentali, allora certe leggi cominiciano ad affiorare, come era stato scoperto già da molto tempo da alcune società di assicurazioni";</li>
<li>pag. 295: "Siamo a tremila anni luce dal Vaticano, qui. Una volta credevo che lo spazio non potesse nulla contro la fede, come anche credevo che i cieli proclamassero la gloria dell'opera del Signore. Ora ho visto quest'opera, e la mia fede è orrendamente scossa.";</li>
<li>pag. 307: "Attenti a maneggiare l'astro! — gridò Maudsley ai due. — Usate i guanti, mi raccomando. È roba che scotta!";</li>
<li>pag. 308: "Cosa credete, che le montagne crescano sugli alberi? Abbassarle, abbassarle, e quel che avanza farlo riportare subito in magazzino";</li>
<li>pag. 312: "Un vechio signore alto, con gli occhi penetranti e una lunga barba bianca, venna da me per ordinarmi un pianeta. Eseguii il lavoro alla svelta, in sei giorni, credo, e pensavo che fosse finita lì. Era un altro dei soliti pianeti in economia, e avevo tirato un po' via, qua e là. Ma a sentire le lagnanze del proprietario, si sarebbe detto che gli avessi dato chissò quale fregatura.";</li>
<li>pag. 335: "La ferita era orribile, ma forse Doc avrebbe potuto far qualcosa, anche se non era un veterinatio. Se si fosse trattato di un essere umano, avrebbe fatto di tutto per cercare di salvarlo. Il cane scoprì i denti, e Amos si aspettò che ringhiasse. Invece la lingua umida tornò a lambirlo, come per fargli capire che accettava il suo destino e lo ringraziava. Lui lo carezzò, chiuse gli occhi e premette il grilletto. Il cane non ebbe nemmeno il tempo di guaire. Se si fosse dibattuto, se avesse lottato contro il destino, se avesse cercato di voler vivere a qualunque costo... invece si era sottomesso alla decisione di chi considerava un essere superiore. Rover aveva accettato... e Rover era morto.";</li>
<li>pag. 350: "L'uomo possiede una dote impossibile anche a un essere onnipotente come il tuo Dio. L'uomo può essere coraggioso. Può dimostrare un coraggio che rasenta la follia quando deve difendere una persona o un'idea. Amos, il tuo Dio mi fa pena, se penso che l'uomo un giorno potrà combatterlo.";</li>
<li>pag. 355: "IO SONO COLUI CHE SONO, colui che li         liberò dalla schiavitù in Egitto e che scrisse sulla         parete davanti a Baldassarre MENE MENE TEKEL UPHARSIN,         come sarà scritto ovunque sulla Terra da questo giorno         in avanti. Perché Io ho detto alla discendenza di         Mikhtchah: tu sei il mio popolo eletto e Io ti esalterò         sopra tutte le razze sotto il cielo!".</li>
</ul>
<p>~~~</p>
<p><strong>New Wor(l)ds</strong>:</p>
<ul>
<li><em>connessura</em>: <span class="descrizione">connessione; anche <span title="figurato">fig.</span>, stretta relazione, attinenza</span>;</li>
<li><em>stazzonato</em>: <span class="descrizione">sgualcito: <em>hai la giacca tutta stazzonata</em> <span class="pipe">|</span> di stoffa, stropicciata artificialmente per ottenere un particolare effetto;</span></li>
<li><span class="descrizione"><em>sinecura</em>: </span><span class="descrizione">ufficio, occupazione o carica che comporta un modesto onere di impegni e responsabilità;</span></li>
<li><span class="descrizione"><em>ticchio</em>: </span><span class="descrizione">idea bizzarra e improvvisa, capriccio, ghiribizzo;</span></li>
<li><span class="descrizione"><em>equoreo</em>: </span><span class="descrizione">del mare, marino;</span></li>
<li><span class="descrizione"><em>ululo</em>: </span><span class="descrizione">ululato, <span title="specialmente">spec.</span> di vento e <span title="simile">sim.;</span></span></li>
<li><span class="descrizione"><span title="simile"><em>bubbolare</em>: </span></span><span class="descrizione">del tuono, del mare, rumoreggiare in lontananza;</span></li>
<li><span class="descrizione"><em>ingrommare</em>: </span><span class="descrizione">incrostare, coprire di gromma.</span></li>
</ul>
<p>---</p>
<p>Informazioni sul libro:</p>
<table style="height: 126px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="1" width="371">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><strong>Editore</strong></td>
<td width="50%" align="left">Editoriale Corno</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Anno di prima pubblicazione</strong></td>
<td width="50%" align="left">1977</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Pagine</strong></td>
<td width="50%" align="left">383</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Legatura</strong></td>
<td width="50%" align="left">cartonato</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Prezzo</strong></td>
<td width="50%" align="left">all'epoca, 10.000 lire</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>ISBN</strong></td>
<td width="50%" align="left">non presente</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.jhack.it/blog/2008/06/27/per-tutti-i-diavoli-delluniverso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tangerine</title>
		<link>http://www.jhack.it/blog/2008/05/04/tangerine/</link>
		<comments>http://www.jhack.it/blog/2008/05/04/tangerine/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 May 2008 00:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sfoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Ray Bradbury]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.jhack.it/blog/?p=316</guid>
