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Neanche gli Dèi

Scritto il 12 January 2009 alle 00:12

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"Neanche gli Dèi", di Isaac Asimov.

In quarta di copertina :

Il ritrovamento, in un laboratorio, di una sostanza che, secondo le nostre leggi fisiche, non può esistere porta un gruppo di scienziati a entrare in contatto con una razza misteriosa ed evolutissima che abita in una realtà  parallela alla nostra. La scoperta provoca in breve una vera e propria rivoluzione scientifica. Grazie alla collaborazione tra i due universi, i terrestri riescono a impadronirsi di una fonte di energia apparentemente inesauribile. Ma chi sono veramente gli esseri misteriosi che si presentano come portatori di benessere? Se sono veramente degli Dèi benevoli, come mai dall’altra parte iniziano ad arrivare enigmatici segnali di pericolo? Neanche gli Dèi è un avvincente mistery cosmico nel quale Isaac Asimov, per la prima volta, si cimenta con la rappresentazione di creature extraterrestri.

Coraggio, non è difficile spiegarvi la trama: le vicende sono divise nettamente in tre parti. Prendendo i titoli delle parti dal libro stesso:

  1. "Contro la stupidità...": sulla Terra il radiochimico Frederick Hallam, sfidato dal collega Benjamin Allan Denison, scopre che un campione di tungsteno presente nel laboratorio in cui lavorano ha subito una trasformazione incredibile, diventando plutonio 186, un isotopo sconosciuto e, soprattutto, la cui esistenza risulta impossibile secondo le leggi della fisica. Ben presto si scopre che non è avvenuta alcuna modificazione chimica, ma la sostanza è stata scambiata con tale isotopo da esseri presenti in un universo parallelo, o para-universo, che presenta leggi fisiche differenti dalle nostre. Evitando di parafrasare una descrizione precisa e puntuale «Il plutonio 186, stabile nel loro universo, contiene troppi protoni, oppure pochi neutroni, per essere stabile nel nostro con la sua interazione nucleare poco efficiente. Perciò, una volta nel nostro universo, il plutonio 186 comincia ad irradiare positroni, emettendo nel contempo energia, e, per ogni positrone emesso, all'interno del nucleo un protone si trasforma in un neutrone. Alla fine, dopo che per ogni nucleo venti protoni si sono trasformati in neutroni, il plutonio 186 è diventato tungsteno 186, che in base alle leggi del nostro universo è stabile. Durante il procedimento per ogni nucleo sono stati eliminati venti positroni, i quali si scontrano e si combinano con venti elettroni, annullandoli e liberando altra energia, di modo che, per ogni nucleo di plutonio 186 che ci viene inviato, il nostro universo finisce col perdere venti elettroni». Analogamente, il tungsteno 186 trasportato nel para-universo si trasforma in plutonio 186, liberando energia. Di conseguenza «Il plutonio/tungsteno può compiere il suo ciclo all'infinito, avanti e indietro dal nostro universo al para-universo, liberando energia prima nell'uno e poi nell'altro. Il risultato totale è il trasferimento di venti elettroni dal nostro universo al loro per ogni nucleo circolante, ma entrambi ricavano energia da quella che è, in realtà, una Pompa Elettronica Inter-Universale». Detto molto in breve, si tratta di energia infinita, pulita e a costo zero.
    In pochi anni la tecnologia della Pompa Elettronica viene perfezionata e cambia fondamentalmente la vita del genere umano. Tuttavia, un paio di decadi dopo, il giovane Peter Lamont, fresco di laurea, si interessa della storia legata alla costruzione della Pompa e viene a conoscenza del fatto che gli esseri del para-universo avevano trasferito altro oltre al plutonio 186, ovvero dei simboli e degli schemi che hanno contribuito notevolmente alla costruzione della Pompa stessa. Tali fatti sono il più possibile celati dal gruppo di lavoro che ha prodotto la Pompa perché ciò dimostrerebbe l'esistenza di un'intelligenza nettamente superiore a quella umana che ha sfruttato la collaborazione della Terra e, soprattutto, toglierebbe ogni paternità ad Hallam stesso. Ma questo non sarebbe così grave, dopo tutto; il problema maggiore risiede nel fatto che Lamont è fermamente convinto che i presupposti adottati dagli scienziati nel valutare gli effetti collaterali della Pompa siano sbagliati: in particolare, gli studiosi hanno dimostrato che l'utilizzo della Pompa porta ad una "compenetrazione" reciproca delle leggi della fisica nei due universi, causando, in un tempo infinitamente superiore a quello che rimane alla "vita" dell'universo, scompensi tali da creare problemi sostanziali alla stabilità della materia. Secondo Lamont ciò è sicuramente vero, ma dovrebbe avvenire nel giro di pochi anni.
    Naturalmente nessuno ai vertici è pronto a supportarlo bloccando le Pompe, pertanto intraprende una comunicazione con gli esseri del para-universo, cercando di instaurare un dialogo frammisto di lingua terrestre e simboli alieni. Il suo scopo è chiedere loro di fermare la Pompa del para-universo, in modo tale da bloccare inevitabilmente anche quelle presenti sulla Terra.
  2. "...neanche gli Dèi...": nel para-universo la vicenda avviene in modo speculare, ma bisogna tenere conto di due fattori molto importanti, ovvero il fatto che l'idea del trasferimento di energia è una loro idea ed è nata da un loro bisogno e che gli esseri che lo popolano sono decisamente differenti rispetto ai terrestri. Si tratta di due razze di esseri costituiti da agglomerati di particelle, i Duri ed i Morbidi: i rappresentanti di quest'ultima costituiscono una triade, composta da un Razionale, un Paterno e un'Emotiva che, al termine del proprio ciclo vitale, che porta alla nascita di un'altra triade, subisce il cosiddetto trapasso. L'energia di cui si nutrono deriva dal loro sole, che si sta inesorabilmente raffreddando. La controparte di Lamont è Dua, un'Emotiva, parte della triade composta dal Razionale Odeen e dal Paterno Tritt.
  3. "...possono nulla?": sulla Luna la razza umana si è già insediata da una cinquantina di anni. Benjamin Allan Denison, colui che, sfidando Hallam, lo ha indotto a "scoprire" la Pompa Elettronica, con la carriera stroncata sulla Terra, decide di trasferirsi sul satellite per poter proseguire i propri studi riguardo la para-fisica e riabilitarsi. Grazie all'aiuto della Lunarita Selene Lindstrom, una guida turistica con un particolare intuito, riuscirà a trovare una soluzione per salvare il sistema solare dall'imminente distruzione.

