"Jack Frusciante è Uscito dal Gruppo", Enrico Brizzi.
In quarta di copertina :
«È meglio scegliere dall'inizio chi sta veramente con te, se per sovvertire questo stato di cose ti vanno bene anche individui a cui sputeresti in faccia non puoi venirmi a dire è colpa vostra, siamo divisi, troppi stronzi qui fra noi e tu lo sai, isolarsi può aiutare a far scoprire gli infami in mezzo a noi, c'è qualcuno sempre pronto a essere solidale con le tue rivendicazioni, poi un giorno scopri che è diventato peggio degli altri, lo vedi accettare quel che ha negato in precedenza...»
La chiave del successo che ha salutato questo libro di un esordiente sta nella sua freschezza e nella sua sincerità, nella sua irresponsabilità. Enrico Brizzi ha arricchito la nostra letteratura di un nuovo eroe liceale: Jack Frusciante, alias «vecchio Alex», in bilico costrante tra ribellione e stabilità, sogni e chiaroveggenza. Migliaia di lettori si sono riconosciuti nei suoi miti, nelle sue ritrosie, nel suo malessere o almeno hanno desiderato di riconoscersi.
Vuoto.
Non saprei come definirlo diversamente. La storia non è nulla di particolare, così come i personaggi sono caratterizzati male, a partire dalla co-protagonista, Aidi, "in giù". Ad Alex va meglio, sotto questo profilo, solo perché è il protagonista.
Enrico Brizzi mi ha dato l'impressione di essere una sorta di predecessore di Moccia, pur non avendo letto o visto nulla di quest'ultimo. Romanzi del genere possono piacere solo ad adolescenti che vivono storie analoghe e si immedesimano nei personaggi, altrimenti trovo preoccupante che vi si possa appassionare realmente.
A peggiorare la situazione è il linguaggio pseudo-gggiovane che non ha fatto altro che irritarmi. Sì, "purtroppo" mi piace la lingua italiana e non riesco a leggere "k" al posto di "c" e periodi che finiscono con congiunzioni e.
Ho reso l'idea?
La ciliegina amara sulla torta è l'utilizzo di termini davvero fastidiosi: "profii" per indicare i professori, "parens" per i parenti, "mutter" per identificare la madre, ecc. Una sequela di vocaboli gergali che, a mio avviso, sono davvero fuori luogo.
Vi prego, non leggetelo o, proprio al limite della follia, prendetelo in biblioteca.
Prossima lettura: "American Gods", di Neil Gaiman.
Informazioni sul libro :
| Editore | Baldini & Castoldi |
| Anno di prima pubblicazione | 1994 |
| Pagine | 173 |
| Legatura | brossura |
| Prezzo | € 9,40 (prestato) |
| ISBN | 978-88-80-89190-1 |
Post attinenti:
Nessuno


Un misero commento ↓
1 Loris
~ 12/06/2010 @ 17:05:30
Grazie mille del consiglio.
E sulla prossima lettura, rimango in attesa del tuo punto di vista.
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