		<description><![CDATA["Tangerine", di Ray Bradbury. Nell'aletta sinistra : Ray Bradbury ha stupito i suoi lettori con le sue storie sorprendenti, li ha incantati con i suoi ricordi e li ha fatti riflettere con le sue verità. Osserva da prospettive inedite il mondo che conosciamo, e racconta di mondi di cui non sospettavamo nemmeno l'esistenza. L'ha fatto <a href="http://www.jhack.it/blog/2008/05/04/tangerine/#more-316" class="more-link">Continue reading &#8594;</a>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="advTop"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&#038;a=1540538&#038;g=0&#038;url=http://www.lafeltrinelli.it/products/2234784|2.html" target="_blank"><img src="/blog/wp-content/themes/common/images/lf/acquistaLF.png" title="Acquista ora su laFeltrinelli.it" alt="Acquista ora su laFeltrinelli.it" /></a></div>
<p>"<strong>Tangerine</strong>", di <a href="http://http//en.wikipedia.org/wiki/Ray_Bradbury">Ray Bradbury</a>.</p>
<p align="center"><a href="http://flickr.com/photos/jhack/2453574055/"><img style="border: 1px solid black;" src="http://farm3.static.flickr.com/2232/2453574055_11e177dc01.jpg?v=0" alt="" height="244" /></a></p>
<p style="text-align: center"><span id="more-316"></span></p>
<p>Nell'aletta sinistra <span id="divDesc_toggle"> </span>:</p>
<div id="divDesc" class="show">
<blockquote><p>Ray Bradbury ha stupito i suoi lettori con le sue storie sorprendenti, li ha incantati con i suoi ricordi e li ha fatti riflettere con le sue verità. Osserva da prospettive inedite il mondo che conosciamo, e racconta di mondi di cui non sospettavamo nemmeno l'esistenza. L'ha fatto per cinquant'anni, e continua ancora oggi: come nei venticinque racconti, per la maggior parte inediti, raccolti in questo volume. Composte da Bradbury a partire dal 1948, queste storie mostrano l'evoluzione dei temi e la maturazione dello stile del grande scrittore, capace di mutuare i moduli della letteratura fantascientifica (primo tra tutti il viaggio nel tempo) e dell'horror (fantasmi, telefoni che squillano nel cuore della notte...) per parlare dei grandi problemi della modernità con quel misto di allegria e malinconia che è da sempre la sua cifra distintiva.</p></blockquote>
</div>
<hr />
<p>Ero tentato dallo scrivere come recensione "Mah!", poi per rispetto verso voi lettori (che captatio benevolentiae <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> ) mi sono sforzato ad aggiungere qualcosa di più corposo.</p>
<p>Si tratta di <strong>25 racconti</strong>, necessariamente brevi, vista la lunghezza totale del libro.</p>
<p>Sono storie di <strong>vita quotidiana</strong> miste a <strong>fantascienza</strong> presa alla leggera, e non vedo dove si possano ravvisare tematiche legate all'<strong>horror</strong>! Niente a che vedere con <strong><a href="http://www.jhack.it/blog/2008/03/20/cronache-marziane/">Cronache Marziane</a></strong>, per intenderci.</p>
<p>Non c'è alcun <strong>climax</strong> e non solo a causa della brevità dei racconti. Talora è difficile seguire la narrazione stessa, cosa che mi ha spinto a saltare a senso pezzi inutili di racconti.</p>
<p>Non mi ha comunicato davvero <strong>nulla</strong>. Se quelle storie hanno un senso vi prego di comunicarmelo. Mi basta un elenco: nome della storia, due punti, spiegazione...fate voi. Che <strong>delusione</strong>.</p>
<p>Dopo averlo letto, vi consiglio sicuramente di leggere...<strong><a href="http://www.jhack.it/blog/2008/03/20/cronache-marziane/">Cronache Marziane</a></strong> o <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fahrenheit_451">Fahrenheit 451</a></strong>! <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<hr />
<p>Prossima lettura: "<a href="http://www.jhack.it/blog/2008/05/13/tutti-i-racconti-1897-1922-hp-lovecraft/"><strong>Tutti i Racconti 1897-1922</strong></a>", <em>H.P. Lovecraft</em>.</p>
<hr />
<p><strong>Errori</strong><span id="divErr_toggle"> </span>:</p>
<div id="divErr" class="show">
<ul>
<li>pag. 80, -13: "mo" -&gt; "mio";</li>
<li>pag. 84, -6: "sei" -&gt; "se";</li>
<li>pag. 224, -8: "un" -&gt; "una".</li>
</ul>
</div>
<hr />
<p><strong>Citazioni</strong><span id="divCit_toggle"> </span>:</p>
<div id="divCit" class="show">
<ul>
<li>pag. 108: "«Mi piacciono i posti desolati. T'insegnano di più sulla vita che non le città. Puoi alzare le cose e vedere cosa si nasconde sotto, senza che nessuno ti guardi e ti faccia sentire a disagio.» «Abbiamo un detto quaggiù» disse Gomez. «Dove tutto è vuoto, c'è spazio per muoversi. [...]»".</li>
</ul>
</div>
<hr />
<p><strong>New Wor(l)ds</strong><span id="divWord_toggle"> </span>:</p>
<div id="divWord" class="show">
<ul>
<li><em>dispepsia</em>: <span class="descrizione">alterazione della digestione gastrica con conseguenze negative su quella intestinale, caratterizzata da pirosi, nausea, vomito e <span title="simile">sim.</span></span>.</li>
</ul>
</div>
<hr />
<p><strong>Informazioni sul libro</strong> <span id="divInfo_toggle"> </span>:</p>
<div id="divInfo" class="show">
<table style="height: 126px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="1" width="371">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><strong>Titolo originale</strong></td>
<td width="50%" align="left">One More for the Road</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Editore</strong></td>