Nonostante pare essere il romanzo preferito di Asimov, non l'ho trovato estremamente coinvolgente come altri sue produzioni, ma vi sono sicuramente delle idee originali e sorprendenti. Lo spunto che ha dato il via a questo romanzo è alquanto buffo: durante una convention di fantascienza cui Asimov partecipava come spettatore, Robert Silverberg, per citare un isotopo qualunque, parlò del "Plutonio 186". Terminato il dibattito, Asimov fece presente a Bob che tale isotopo non poteva proprio esistere nel nostro universo e questi replicò: "E allora?". Di conseguenza, Asimov rispose: "Allora ecco qua. Solo per dimostrarti la portata della tua ingenuità, scriverò una storia sul plutonio 186".

L'originalità di questo romanzo, che va di pari passo con la sua atipicità nell'ambito della produzione di Asimov, è la descrizione compiuta e particolareggiata di una razza aliena non filtrata attraverso i paradigmi degli esseri umani. Una descrizione che deve essere affrontata senza alcun pregiudizio, come per il romanzo Flatlandia di Edwin Abbott Abbott, in quanto in entrambi gli esseri mostrati sono così distanti dalle nostre concezioni da non consentire paragoni efficaci.

Come elementi classici delle opere di Asimov si possono citare l'amore per la scienza e la divulgazione, così come la capacità di spiegare concetti pseudo-scientifici in modo coerente partendo dalla fisica delle particelle. Non spaventatevi: non dovete essere laureati in fisica per capire certe spiegazioni tecniche. La trama è come sempre chiara e lineare, ma trovo il finale, per quanto sensato, troppo sbrigativo.

Il messaggio più importante deducibile dalla storia è quanto mai attuale: l'uomo cerca un benessere immediato senza preoccuparsi delle conseguenze future o, peggio, messo davanti a fatti certi li ignora andando consapevolmente verso la sua stessa distruzione.


Prossima lettura: "Anelli nell'Io", Douglas Hofstadter.


Errori : apparentemente, nessuno.


Citazioni :

  • pag. 77: "È scoraggiante, davvero, la stupidità umana! Credo che non me la prenderei tanto se l'umanità si suicidasse a causa dela sua crudeltà o anche solo per la sua temerarietà e imprudenza. Ma è così maledettamente poco dignitoso andare incontro alla distruzione per pura ottusità e stupidità!";
  • pag. 278: "Ho un'idea, un'idea molto semplice basata sul fatto ovvio che il numero due è ridicolo e non può esistere".

New Wor(l)ds :

  • pariglia: in "restituire la pariglia", contraccambiare con un comportamento uguale;
  • bevatrone: unità di misura informale dell'energia che prende il nome dall'acceleratore di particelle Bevatron, capace di generare energie dell'ordine dei miliardi di eV (billions of eV -> Billions of eV Synchrotron).
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Informazioni sul libro :

Titolo originale The Gods Themselves
Editore Mondadori
Anno di prima pubblicazione 1972
Pagine 336
Legatura brossura
Prezzo € 8,80
ISBN 978-88-04-40683-9


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3 commenti ↓

  • 1 TrantorNo Gravatar ~ 9/03/2009 @ 22:00:25

    Direi che abbiamo una passione in comune 😉

  • 2 TrantorNo Gravatar ~ 9/03/2009 @ 22:01:05

    Ehm, ecco l'url

  • 3 RossellaNo Gravatar ~ 9/03/2010 @ 12:46:58

    Non è certamente il romanzo più immediato di Asimov. La descrizione che fa degli "alieni" nella seconda parte è davvero fenomenale.
    Chi è abituato ai buoni vecchi alieni verdi con la faccia tonda viene sconvolto dal tipo di entità descritte da Asimov...Questo mondo in cui non esistono le coppie, bensì le triadi...
    Concordo sul fatto che la conclusione sia un po' sbrigativa, ma ancora una volta mi piace moltissimo la "storia d'amore" fra i due personaggi della terza parte, come sempre diversi fra loro (una lunarita e un terrestre).
    Ti viene da sperare che un giorno si vada a vivere davvero sulla luna...:)

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