<td width="50%" align="left">Mondadori</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Anno di prima pubblicazione</strong></td>
<td width="50%" align="left">2002</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Pagine</strong></td>
<td width="50%" align="left">259</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Legatura</strong></td>
<td width="50%" align="left">brossura</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Prezzo</strong></td>
<td width="50%" align="left">€ 8,80</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>ISBN</strong></td>
<td width="50%" align="left">978-88-04-55157-7</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<hr />
<div class="advBottom"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&#038;a=1540538&#038;g=0&#038;url=http://www.lafeltrinelli.it/products/2234784|2.html" target="_blank"><img src="/blog/wp-content/themes/common/images/lf/acquistaLF.png" title="Acquista ora su laFeltrinelli.it" alt="Acquista ora su laFeltrinelli.it" /></a></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Preludio alla Fondazione</title>
		<link>http://www.jhack.it/blog/2008/04/19/preludio-alla-fondazione/</link>
		<comments>http://www.jhack.it/blog/2008/04/19/preludio-alla-fondazione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 22:02:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Isaac Asimov]]></category>
		<category><![CDATA[Sci-Fi]]></category>

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		<description><![CDATA["Preludio alla Fondazione", di Isaac Asimov. In quarta di copertina: Preludio alla Fondazione è il romanzo che racconta l'origine della straordinaria epopea della Fondazione, il più celebre ciclo narrativo della fantascienza moderna. Nell'anno 12020 dell'Era Galattica, Hari Seldon, un oscuro matematico originario di Helicon, giunge sul pianeta Trantor per presentare le teorie sperimentali di una <a href="http://www.jhack.it/blog/2008/04/19/preludio-alla-fondazione/#more-312" class="more-link">Continue reading &#8594;</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="advTop"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&#038;a=1540538&#038;g=0&#038;url=http://www.lafeltrinelli.it/products/660388|2.html" target="_blank"><img src="/blog/wp-content/themes/common/images/lf/acquistaLF.png" title="Acquista ora su laFeltrinelli.it" alt="Acquista ora su laFeltrinelli.it" /></a></div>
<p>"<strong>Preludio alla Fondazione</strong>", di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Isaac_Asimov">Isaac Asimov</a>.</p>
<p align="center"><a href="http://flickr.com/photos/jhack/2410219172/"><img style="border: 1px solid black;" src="http://farm3.static.flickr.com/2088/2410219172_f21f827ac2.jpg?v=0" alt="" height="244" /></a></p>
<p style="text-align: center"><span id="more-312"></span></p>
<p>In quarta di copertina:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Preludio alla Fondazione è il romanzo che racconta l'origine della straordinaria epopea della Fondazione, il più celebre ciclo narrativo della fantascienza moderna. Nell'anno 12020 dell'Era Galattica, Hari Seldon, un oscuro matematico originario di Helicon, giunge sul pianeta Trantor per presentare le teorie sperimentali di una nuova scienza, la psicostoria, in grado di prevedere il futuro. L'ipotesi avanzata dallo scienziato accende subito l'interesse dell'imperatore e dei potenti personaggi che gravitano intorno a lui. Ma tra lusinghe, raggiri ed intrighi di palazzo, Seldon si trova presto in pericolo... Inizierà così una lunga e avventurosa fuga per le gigantesche cupole di Trantor, alla ricerca di quella misteriosa chiave che gli consentirà di capire l'intero passato del genere umano e di aprire le porte al suo futuro.</p>
</blockquote>
<p>Questo romanzo si colloca nel più ampio "<strong>Ciclo della Fondazione</strong>", che comprende i libri:</p>
<ol>
<li><strong>Preludio alla Fondazione</strong> (<em>Prelude to Foundation</em> - 1988)</li>
<li><a href="http://www.jhack.it/blog/2008/04/30/fondazione-anno-zero/">Fondazione Anno Zero</a> (<em>Forward the Foundation</em> - 1992)</li>
<li><strong><a title="Fondazione (libro)" href="http://www.jhack.it/blog/2007/06/29/il-ciclo-delle-fondazioni/">Fondazione</a></strong> o Cronache della Galassia (<em>Foundation</em> - 1951)</li>
<li><strong><a title="Fondazione e Impero" href="http://www.jhack.it/blog/2007/06/29/il-ciclo-delle-fondazioni/">Fondazione e Impero</a></strong> o Il Crollo della Galassia Centrale (<em>Foundation and Empire</em> - 1952)</li>
<li><strong><a title="Seconda Fondazione" href="http://www.jhack.it/blog/2007/06/29/il-ciclo-delle-fondazioni/">Seconda Fondazione</a></strong> o L'Altra Faccia della Spirale (<em>Second Foundation</em> - 1953)</li>
<li><strong><a title="L'orlo della Fondazione" href="http://www.jhack.it/blog/2007/06/29/il-ciclo-delle-fondazioni/">L'Orlo della Fondazione</a></strong> (<em>Foundation's Edge</em> - 1982)</li>
<li><strong><a title="Fondazione e Terra" href="http://www.jhack.it/blog/2008/03/23/fondazione-e-terra">Fondazione e Terra</a> </strong>(<em>Foundation and Earth</em> - 1986)</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Quelli in <strong>grassetto</strong> sono quelli che ho letto finora e i link rimandano alle mie recensioni (i quattro romanzi dal terzo al sesto sono recensiti in un solo post, pertanto i link sono uguali). Ormai mi manca solo "Fondazione Anno Zero" <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p style="text-align: justify;">Le vicende si svolgono su <strong>Trantor</strong>, un mondo <strong>sotterraneo</strong> artificiale dominato dal <strong>metallo</strong>, capitale del <strong>Primo Impero Galattico</strong>. Su tale pianeta si <strong>ri</strong>trova il <strong>matematico</strong> <strong>Hari Seldon</strong> (per chi avesse letto i libri nell'ordine 3-4-5-6-7-1), ora <strong>trentaduenne</strong>, ad esporre ad un convegno le proprie teorie su una scienza da lui inventata, o meglio abbozzata, la <strong>psicostoria</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cos'è la psicostoria? </strong>Una teoria matematica secondo la quale è possibile determinare lo svolgimento di eventi futuri con probabilità crescente e proporzionale al numero di individui presi in esame.</p>
<p style="text-align: justify;">Giunta la notizia all'<strong>Imperatore Cleon I</strong>, Hari Seldon viene convocato da questi per sapere come possa essere applicata in pratica, ma comprende ben presto come tale scienza possa predire, al limite, solo avvenimenti che coinvolgano un ampio numero di individui e non fatti specifici. E tutto ciò presupporrebbe che tale scienza fosse stata davvero inventata e sviluppata, mentre non è altro che un'idea embrionale, ovvero sarebbe fattibile solo conoscendo la condizione corrente di tutto la <strong>Galassia</strong>. <strong>Cleon</strong> chiede dunque ad <strong>Hari</strong> di inventarsi un futuro scelto ad hoc, che consolidasse il potere dell'Imperatore, in modo da essere credibile al popolo e supportato dalla teoria di un matematico, la quale sarebbe comunque risultata incomprensibile ai più ed accettata passivamente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hari</strong> si rifiuta di stare al gioco dell'Imperatore; viene dunque visto come un pericolo, nel caso in cui possa essere sfruttato da altre personalità influenti di <strong>Trantor</strong>, ed è preso di mira dal braccio destro dell'<strong>Imperatore</strong>, tale <strong>Eto Demerzel</strong>, il quale farà di tutto per allontanare Hari Seldon da Trantor, in modo da tenerlo lontano da possibili nemici dell'Imperatore, pur controllandolo in modo indiretto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad aiutare Hari nella fuga dagli agenti imperiali e nella ricerca di un punto di partenza su cui fondare gli assiomi della psicostoria è una storica, <strong>Dors Venabili</strong>, che si rivelerà di grande aiuto nei momenti più difficili.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ormai della trama non posso dire altro senza rivelare particolari troppo espliciti, quindi mi limito a dire che, pur viaggiando su uno stesso pianeta, ogni Settore visitato presenta caratteristiche peculiari che portano alla luce diversità culturali profondamente radicate ed inducono a profonde riflessioni riguardo al <strong>razzismo</strong> ed ai rapporti tra le differenti "caste" all'interno di una stessa società.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno stratagemma simpatico della narrazione è l'introduzione di ogni capitolo, la quale consiste in una citazione dell'"<strong>Enciclopedia Galattica</strong>" che, di fatto, parla degli avvenimenti descritti in questo libro al passato, poiché sarà scritta quando ormai Hari Seldon sarà diventato una figura leggendaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Come tutti gli altri libri di Asimov che ho letto, anche questo si lascia leggere molto bene ed è estremamente scorrevole, non essendo mai noioso e concatenando gli eventi in maniera precisa e puntuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi consiglio sicuramente il libro e vi assicuro che non è un problema leggerlo come ho fatto io, ovvero sapendo già quale sia il finale dell'intero "<strong>Ciclo della Fondazione</strong>". Ed ora, verso il finale...o meglio il secondo libro della "ettalogia" <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p>---</p>
<p>Prossima lettura: "<a href="http://www.jhack.it/blog/2008/04/30/fondazione-anno-zero/"><strong>Fondazione Anno Zero</strong></a>", Isaac Asimov.</p>
<p>~~~  <strong></strong></p>
<p><strong>Errori</strong>:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">pag. 65, -10: "Sapreidi" -&gt; "Saprei di";</li>
<li style="text-align: justify;">pag. 301, -1: "unatribale" -&gt; "una tribale";</li>
<li style="text-align: justify;">pag. 324, -12: "unatribale" -&gt; "una tribale";</li>
<li style="text-align: justify;">pag. 360, -3: "veraistruzione" -&gt; "vera istruzione";</li>
<li style="text-align: justify;">pag. 371, -4: "Segnati appunto per la tua psicostoria", presumibilmente manca un articolo indeterminativo, quindi "Segnati UN appunto per la tua psicostoria;</li>
<li style="text-align: justify;">pag. 379, 17: "eschiacciate" -&gt; "e schiacciate";</li>
<li style="text-align: justify;">pag. 448, 14: "[...] intervenne Dors irratata io ho l'ordine di [...]" -&gt; "[...] intervenne Dors irratata «io ho l'ordine di [...]";</li>
<li style="text-align: justify;">pag. 462, -4: "noigli" -&gt; "noi gli";</li>
<li style="text-align: justify;">pag. 466, -5: "[...] pacifico.È [...]" -&gt; "[...] pacifico. È [...]";</li>
<li style="text-align: justify;">pag. 513, 4: "duestrumenti" -&gt; "due strumenti";</li>
<li style="text-align: justify;">pag. 516, 3: "Nonlo" -&gt; "Non lo".</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">~~~</p>
<p><strong>Citazioni</strong>:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">pag. 79: "Non posso trovarvi delle prove se non ci sono prove. Non posso applicare un sistema matematico che è inapplicabile. Non posso trovarvi due numeri pari che diano come somma un numero dispari...per quanto voi o tutta la Galassia possiate avere un bisogno disperato di quel numero.";</li>
<li style="text-align: justify;">pagg. 85/86: "[...] esiste un pezzo di platino relativamente piccolo, dotato di maniglie, che non possa essere sollevato con la sola forza muscolare da un numero illimitato di persone? La risposta era sì. Un metro cubo di platino pesava 22.420 chilogrammi in condizioni di gravità standard. Supponendo che ogni persona fosse in grado di alzare da terra 120 chilogrammi, per sollevare il platino sarebbero bastate 188 persone. Però era impossibile pigiare 188 persone attorno al metro cubo di platino, in modo tale che tutte potessero disporre di un appiglio. Al massimo si poteva impiegare una decina di persone. E non era possibile ricorrere a leve o ad altri congegni del genere. Bisognava usare solo la "forza muscolare"";</li>
<li style="text-align: justify;">pag. 126: "Seldon sorrise debolmente. «Moltissime cose sono possibili» rispose. E rivolto a se stesso aggiunse: «Ma non attuabili».";</li>
<li style="text-align: justify;">pag. 229: "[...] gli oppressi sono più religiosi dei soddisfatti";</li>
<li style="text-align: justify;">pag. 261: "Sul pianeta Derowd, una volta il sesso preconiugale era assolutamente libero. Il sesso multiplo era permesso tra le persone non sposate, e il sesso in pubblico veniva disapprovato solo quando bloccava il traffico. Eppure, dopo il matrimonio si osservava rigorosamente la monogamia. La teoria è che sfogando prima tutte le sue fantasie un individuo poteva mettere la testa a posto e dedicarsi con serietà alla propria vita";</li>
<li style="text-align: justify;">pag. 354: "L'illuminazione globale è volutamente bassa per ragioni psicologiche. Troppa luce, per la mente umana, equivale a calore. Se aumentiamo l'intensità della luce si lamentano tutti, anche se facciamo scendere la temperatura.";</li>
<li style="text-align: justify;">pag. 438: "Già, ora che ci pensava, nell'Impero non c'era un solo pianeta che non fosse ricco a livello energetico. Chissà se un tempo la tecnologia era stata talmente primitiva da causare problemi energetici?".</li>
</ul>
<p>~~~  <strong></strong></p>
<p><strong>New Wor(l)ds</strong>:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><em>iato</em>: <span class="descrizione">con riferimento <span title="specialmente">spec.</span> a tempo, soluzione di continuità, interruzione</span>;</li>
<li style="text-align: justify;"><em>acrofobia</em>: <span class="descrizione">paura morbosa delle grandi altezze, timore di cadere nel vuoto;</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span class="descrizione"><em>nefelometria</em> / <em>nefoscopia</em>: </span><span class="descrizione">studio e misurazione della direzione e della velocità di movimento delle nubi;</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span class="descrizione"><em>essere male in arnese</em>: essere vestito male. </span></li>
</ul>
<p>---</p>
<p>Informazioni sul libro:</p>
<table style="height: 126px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="1" width="371">
<tbody>
<tr>
<td width="50%"><strong>Titolo originale</strong></td>
<td width="50%" align="left">Prelude to Foundation</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Editore</strong></td>
<td width="50%" align="left">Mondadori</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Anno di prima pubblicazione</strong></td>
<td width="50%" align="left">1988</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Pagine</strong></td>
<td width="50%" align="left">517</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Legatura</strong></td>
<td width="50%" align="left">brossura</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>Prezzo</strong></td>
<td width="50%" align="left">€8,80</td>
</tr>
<tr>
<td width="50%"><strong>ISBN</strong></td>
<td width="50%" align="left">978-88-04-40184-1</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<hr />
<div class="advBottom"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=71740&#038;a=1540538&#038;g=0&#038;url=http://www.lafeltrinelli.it/products/660388|2.html" target="_blank"><img src="/blog/wp-content/themes/common/images/lf/acquistaLF.png" title="Acquista ora su laFeltrinelli.it" alt="Acquista ora su laFeltrinelli.it" /></a></div>
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		<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 20:25:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sfoghi]]></category>
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		<description><![CDATA[Come quasi tutti i servizi che hanno raggiunto una fama incredibile ed un enorme bacino di utenza, anche Facebook sta adottando politiche alquanto discutibili e così gli utenti che lo sfruttano. Cosa non mi sta piacendo: tutti i dati personali che si inseriscono verranno usati a scopo pubblicitario (sicuramente sarà scritto da qualche parte quando <a href="http://www.jhack.it/blog/2008/03/11/facebook-e-lo-spam/#more-303" class="more-link">Continue reading &#8594;</a>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come quasi tutti i servizi che hanno raggiunto una fama incredibile ed un enorme bacino di utenza, anche Facebook sta adottando politiche alquanto discutibili e così gli utenti che lo sfruttano.</p>
<p><a href="http://picasaweb.google.co.uk/gboccard/Varie/photo#5176582093162979554"></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://picasaweb.google.co.uk/gboccard/Varie/photo#5176582093162979554"><img src="http://lh3.google.co.uk/gboccard/R9bp_K2goOI/AAAAAAAAATE/ZfVDShgddbQ/s144/facebookLogo.jpg" /></a></p>
<p style="text-align: center"><span id="more-303"></span></p>
<p>Cosa non mi sta piacendo:</p>
<ul>
<li>tutti i dati personali che si inseriscono verranno usati a scopo <strong>pubblicitario</strong> (sicuramente sarà scritto da qualche parte quando ci si registra, ma nessuno legge i disclaimer, in particolare la stragrande maggioranza degli utenti di quel sito); nel caso non vi siate accorti che vi vengono propinate delle pubblicità, la cosa si fa ancora più inquietante perché ormai vengono direttamente assorbite dal vostro inconscio;</li>
<li>sembra che <strong>cancellarsi</strong> dal servizio sia <strong>impossibile</strong>, ovvero sono così "gentili" da tenere le vostre informazioni personali nel caso in cui vogliate riattivare il profilo;</li>
<li>la maggior parte delle applicazioni che aggiungete contiene <strong>pubblicità</strong> di ogni genere, quindi ogni volta che le utilizzate e/o cliccate per sbaglio su uno spot pubblicitario regalate, di fatto, dei soldi a qualcuno; fate anche caso alla collocazione dei banner, visto che difficilmente è casuale e tende ad indurre in inganno;</li>
<li>per la maggior parte delle applicazioni, l'utilizzo di tutte le funzionalità, o solo di una parte, è subordinato al numero di <strong>inviti</strong> che si mandano agli "amici"; non vi ricorda una <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Catena_di_sant%27Antonio">Catena di Sant'Antonio</a></strong> o, se volete, un sistema di  <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Multi-level_marketing">multi-level marketing</a></strong>?</li>
<li>alcune applicazioni già installate inviano volontariamente (non ditemi che sono bug, perché non ci credo!) <strong>messaggi falsi</strong> agli utenti, immagino per invogliarli ad usarle più spesso.</li>
</ul>
<p>Detto ciò, non dico che sia un cattivo servizio, infatti lo uso, ma gli utenti stessi lo stanno rendendo uno schifo. Inoltre, evitate di inviarmi inviti dai messaggi assolutamente "anonimi" se siete persone con cui non comunico abitualmente. Sembra quasi come ricevere i classici messaggi di auguri di "buon Natale" standard che la gente invia in massa a tutti i contatti presenti sul proprio cellulare, ai quali puntualmente <strong>non</strong> rispondo <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> .</p>
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		</item>
		<item>
		<title>RAI, di canone e di pubblicità</title>
		<link>http://www.jhack.it/blog/2008/02/25/rai-di-canone-e-di-pubblicita/</link>
		<comments>http://www.jhack.it/blog/2008/02/25/rai-di-canone-e-di-pubblicita/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 22:05:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Humor]]></category>
		<category><![CDATA[Improbabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Sfoghi]]></category>
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		<description><![CDATA[Come ogni anno, in questo periodo fa capolino la solita questione del canone RAI, ma questa volta si sono superati. Prima di proseguire con l'articolo principale, ne approfitto per segnalare anche sul blog una curiosità non degna di un post a sé stante. Quest'anno la RAI deve aver risparmiato per il logo del "Festival di <a href="http://www.jhack.it/blog/2008/02/25/rai-di-canone-e-di-pubblicita/#more-302" class="more-link">Continue reading &#8594;</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ogni anno, in questo periodo fa capolino la solita questione del <strong>canone RAI</strong>, ma questa volta si sono superati.</p>
<p><a href="http://picasaweb.google.co.uk/gboccard/Varie/photo#5171041389460067762"></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://picasaweb.google.co.uk/gboccard/Varie/photo#5171041389460067762"><img src="http://lh3.google.co.uk/gboccard/R8M6vxGcFbI/AAAAAAAAASg/sUBhlYM_q5k/s288/SanremoShockwave.png" /></a></p>
<p style="text-align: center"><span id="more-302"></span></p>
<p>Prima di proseguire con l'articolo principale, ne approfitto per segnalare anche sul blog una curiosità non degna di un post a sé stante. Quest'anno la RAI deve aver risparmiato per il <strong>logo</strong> del "<strong>Festival di Sanremo</strong>": trovate le "7 piccole differenze" con quello di "<strong>Shockwave</strong>" nell'immagine precedente <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> .</p>
<p><strong>Tornando seri</strong>, il regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246 prevede all'articolo 1 quanto segue:</p>
<p>"<em>Chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento dei canone di abbonamento, giusta le norme di cui al presente decreto</em>"</p>
<p>Per capire il contesto storico, sappiate che tale decreto fu emanato dal Governo di <strong>Benito Mussolini</strong>. Purtroppo, i legislatori sanno scrivere leggi contenenti termini così vaghi che, in alcuni casi, portano ad applicazioni future estremamente ambigue ed opinabili. Naturalmente l'inghippo risiede nei termini "<strong>atti od adattabili</strong>", che coinvolgono apparentemente qualsiasi apparecchio sul quale sia possibile visionare radioaudizioni (questo termine ormai arcaico risiede anche nell'<strong>acronimo R.A.I.</strong>, in origine "<strong>Radio Audizioni Italiane</strong>", poi ridefinito come "<strong>Radiotelevisione Italiana</strong>"). Visto che si pignola tanto su tali termini, riprendendo l'acronimo non si potrebbe affermare che il decreto sia nullo proprio perché fa riferimento a "radioaudizioni"?</p>
<p>Comunque sia, l'ADUC ha ragionato nel tempo sulla <a href="http://www.aduc.it/dyn/rai/index.php">questione del canone</a> e rimando al loro sito per approfondimenti che sarebbe inutile riportare integralmente qui, se non citando le informazioni più curiose: "<em>secondo gli operatori della Rai sono da includere tutti gli apparecchi elettronici provvisti di schermo, dalla videocamera al videocitofono, dal computer all'ipod, dal videofonino al monitor anche quando sprovvisto di computer, in quanto tutti adattabili alla ricezione di programmi tv</em>". Tutto ciò che possiede un monitor può essere adattato a ricevere una versione, seppur degradata, di un segnale televisivo, ma non mi risulta che un essere umano degno di tale epiteto possa nemmeno pensare di guardare la tv su un videocitofono o una videocamera!</p>
<p>Naturalmente non vi è alcuna informazione ufficiale, perché se la RAI rispondesse con chiarezza alle varie <a href="http://www.aduc.it/dyn/rai/index.php#interrogazioni">interrogazioni parlamentari</a> proposte immagino si configurerebbero due situazioni:</p>
<ul>
<li>se includesse tutti gli apparecchi provvisti di monitor, oltre a rendersi ridicola, si troverebbe probabilmente in tribunale a scontrarsi contro numerose associazioni di consumatori;</li>
<li>se si limitasse ai soli apparecchi sensati, ovvero i televisori, rischierebbe di perdere il canone da tutti gli altri che potrebbero sentirsi nell'obbligo di pagarlo.</li>
</ul>
<p>Considerando che quest'anno il canone è di 106,00 € e la popolazione italiana al 01/01/2007 è di 59.131.287 (<a href="http://demo.istat.it/pop2007/index.html">fonte ISTAT</a>), la RAI incassa una cifra alquanto grossa, pur considerando che, ovviamente, non la pagano tutti ed è ampiamente evasa da chi la "dovrebbe" pagare. Giusto per fare un conto molto grossolano e stupido, se la pagasse solo il 25% degli italiani si avrebbe:</p>
<p>59.131.287 * 25/100 * 106,00 € = 1.566.979.105,5 €</p>
<p>Se consideriamo che, oltre al canone, prende anche un mucchio di soldi dalla pubblicità non vedo perché debba essere avvantaggiata rispetto alle altre reti televisive che si sostengono solo grazie alla pubblicità. Per inciso, trovo che i programmi Mediaset siano molto più interessanti di quelli della RAI, ma qui si entra nel campo dell'opinabile <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p>Le cose che potete fare per ora sono:</p>
<ul>
<li>firmare una <strong><a href="http://www.aduc.it/dyn/rai/petizione.html">petizione dell'ADUC</a></strong> per <strong>abolirlo</strong>;</li>
<li>firmare un <strong><a href="http://www.repubblica.it/speciale/2007/appelli/canone_rai/index.html">appello</a></strong> proposto da Repubblica in <a href="http://www.repubblica.it/interstitial/interstitial1109803.html">questo articolo</a> contro il canone applicato ai <strong>computer</strong>;</li>
<li>inviare un <strong><a href="http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=209560">interpello dell'ADUC</a></strong> per sapere se si debba pagare <strong>non</strong> possedendo un televisore.</li>
</ul>
<p>Se siete interessati e avete qualche minuto, almeno partecipate alle prime due: non vi costano niente e ci vuole davvero poco tempo.</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Italia.it è Leggenda!</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jan 2008 02:42:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sfoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Non so se sia il caso di rallegrarsi o di piangere sapendo che il portale http://www.italia.it ha chiuso i battenti. Nel caso non lo sappiate tale sito (e più in generale tutto il progetto di cui esso è la facciata) è costato la modica cifra di 45 milioni di euro!!! Per non parlare dell'orribile logo <a href="http://www.jhack.it/blog/2008/01/19/italiait-e-leggenda/#more-296" class="more-link">Continue reading &#8594;</a>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se sia il caso di rallegrarsi o di piangere sapendo che il portale <a href="http://www.italia.it"><strong>http://www.italia.it</strong></a> ha <strong>chiuso</strong> i battenti. Nel caso non lo sappiate tale sito (e più in generale tutto il progetto di cui esso è la facciata) è costato la <strong>modica</strong> cifra di <strong>45 milioni di euro</strong>!!!</p>
<p><a href="http://picasaweb.google.co.uk/gboccard/Varie/photo#5157005462348225954"></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://picasaweb.google.co.uk/gboccard/Varie/photo#5157005462348225954"><img src="http://lh6.google.co.uk/gboccard/R5FdJSAD3aI/AAAAAAAAAQk/9eIt78WMN60/s800/italiaCetriolo.jpg" /></a></p>
<p>Per non parlare dell'orribile logo che vi ho riportato qui sopra, ad imperitura memoria dell'<strong>italico</strong> <strong>cetriolo</strong>, creato da un disegnatore lungimirante e "metaforico" riguardo all'impatto che avrebbe avuto sugli italiani.</p>
<p style="text-align: center"><span id="more-296"></span></p>
<p>Di quella faccenda avevo trattato a più riprese:</p>
<ul>
<li>quando è stato reso accessibile il portale avevo scritto <a href="http://www.jhack.it/blog/2007/02/23/come-buttare-45-milioni-di-euro/">questo post</a>;</li>
<li>poi <a href="http://www.jhack.it/blog/2007/02/25/italiait-occultiamo-i-nomi/">ho notato</a> che hanno fatto prontamente sparire i nomi di chi ha sviluppato il progetto;</li>
<li><a href="http://www.jhack.it/blog/2007/02/25/italiait-applicazione-pratica-di-xss/">mi sono divertito</a> a sfruttare una falla di sicurezza per mostrare cosa sia il XSS (Cross-Site Scripting);</li>
<li>infine <a href="http://www.jhack.it/blog/2007/03/15/italiait-google-bombing-riuscito/">mi sono fatto una risata</a> vedendo cosa può fare una comunità di utenti con un obiettivo in comune.</li>
</ul>
<p>Da ieri il sito risulta essere <strong>irraggiungibile</strong>. Non c'è da soprendersi, viste le <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2100323">dichiarazioni</a> fatte da Rutelli ad ottobre dell'anno scorso e successivi <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2127807">chiarimenti</a> (?) a fine novembre. Da quel che si legge si sarebbe effettivamente speso si e no un milione di euro, ma i finanziamenti alle regioni dove sono finiti? Si possono recuperare o spariranno magicamente?</p>
<p>A voi i commenti, io ormai ho già detto troppo.</p>
<h5>~~~</h5>
<p>(Non l'ho fatto apposta, ma qualche ora fa ho visto "Io sono leggenda" ed il titolo del post è venuto così naturale! <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> )</p>
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		<title>Accessibilità Zero</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2007 20:53:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jhack</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sfoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel cercare l'etimologia di una parola mi sono imbattuto nel sito web http://www.etimo.it/. Lo scopo di tale sito è solamente quello di fornire l'etimologia di parole sottoponibili tramite un form. Dovrebbe essere banale realizzarlo e renderlo accessibile a qualsiasi categoria di disabile, visto che, concettualmente, si dovrebbe comporre di un form in cui scrivere la <a href="http://www.jhack.it/blog/2007/04/22/accessibilita-zero/#more-223" class="more-link">Continue reading &#8594;</a>
Nessun post attinente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel cercare l'etimologia di una parola mi sono imbattuto nel sito web <a href="http://www.etimo.it/">http://www.etimo.it/</a>. Lo scopo di tale sito è <strong>solamente </strong>quello di fornire l'etimologia di parole sottoponibili tramite un form.</p>
<p>Dovrebbe essere banale realizzarlo e renderlo accessibile a qualsiasi categoria di disabile, visto che, concettualmente, si dovrebbe comporre di un form in cui scrivere la parola da cercare e una pagina in cui viene mostrata l'etimologia. Il testo, per sua stessa natura, può essere letto da un sintetizzatore vocale, tradotto in codice Braille per dispositivi particolari, ecc. La cosa sarebbe difficile, se non impossibile, per immagini, audio e video.</p>
<p>E invece no!</p>
<p style="text-align:center;"><span id="more-223"></span></p>
<p>Sono riusciti a creare un sito completamente inaccessibile!</p>
<p>Facciamo un passo indietro: oltre a non utilizzare una linea guida (doctype) da seguire per la scrittura del codice, utilizzano male gli elementi e gli attributi mischiando contenuti e presentazione. Inoltre scopro l'esistenza di nuovi elementi html, "<strong>zimg</strong>" e "<strong>zcript</strong>", e il nuovo attributo <strong>"</strong><span class="msg"><strong>zzwidth</strong>"</span><span class="msg"></span><span class="msg"></span><span class="msg">. No comment!</span></p>
<p>Se cercate una parola, vi aspettate che venga restituito del testo in cui viene spiegato l'etimologia della stessa, no? Troppo facile! Meglio restituire un'<strong>immagine scannerizzata</strong> in maniera squallida, presumibilmente, dal loro vocabolario etimologico!!!</p>
<p>Ma chi hanno assoldato per scannerizzare ogni pagina del dizionario e ritagliare ogni singola definizione?  E poi a che pro? Per evitare che uno squilibrato cercasse ogni parola, ne copiasse la definizione e ricreasse il vocabolario? <img src='http://www.jhack.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Che altro dire? Un sito web orribile, perdipiù condito con annunci pubblicitari di Google e non solo!</p>
<p>Nessun post attinente.</p>]]></content:encoded>
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